socci bergoglio

ANTONIO SOCCI SCRIVE UN’ARTICOLESSA SULLA SFIDUCIA DEI CITTADINI NEI CONFRONTI DEI GIORNALISTI, SULLA “PENDENZA A SINISTRA” DEI QUOTIDIANI E ALTRO BLA BLA PUR DI ARRIVARE A DIRE L’UNICA COSA CHE LO OSSESSIONA: I MEDIA ELOGIANO BERGOGLIO E “OSCURANO” CHI OSA CRITICARLO (MA CHE VUOLE SOCCI? IL RITORNO DEL PAPA RE?)

Antonio Socci per “Libero Quotidiano”

antonio socciantonio socci

 

«Se non hai letto il giornale, sei disinformato. Se l'hai letto, sei male informato». Questa di Mark Twain è solo una delle tante battute che circolano sulla stampa e sui giornalisti. A tutte le latitudini i media sono guardati con diffidenza, ma in Italia pare che i giornali godano di un discredito tutto speciale.

 

Hanno provato a studiare il fenomeno e a cercarne le cause Luigi Curini, professore di Scienza politica all' Università di Milano, e Sergio Splendore, ricercatore della stessa Università dove insegna "Communication Research" e "Comunicazione pubblica".

 

socci antoniosocci antonio

Su un sito autorevole, lavoce.info, che certo non è sospettabile di simpatie per il centrodestra (ci scrivono - per dire - Tito Boeri, Francesco Giavazzi e Tommaso Nannicini, docente della Bocconi e attualmente membro del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica presso la presidenza del Consiglio), i due professori, Curini e Splendore, hanno pubblicato uno studio dal titolo provocatorio: "Ma i giornalisti sono troppo di sinistra?".

 

papa francesco e il matepapa francesco e il mate

Il punto di partenza si trova nei dati dei sondaggi periodici di Eurobarometro, dove si rileva la scarsa fiducia degli italiani verso la stampa: negli ultimi 15 anni un cittadino su due dà un giudizio negativo. Il livello di fiducia verso la stampa si attesta sul 43 per cento ovvero quattro punti percentuali meno del resto d'Europa, nel medesimo periodo.

 

Perché? Le ragioni possono essere tante. Ma ce n'è una particolare che Curini e Splendore hanno voluto indagare, riprendendo un' ipotesi formulata venti anni fa da Thomas E. Patterson e Wolfgang Donsbagh, nel saggio "New decisions: Journalists as partisan actors", uscito su Political Communication. In quello studio si evidenziavano «le conseguenze relative alla possibile "discrasia" tra credenze politiche e ideologiche dei giornalisti rispetto ai loro lettori».

papa  francesco bergoglio e il cardinale parolinpapa francesco bergoglio e il cardinale parolin

 

Ebbene, Curini e Splendore sono andati a verificare i dati relativi al nostro Paese per capire se questa "discrasia" poteva essere la causa della sfiducia degli italiani nei confronti della stampa. In effetti - utilizzando fonti omogenee sul posizionamento politico dei giornalisti rispetto ai cittadini - hanno scoperto che l'autocollocazione ideologica «dei giornalisti italiani appare marcatamente posizionata più a sinistra rispetto a quella degli italiani in generale».

 

L'EREDITÀ DEGLI ANNI '60

PAPA BERGOGLIO E IL PELUCHEPAPA BERGOGLIO E IL PELUCHE

Del resto lo si è sempre empiricamente saputo, già dagli anni Settanta: bastava confrontare il panorama della stampa con il voto degli elettori. Praticamente "l'eskimo in redazione" continua a dominare anche oggi, pur standosene sotto abiti più borghesi.

Diciamo che quel capo d'abbigliamento sessantottardo non avvolge più i corpi invecchiati, ma le menti dei giornalisti e dei direttori. Ecco perché - di conseguenza - la "narrazione" dei giornali italiani è così lontana dai veri sentimenti e dai veri interessi della gente comune ed ecco perché i nostri concittadini in media hanno meno fiducia nella stampa degli altri europei.

suore in estasi per papa bergoglio in polonia  suore in estasi per papa bergoglio in polonia

 

Ma allora perché i giornali, in tempi altamente competitivi come questi, non cercano di avvicinare la loro "narrazione" e i loro "narratori" al famoso Paese reale? La risposta dei due studiosi è questa: «I dati dell' Eurobarometro ci mostrano che i lettori più assidui dei giornali sono anche quelli che hanno una posizione ideologica in media più prossima ai giornalisti. Il che potrebbe condurre a un circolo che si auto-riproduce e si auto-rinforza: ovvero lo iato ideologico con gli italiani in senso lato (e la conseguente crisi di fiducia) non risulta alla fin fine davvero rilevante per il mondo editoriale, perché dopotutto chi legge (e compra) i giornali ha la stessa visione del mondo che ha chi ci scrive, e così via. Un apparente paradosso, con esiti complessivi facilmente prevedibili».

papa bergoglio in poloniapapa bergoglio in polonia

 

IL POPOLO DISPREZZATO

Si potrebbe aggiungere anche un' altra spiegazione: i giornali non vogliono raccontare ed esprimere la "pancia" del Paese reale perché lo disprezzano, perché la casta intellettuale italiana ha sempre considerato il nostro popolo come "minorenne", immaturo, volgare, a volte corrotto e perfino razzista.

 

Quindi il ceto che fa i giornali ha sempre altezzosamente pensato di avere un ruolo pedagogico, di "riforma" della mentalità di questo popolo di levantini e ignoranti. Lo si vede ancora oggi su certi temi sensibili: l'abissale distanza tra l'indottrinamento della stampa e il pensiero popolare è risultata clamorosa, per esempio, nella lunga diatriba sulle "unioni gay" così come sul tema degli immigrati.

papa bergoglio in polonia 9papa bergoglio in polonia 9

 

Oggi però i cittadini che non si sentono rappresentati dalla stampa hanno un modo straordinario per mandare al diavolo i tromboni dei giornali ed è quello che probabilmente sta assestando il colpo di maglio alla carta stampata: internet. Sempre sulla voce.info, Luigi Curini ha pubblicato, con Andrea Ceron (ricercatore all' Università di Milano), un altro studio dove si fotografa questa svolta. Titolo: "L' informazione attendibile? Per gli italiani è in rete".

BERGOGLIO E LA TELEVISIONEBERGOGLIO E LA TELEVISIONE

 

Sempre dai dati Eurobarometro relativi all'opinione pubblica di 34 paesi, i due studiosi sottolineano che «con un 58,2 per cento di cittadini che considerano il web come una credibile fonte di informazione, l'Italia si colloca in cima (sesto posto complessivo) alla classifica europea di chi esprime fiducia nei confronti della rete, addirittura prima tra i grandi paesi. Il dato è considerevole ed è di quasi 10 punti superiore alla media europea (49,1 per cento), di 18 punti rispetto alla Spagna, di 23 rispetto alla Germania e di quasi 30 rispetto a Gran Bretagna e Francia».

PAPA BERGOGLIO IN ARMENIAPAPA BERGOGLIO IN ARMENIA

 

Peraltro la ricerca mette in rilievo che si tratta in prevalenza di uomini in età attiva, interessati alla politica e di ceto medio-alto. Spesso anche lettori di giornali, ma con un giudizio negativo sulla stampa. Quindi il dato sulla fiducia nella rete e sulla poca credibilità della carta stampata, non fotografa le idee degli outsider, delle fasce marginali, ma evidenzia il giudizio dell' opinione pubblica.

 

UN ESEMPIO RECENTE

Un caso recentissimo ha messo in luce questo fenomeno. Riguarda la figura di papa Bergoglio che la quasi totalità dei giornali ormai celebra in maniera acritica fino a sfiorare il culto della personalità. Nella società, invece, nei suoi confronti è andato crescendo un dissenso che è diventato forte opposizione, anzitutto sui temi dell' emigrazione e dell'Islam, ma anche (per i cattolici) sui temi più attinenti alla fede.

 

papa bergoglio accarezza la tigre  papa bergoglio accarezza la tigre

Questo fenomeno è dilagato quasi totalmente nella rete, perché i giornali non hanno mai voluto dar voce alle perplessità e ai dissensi. È stato un fenomeno fino ad ora ignorato dalla stampa, che non riconosce legittimità ad altre posizioni. Ma essendosi fatto oggi troppo vasto è entrato nel mirino dei media che non sono interessati a esplorarlo giornalisticamente e a raccontarne le ragioni, ma pretendono di delegittimarlo, come se fosse "a priori" inammissibile avere un punto di vista critico su Bergoglio.

Mozah bint Nasser al Missned con Papa Bergoglio 3Mozah bint Nasser al Missned con Papa Bergoglio 3

 

È il caso clamoroso di un lunghissimo servizio uscito domenica scorsa sulla Stampa (due pagine intere con partenza in prima): più che un'inchiesta è parso una messa all' indice dei dissidenti, una specie di lista di proscrizione, quasi a far pensare a un'inquisizione bergogliana. Peraltro i vaticanisti che hanno firmato il servizio sono due dei tanti giornalisti del portale Vatican Insider che la Stampa di Torino ha totalmente dedicato al Vaticano e che, però, non sembra godere della fiducia di molti lettori.

 

SELFIE DI PAPA BERGOGLIO CON GIOVANI YOUTUBERSELFIE DI PAPA BERGOGLIO CON GIOVANI YOUTUBER

Se infatti si fa una visita alla pagina Facebook di Vatican Insider si ha la sensazione di un villaggio abbandonato, con articoli che hanno 10 oppure 15 "mi piace", senza commenti.

Mentre sui blog e sulle pagine Facebook dei "dissidenti", dei critici di Bergoglio, i frequentatori sono decine di migliaia e ogni giorno cliccano migliaia di "mi piace" sugli articoli e in tantissimi lasciano commenti. È un caso esemplare di informazione negata, che trova nella rete il suo spazio di libera circolazione di notizie e idee.

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