1- LA “DESTRA PERBENE” DI MONTI MARIO L’ARROTINO E’ ANCHE UN “DESTRA VIGLIACCA” 2- IL TECNICO MARIUCCIO USA IL VECCHIO TRUCCO DELLA POLITICA CHE AMMANTA LA VILTÀ DI REALISMO: “MONTI RIAPRE IL DOSSIER ARTICOLO 18: “CE LO CHIEDE L’EUROPA”. NO, CE LO CHIEDONO LE BANCHE E LE GRANDI IMPRESE CHE DEVONO FARE IMPONENTI RISTRUTTURAZIONI A SPESE DELLO STATO. SI PUÒ DISCUTERE DI TUTTO, DI ARTICOLO 18 COME DI CASSA INTEGRAZIONE, MA SE CI SI PRENDE PER IL CULO IL DIBATTITO PARTE MALE 3- POI, CHIARO, NESSUNO HA IL DIRITTO DI METTERE VETI E IL GOVERNO GOVERNA E DECIDE. MA CHI NON CI STA AVRÀ IL DIRITTO DI VOTARE CONTRO E ANCHE DI MANIFESTARE E SCENDERE IN PIAZZA. TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE. TUTTO LEGITTIMO. MA QUANDO VUOI RIDURRE LE TUTELE A QUALCUNO, MAGARI FINGENDO DI AUMENTARLE A QUALCUN ALTRO PER METTERE TUTTI CONTRO TUTTI, DIRE “CE LO CHIEDE L’EUROPA” È PROPRIO DA VIGLIACCHI

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

1- NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
"Articolo 18, il governo ci riprova. La norma anti-licenziamento sospesa per tre categorie di neoassunti. La Fornero annuncia incontri bilaterali con i sindacati. La Cgil: no a colloqui separati. Napolitano: riformare gli ammortizzatori sociali" (Repubblica, p. 1). Qualcuno ha capito esattamente da che parte sta Re Giorgio Banalitano? Dalla parte dei lavoratori o delle imprese?

A leggere il solito soffietto quirinalizio del Corriere, starebbe dalla parte degli operai: "A Napoli, l'incontro con gli amici delle fabbriche" (p. 3). Ma poi passa Illustrato Fiat e ci apre la mente, con il poetico pezzo del suo inviato Federico Geremicca: "Eccoli gli operai, gli antichi compagni, gli amici napoletani di un tempo del Presidente della Repubblica. Evocati anche nel discorso di fine anno, eccoli, ora, nel salone della Fondazione Mezzogiorno Europa stringersi al "caro Giorgio".

Ci è andato per commemorare il papà di Geremicca, ma andiamo oltre. Ecco come finisce in gloria il salmo: "Ci sono cose che cambiano - dice Napolitano - e dunque cose che non si possono più difendere. Bisogna capirlo, e capirlo per tempo. Quando non ci si riuscì, si subirono sconfitte storiche, come negli anni 50 alla Fiat. E io le sconfitte non le dimentico" (Stampa, p. 5). No, non è l'unico che non dimentica le sconfitte. Perché c'è anche chi le sconfitte le paga. E Voi, Re Giorgio Banalitano, ne avete mai pagata una?

Sullo stesso tema, il Corriere delle banche armate sottolinea sadicamente anche il dramma di quel mostriciattolo politico che è il partito mandato avanti dal Mago Dalemix e da Culatello Bersani: "Imbarazzo nel Pd che vuole contare: ha tre posizioni. La linea di Ichino e quella degli ex Ppi. Il nodo della sinistra, forte nell'apparato" (p. 2).

Sempre "nell'apparato", la sinistra. Gli altri, invece, anche se sono a libro paga dei centri studi e delle fondazioni dei poteri marci, sono tutti liberi pensatori e coraggiosi riformisti. Se poi volano spesso dall'altra parte dell'Atlantico e frequentano i think tank americani, sono "molto riformisti".

Intanto la "Destra Perbene" di Monti Mario l'Arrotino usa il vecchio trucco della politica che ammanta la viltà di realismo: "Monti riapre il dossier articolo 18: "Ce lo chiede l'Europa" (Repubblica, p. 3). No, ce lo chiedono le banche e le grandi imprese che devono fare imponenti ristrutturazioni a spese dello Stato. Si può discutere di tutto, di articolo 18 come di cassa integrazione, ma se ci si prende per il culo il dibattito parte male.

Poi, chiaro, nessuno ha il diritto di mettere veti e il governo governa e decide. Ma chi non ci sta avrà il diritto di votare contro e anche di manifestare e scendere in piazza. Tutto alla luce del sole. Tutto legittimo. Ma quando vuoi ridurre le tutele a qualcuno, magari fingendo di aumentarle a qualcun altro per mettere tutti contro tutti, dire "ce lo chiede l'Europa" è proprio da vigliacchi.

2- NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Nei giorni scorsi hanno praticamente stampato moneta con la garanzia statale sui loro bond, ma le banche continuano a farsi riccamente i cazzi propri, usando i soldi dei risparmiatori per prestarli ai soliti noti o per giocarseli al tavole verde della finanza speculativa. Bella inchiesta dal basso del Cetriolo Quotidiano: "Mutuo senza soccorso. Le banche hanno chiuso i rubinetti, anche per i giovani con un lavoro la casa è un sogno. "La rata non può superare il 30% dello stipendio".

E diventa indispensabile la garanzia di papà. "Allo sportello la regola è: niente soldi alle aziende. Gli interessi sullo scoperto possono arrivare anche al 12%. E l'Abi non diffonde i dati sui finanziamenti. Le Asl devono alle imprese 40 miliardi. Famiglie in difficoltà: è scaduta la moratoria sui mutui" (p. 2).

Intanto è bello scoprire, sempre dal Cetriolo Quotidiano, che "quando Monti era alla Bocconi, l'ateneo privato non pagava l'Ici e ora Pisapia presenta il conto" (p. 3).

3- ATTENZIONE, CADUTA MASSONI
"La P3 voleva condizionare lo Stato. Processate Dell'Utri e Verdini". La procura di Roma: rinvio a giudizio per associazione segreta. Affari opachi e giudici addomesticati, così operavano gli amici di "Cesare". Un gruppo in campo per risolvere i problemi di Berlusconi" (Repubblica, pp. 14-15).

Sul Corriere, Fiorenza Sarzanini semina il panico tra i beneficiati della Cricca. "Ecco a chi davo i soldi e gioielli". Parla l'uomo che che rise del terremoto. Piscicelli collabora e fa i nomi. "Assumevo i figli dei potenti". "Per ottenere lavori ho sempre dovuto dare qualcosa in cambio. Il progettista dei lavori dei mondiali mi è stato imposto" (p. 21).

4- GIULIETTO PRENDE LA FIONDA
L'ex ministro Tre-conti prende al balzo la palla che gli alza il suo amato Cazzullo e spacca una finestra nel retrobottega di Monti (Corriere, p. 7). Domanda del risorgimentale Aldo da Cuneo: "Monti vi ha fatto notare che la lettera della Bce l'ha chiesta proprio il vostro governo". Risposta del pensatore della Valtellina: "Il presidente Monti ha così fornito al Parlamento un'informazione di cui non si disponeva. In ogni caso la lettera non l'ho certo chiesta io. Forse altri".

E poi, dopo la sassata a chi deve intendere, i due simpatici birichini passano oltre con grande nonchalance e tornano a stordirsi reciprocamente a colpi di citazioni in codice e affabulazioni varie. Insomma, questa è gente che quando suona i campanelli per scherzo poi non si mette a correre, ma si ferma dall'altro lato del marciapiede e si dà di gomito fingendo di commentare i tromp d'oeuil.

5- TUTTI IN VACANZA DA?
"E alle Maldive si ritrovano in vacanza Schifani, Casini e Rutelli. Capodanno esotico al Palm Beach Resort nell'atollo di Lhavivyani dove le suite costano tra i 2.550 e i 5.700 dollari a notte" (Corriere, p. 11). Bene, e chi paga? Non si sa, ma il Corriere spiffera il nome del proprietario. Che non è un maldiviano, ma è l'editore del Corriere dello Sport, Roberto Amodei. Questa sì che è una bella notizia: al prossimo stato di crisi dei suoi giornali, potrà dare in pegno all'Inpgi le stanze del resort. Oppure, se optasse per i contratti di solidarietà, potrà mandare a rotazione i suoi redattori alle Maldive.

6- AGENZIA MASTIKAZZI
"Kate tradisce gli stivali di Wellington. Bufera per un paio di calosce francesi" (Repubblica, p. 17). E noi, coglioni, pubblichiamo ampio pezzo.

7- ULTIME DALLA GLOBALIZZAZIONE DELLE MERCI (IL MONDO ALL'INCONTRARIO) "La Cina blocca l'import di olio made in Italy. Annuncio delle autorità di Shanghai dopo l'inchiesta di Repubblica sui prodotti taroccati frutto di miscele low cost" (Repubblica, p. 20). Pronte le famose "10 domande" di Largo Fochetti alla Cina, su diritti umani e contraffazione globale?

8- SOCCORSO ROSSO PER DON SALVATORE
"Abbiamo un'assicurazione?". No, due. "Le Coop azioniste di Unipol studiano l'ingresso in Premafin". Su Repubblica (p. 25) Vittoria Puledda racconta che "le indicazioni dell'ultimo minuto, sebbene frammentarie e non definitive, puntano su un coinvolgimento a tutto tondo di Unipol (...) Una soluzione che, secondo ambienti finanziari, sarebbe gradita e avallata da Mediobanca". Per la cronaca, Mediobanca è esposta con il polo assicurativo della famiglia Ligresti per la bruttezza di 1,1 miliardi di euro. Soldi ben investiti, vero?

9- UN MINCIONE PER LA BANCA DELL'OPEROSO POPOLO MILANESE!
"La Consob accende un faro sul cavaliere off shore di Bpm. L'italo americano Raffaele Mincione ha acquistato attraverso la Time&Life l'8,6% della banca". Repubblica racconta che "fino all'altro giorno, Mincione era più conosciuto come ex fidanzato della modella Heather Mills, poi diventata moglie dell'ex Beatles Paul McCartney, piuttosto che come silenzioso operatore nel gotha finanziario anglosassone" (p.24). Certo, con lo statuto della Popolare di Milano avrà da divertirsi anche questo Mincione.

 

FORNERO MONTI NapolitanoPIERLUIGI BERSANI Mario Monti spiega la fase due verdini dellutriGIULIETTO TREMONTI ALDO CAZZULLO Fini - SchifaniRUTELLI-CASINI

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