ALL RIGHT! - CHI L’HA DETTO CHE IL ROCK ‘N’ ROLL NON PUÒ ESSERE DI DESTRA? - IL FRANCESE JOHNNY HALLYDAY SI SFOGA IN UN’IRONICA AUTOBIOGRAFIA CHE FA SCHIUMARE DI RABBIA LA SINISTRA RADICAL CHIC D’OLTRALPE - È AMICO DI SARKOZY, DI DEPARDIEU E FILO-AMERICANO CONVINTO - “SONO STANCO DI ESSERE CONSIDERATO UN UOMO SENZA CUORE SOLTANTO PERCHÉ HO UNA SENSIBILITÀ DI DESTRA”...

Alessandro Gnocchi per "Il Giornale.it"

Johnny Hallyday, ovvero la forza di cantare il rock'n'roll americano in Francia senza risultare una macchietta. Anzi, guadagnando rispetto e credibilità universale, al punto di potersi vantare di aver scoperto Jimi Hendrix (di cui interpreterà Hey Joe) e di essersi trovato a un passo dalla collaborazione con i Beatles, non ancora diventati i Fab Four.

Ma Johnny Hallyday ha anche la forza di cantarle chiare a chi vorrebbe emarginarlo a causa delle sue idee non allineate lungo la Rive Gauche.

Nella sua divertente autobiografia, Dans mes yeux (Plon), Johnny non usa giri di parole: «Non amo la mediocrità. Penso che la sinistra la incoraggi... Il talento non si può dividere in parti uguali». Hallyday non ama «le società di assistiti». Incentivare il merito, però, non significa abbandonare a se stesso chi non ce la fa. Ma a sinistra fingono di non capire: «Sono stanco di essere considerato un uomo senza cuore soltanto perché ho una sensibilità di destra». Già queste parole non contribuiranno a renderlo popolarissimo tra l'intellighenzia radical chic.

Hallyday però aggiunge anche la «bestemmia» finale, tessendo le lodi di Sarkozy, suo caro amico, e degli Stati Uniti: «Mi sono sempre chiesto come mai se hai una bella macchina negli Usa la gente si complimenta mentre in Francia ti tratta come un ladro». Non può mancare la polemica contro le tasse, tanto più che tra i sodali di Hallyday c'è un certo Depardieu, in passato compagno di eccessi, soprattutto droghe e donne: «Gerard è come un bambino dal cuore grande ma votato all'autodistruzione».

Come prevedibile, il mondo radical chic d'oltralpe si è indignato per queste sparate. Ma Johnny Hallyday, nato Jean-Philippe Smet a Parigi nel 1943, ha le spalle larghe e un successo popolare che ha conosciuto molti alti e pochi bassi. Cresciuto dai cugini ballerini, e quindi sempre in giro per l'Europa, presto impara a camminare con le sue gambe. Nel 1956 decide quale sarà il suo futuro: il cinema. I suoi idoli sono Marlon Brando e James Dean, entrambi ammirati da adolescente sul grande schermo del cinema Atomic Pigalle, ove Johnny trascorreva intere giornate. Come attore, Hallyday metterà insieme una discreta carriera: L'uomo del treno (2002) di Patrice Leconte è il suo capolavoro.

Proprio al cinema Johnny si imbatte in Elvis Presley che esegue Hound Dog in uno dei suoi film hollywoodiani. Hallyday decide all'istante di cambiare strada. Il rock in Francia esplode nel 1966. C'è una foto pubblicata da un giornale dell'epoca che ritrae Hallyday, Serge Gainsbourg, Sylvie Vartan, Adamo, Françoise Hardy. È la consacrazione della nuova generazione. Johnny però non dimentica la tradizione dei cantautori: adora Aznavour al punto di voler «essere suo figlio» ma anche Jacques Brel e Georges Brassens. Sono anni frenetici. Nel 1965 si sposa con Sylvie Vartan, poco dopo scopre Jimi Hendrix, quindi entra in contatto con gruppi di culto inglesi (Small Faces, Humble Pie). Nel 1969 ha già venduto dodici milioni di dischi (oggi ha superato i 100) ed è una icona: «Nel 1968 ero l'emblema dei giovani ma non facevo la loro vita né avevo le loro preoccupazioni. Mi sono ritirato a Saint-Tropez. Cosa avrei dovuto fare? Salire sulle barricate?».

Sono anni in cui accade di tutto e in cui Hallyday conosce l'intero star system francese. Edith Piaf cerca di sedurlo in un jazz club. L'ombroso Alain Delon «vive tutto come una competizione», in particolare il rapporto con le donne: l'attore non può tollerare che qualcuno metta gli occhi su Romy Schneider, amatissima da Johnny. A Saint-Tropez capita anche di dover cantare qualche canzone in piena notte a una raminga e insonne Brigitte Bardot. C'è anche un incontenibile Jean-Paul Belmondo, «il più sportivo, il più vivo, il più scatenato di tutti noi. Lui è un vero personaggio». Beh, anche Hallyday non scherza.

 

JOHNNY HALLYDAYSALMA HAYECK E FRANCOIS-HENRI PINAULT E JOHNNY HALLYDAYBRANDOdean james 001ELVIS PRESLEY

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