“‘LE IENE PRESENTANO: INSIDE’ È UN CURIOSO E AMBIGUO TENTATIVO DI AUTOCELEBRAZIONE” – ALDO GRASSO FA IL PELO E IL CONTROPELO AL PROGRAMMA DI ITALIA1: “MANDANDO IN ONDA IL FIOR DA FIORE, ‘LE IENE’ DANNO DI SÉ UN’IMMAGINE VIRTUOSA, MA LA CONTRADDIZIONE PIÙ GRANDE STA PROPRIO NEL ‘METODO IENE’: QUELLA SPREGIUDICATEZZA CHE CONSENTE LORO DI SOSTITUIRSI ALLA MAGISTRATURA ED EMETTERE CONDANNE, QUELL’AGGRESSIVITÀ NELLE INTERVISTE (PRODROMI DELLA GOGNA), LA DIFFUSIONE DI TEORIE ANTISCIENTIFICHE, LA DIVISIONE DEL MONDO IN ‘BUONI’ E ‘CATTIVI’. MA L’ASPETTO PIÙ SCONCERTANTE È CHE A COMMENTARE LE INCHIESTE SONO STATI CHIAMATI MASSIMO D’ALEMA, LUCIANO MOGGI E…”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per www.corriere.it
«Le Iene presentano: Inside», lo spin-off ideato da Davide Parenti e condotto da Filippo Roma è un curioso e ambiguo tentativo di autocelebrazione, di riutilizzo del magazzino e di infowashing (calco di greenwashing). La presunzione è di raccontare il Belpaese attraverso alcuni dei servizi più significativi delle «Iene», in quasi trent’anni di attività.
[…] Mandando in onda il fior da fiore, «le Iene» danno di sé un’immagine virtuosa, ci ricordano il loro modo scanzonato di occuparsi di cose serie (Lillo e Greg, il Trio Medusa, Enrico Lucci…), si interrogano sui limiti del politicamente corretto […]
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Ma la contraddizione più grande sta proprio nel cosiddetto «metodo Iene»: quella spregiudicatezza che consente loro di sostituirsi alla magistratura ed emettere condanne, quell’aggressività nelle interviste (prodromi della gogna), la diffusione di teorie antiscientifiche (il caso Stamina, l’aver alimentato dubbi sulla sicurezza dei vaccini o l’aver presentato terapie alternative come miracolose senza prove cliniche), la divisione del mondo in «buoni» (le vittime che chiedono aiuto alle Iene) e «cattivi» (i politici, i truffatori, i burocrati), il caso triste di Roberto Zaccaria, grande esempio di «processo di piazza», l’utilizzo di metodi così violenti (primo fra tutti l’inseguimento) che fa loro perdere il confine fra giornalismo e giustizialismo.
Ma l’aspetto più sconcertante è che a commentare le inchieste «oneste» sono stati chiamati Massimo D’Alema, Luciano Moggi, Pilar Fogliati ma soprattutto Alessandro Di Battista. La sintonia fra Roma e Di Battista ci aiuta a capire come alla base dello sciagurato grillismo (il comico che si fa giudice e politico) ci siano anche le Iene.
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