barbara alberti

“UNA DONNA A CAPO DEL GOVERNO? DONNA, UOMO, MARZIANO… NON ME NE FREGA NULLA” – L’83ENNE BARBARA ALBERTI SI CONFESSA A “VANITY FAIR”, DAL FEMMINISMO “CHE SI E’ ESTINTO PER MANCANZA DI TEMPO” ALL'ODIO CHE "COME L'AMORE TI TIENE IN PIEDI": “VOGLIO ESSERE CHIAMATA VECCHIA. LA COSA PIÙ VERGOGNOSA È CENSURARE LA PAROLA ‘VECCHIA’, TI DICONO “GRANDE”, “MATURA”… MA GRANDE UN CAZZO” - I CIRCOLETTI DEL MONDO LETTERARIO E DEL CINEMA (“SEMPRE ESISTITI, NON CI VORREI STARE. SCOMBINEREI TUTTO SUBITO”), LO STREGA (“PENSATE CHE LA STIMA DI ME STESSA POSSA DIPENDERE DA UN PREMIO?”), I LIBRI SCRITTI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE (“FORSE LA USANO PERFINO GRANDI SCRITTORI CONTEMPORANEI CHE VINCONO PREMI IMPORTANTI”)- E SUL "GRANDE FRATELLO" CONFESSA: “UN’ESPERIENZA LIBERATORIA. CI TORNEREI SUBITO”

 

Santo Pirrotta per vanityfair.it - Estratti

 

barbara alberti

Davanti all’ascensore che la porterà al quarto piano, dove la truccheranno e la “faranno bella”, Barbara Alberti, 83 anni, sorride soddisfatta all’idea del make-up: «Ti fanno degli occhi bellissimi». Le rughe no, quelle devono restare tutte al loro posto. Nella corsa di chi vuole apparire sempre più giovane, rivendica il diritto di essere chiamata “vecchia”.

 

 

L’unico vezzo che ogni tanto si concede è una lunga treccia bianca - finta - portata quasi come una corona. Una provocazione.

 

(...) La scrittrice parla con la stessa disinvoltura di cinema e letteratura, politica, religione, televisione, social e intelligenza artificiale. Senza nessuna intenzione di essere accomodante. Sul femminismo il giudizio è severo: le donne, dice, oggi fanno tutto, lavorano fuori casa ma continuano a portarsi addosso l’intero peso della famiglia: «Si è estinto per mancanza di tempo».

amedeo pagani barbara alberti

 

Si definisce ancora radicale, anche se sottolinea che, in realtà, i radicali si sono estinti con la morte di Pannella, e liquida con sarcasmo l’idea che il solo fatto di avere una donna al governo rappresenti automaticamente una conquista: «Donna, uomo, marziano… non me ne frega nulla».

 

Poi c’è la televisione, che Alberti difende senza snobismo — «mi diverte moltissimo» — e persino il Grande Fratello, definito un’esperienza “liberatoria”, quasi terapeutica, grazie a quel confessionale che paragona a una seduta dall’analista. Infine l’intelligenza artificiale, che la affascina: racconta di aver letto testi prodotti da una macchina e di esserne rimasta “secca”, sbalordita. E in fondo, anche quando parla del suo gatto, del vecchio golden retriever di casa o delle piccole guerre domestiche quotidiane, Barbara Alberti finisce sempre per tornare allo stesso punto: «L’odio, come l’amore, ti tiene in piedi».

barbara alberti

 

 

(...)

Ai David di Donatello recentemente è stata premiata Aurora Quattrocchi. Che effetto le fa vedere finalmente attrici mature valorizzate?

«Intanto chiamiamole vecchie. La cosa più vergognosa è censurare la parola “vecchia”, come se fosse offensiva a priori. Quando ti dicono “grande”, “matura”… ma grande un cazzo. Siamo vecchie. Io non sono orgogliosa di essere vecchia, mi secca da morire, perché poi si muore. Però almeno nominateci. Detto questo, non starei a cercare sempre segnali sociologici. Hanno premiato il talento, e il talento, che uno abbia dodici anni o novanta, è sempre una cosa buona».

 

 

barbara alberti libro cover

Al Riviera International Film Festival 2026 ha vinto il film Karla, che racconta il coraggio di una ragazzina di dodici anni che, nella Monaco di Baviera del 1962, trova la forza di compiere un gesto impensabile per il suo tempo: presentarsi in tribunale e denunciare le violenze del padre. Lei ha combattuto grandi battaglie per le donne: oggi a che punto siamo?

«Ci avete fregato del tutto. Prima eravamo schiave in casa, adesso facciamo tutto: lavoriamo, mandiamo avanti la famiglia, e la famiglia continua a pesare sulle donne. Non è stato creato nulla per aiutare davvero le donne in un Paese che si sta spopolando. Siamo pieni di vecchi e senza bambini. Ci stiamo estinguendo, ma quando si tratta di aiutare concretamente le donne diventa tutto secondario. Fare un figlio non dovrebbe essere un affare dello Stato. Invece c’è una tirchieria spaventosa».

 

E il femminismo oggi?

«Secondo me si è estinto per mancanza di tempo. Ai miei tempi, anche se le condizioni erano peggiori, trovavamo il tempo di vederci tra donne, di andare alle riunioni, di confrontarci. Oggi non c’è più tempo per niente».

barbara alberti foto di bacco

 

I social hanno una responsabilità in questa distanza?

«No. I social, come il telefono, esistono. Non sono un’entità maligna extraterrestre. Dipende dall’uso che ne facciamo. Anzi, potrebbero aiutare molto le donne a mettersi in contatto tra loro».

 

Lei ha raccontato per anni l’universo sentimentale femminile. Ha imparato qualcosa dalle sue lettrici?

«No, queste sono balle. Che cosa impariamo davvero nella vita? Poco o niente. L’unica fortuna vera è come nasciamo. Certo, educazione e ambiente contano, ma esiste anche la natura delle persone».

barbara alberti (2)

 

(…)

 

Lei è una delle ultime grandi intellettuali italiane capaci di passare dai salotti culturali alla televisione senza snobismo. Qual è il segreto?

«Sono povera, intanto. E poi la televisione mi diverte moltissimo. Andarci è divertente. La tv non è affatto schifosa. Ci sono programmi cretini e programmi intelligenti, film bellissimi, ottime trasmissioni. È uno specchio interessante del Paese».

 

E il Grande Fratello? Lei ci tornerebbe davvero?

«Tutti i giorni, se mi invitassero. Lo dico sul serio. Quando chiudi quella porta, nessuno ti acchiappa più: famiglia, lavoro, vicini antipatici, telefono… sparisce tutto. È una sensazione di liberazione incredibile. E poi c’è il confessionale: una stanza dove puoi entrare a qualsiasi ora del giorno e della notte e parlare con persone preparatissime che ti ascoltano. È una specie di analista gratuito. A casa dovrebbe esistere il confessionale».

 

Nei suoi racconti cita spesso Moravia, Dario Bellezza, Monica Vitti. Oggi chi frequenta Barbara Alberti?

barbara alberti a la confessione

«Nessuno. O meglio: gli amici che passano per casa. Benedetta Porcaroli, che è un genio moderno. Marco D’Eramo, un grande intellettuale spiritosissimo. E poi tante ragazze simpatiche».

 

E scrittori?

«Ce ne sono di bravissimi. Non si è mai scritto così bene come adesso».

 

Non sarà anche merito dell’intelligenza artificiale?

barbara alberti

«Non lo so. Un amico mi ha fatto vedere un esperimento: un libro scritto con l’intelligenza artificiale. Sono rimasta secca. Era qualcosa di strepitoso, inquietante ma magnifico. Secondo me magari leggiamo già libri scritti dall’intelligenza artificiale senza saperlo. Forse perfino grandi scrittori contemporanei che vincono premi importanti. Non lo sappiamo. È un mondo che ancora non conosciamo».

 

Lei sarebbe tentata di usarla?

«No, io scrivo perché mi diverte. Però se avessi diciott’anni forse sarei tentata, non lo so».

 

Esiste davvero un “circoletto” nel mondo della cultura e del cinema?

«Ma certo che esiste. È sempre esistito. C’era già ai tempi di Ovidio, il circoletto. Non è una novità. Però poi non ci possiamo lamentare che esiste il circoletto: se ti interessa, vacci in mezzo. Se invece resti fuori per orgoglio - questo orgoglio un po’ diabolico per cui vuoi stare fuori - allora non puoi sorprenderti. Io, per esempio, nei circoletti non ci vorrei stare. Scombinerei tutto subito. No, per carità».

 

BARBARA ALBERTI

Crede di meritare un Premio Strega?

«Ma io sono di una presunzione ributtante. Se me lo danno sono contenta, ma pensa davvero che la mia stima di me stessa possa dipendere da un premio? Ma per carità».

 

(...)

Oggi che cos’è la trasgressione?

«Avere un pensiero personale ed essere liberi. L’unica vera trasgressione è questa».

barbara alberti

 

Si definisce ancora radicale?

«Sicuramente. È stato l’unico partito in cui mi sono sentita rappresentata. Ci sono ancora i radicali, ma non c’è più Pannella».

 

E il fatto che oggi ci sia una donna alla guida del governo?

«Donna, uomo, marziano… non me ne frega nulla. Certo, dobbiamo avere i nostri diritti, ma non mi esalto perché c’è una donna al potere».

 

Lei è anticonformista anche nel look. Questa treccia bianca come nasce?

«Perché ho pochi capelli, quindi porto una treccia finta. Da giovane ho scoperto questa cosa meravigliosa e me ne sono innamorata. Mi piace perché mi rende meno antipatica. Io non sono cattiva, ma ho una faccia da strega, la stessa di mia madre e di mia nonna. La treccia addolcisce un po’».

virginia raffaele barbara alberti

 

Ultima domanda: il gatto con cui dorme sceglie davvero lui dove stare?

«Certo. I gatti scelgono. A volte dorme con me, a volte con mio marito. Abbiamo anche un vecchio golden retriever, un santo di dodici anni. Da quando è arrivato il gatto, il cane è ringiovanito di dieci anni: il gatto gli fa delle cattiverie incredibili e lui vive completamente ossessionato da questa creatura. L’odio, come l’amore, ti tiene in piedi».

tremate tremate le streghe son tornate - barbara albertibarbara albertibarbara alberti alberto matano simona izzoMALCOM PAGANI BARBARA ALBERTIbarbara alberti. barbara alberti 2barbara albertibarbara alberti belve 3dago barbara albertibarbara alberti barbara albertibarbara alberti belve 2barbara alberti foto di bacco (1)barbara albertibarbara albertibarbara albertibarbara albertibarbara alberti 1barbara albertibarbara alberti parla di wanda nara 2barbara alberti 2riccardo rossi barbara alberti foto di baccoALFONSO SIGNORINI BARBARA ALBERTIbarbara alberti (2)barbara albertivirginia raffaele barbara albertigabriella sassone barbara albertimarina la rosa barbara albertibarbara alberti sonia d'agostino sonia bruganelli francesco tafanelli matilde brandifabio adami alba parietti barbara alberti (2)barbara albertibarbara alberti al funerale di david riondino

 

 

 

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