BONCO FA 80 ANNI! - “CON AMBRA NACQUE UNA FENOMENOLOGIA DEL CAZZO, MA LEI FU BRAVA. LE RISERVAVO NELLE ORECCHIE BATTUTACCE OSCENE E LEI NON PERDEVA UN COLPO. POI SI LAMENTAVA, MA ERA TROPPO TARDI - I RAGAZZI SON DESTINATI A RINCOGLIONIRSI. LI FREQUENTO E LI TROVO INDIETRO. NON VANNO MAI DA NESSUNA PARTE, FIGLIANO, SI ANNOIANO, SI TRADISCONO, VANNO A IBIZA IN VACANZA. DOVREBBERO ISTITUIRE UNA LEGGE: “VIETATO ANDARE A IBIZA SALVO PERMESSI SPECIALI PER MALATTIE INCURABILI”. LUOGO TERRIFICANTE”…

Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"

Ottant'anni. Libertà. Vestirsi in tuta, vivere in ciabatte, uscire per vedere sul volto degli altri il riflesso di uno scherzo. "Il mio mantra è presto è male". Sono sempre stato pigrissimo, ma al gioco non ho rinunciato mai. Ideiamo burle delinquenziali, le studiamo e le mettiamo in atto". Gianni Boncompagni aspetta il tempo nella vasca a nord di Roma nella quale si rifugiò al principio dei '60. Vetrate ampie, terrazze, luce che filtra e riempie il pomeriggio. San Pietro all'orizzonte, miniature di madonne alternate a dischi, quadri, fotografie. Più profano che sacro. Più gaudio che penitenza. Per una gag, Boncompagni si farebbe prete.

L'ultima, Gianni?
Pazzesca. Io e un mio amico toscano siamo andati in via della Conciliazione.

Visita pastorale?
Quasi. Negozio di arredi sacri gestito da filippini obbedienti, buoni, cattolici e timorati. "Buongiorno, siamo due sacrestani, il nostro parroco ha 98 anni e un'inspiegabile ossessione per il crocifisso. Vorrebbe portarlo sempre, ma ne cerca uno molto leggero".

Vi hanno arrestati?
Ci hanno lasciato parlare mostrandoci orribili crocifissi di tutte le fogge. A un certo punto decidiamo di variare: "Avreste un ostensorio?". Ce ne portano alcuni davvero mostruosi. In plastica. Io fingo un malore: "No, no, no, no". Mi siedo, chiedo un bicchier d'acqua, altero la voce.

Nessuna vergogna?
Ora arriva il bello. Mi riprendo e ricomincio: "Avete ostie? Sa, il nostro fornitore è di Ostia, lì c'è il mare e ai fedeli arrivano umide".

Boncompagni qui c'è la scomunica.
Il venditore non capisce la battuta allora, deluso, decido di esagerare. "L'altro giorno un anziano ne ha inghiottite 10 tutte assieme". Simulo uno strozzamento, ricomincio a urlare, esco sulla strada. Ci siamo dileguati in due minuti.

Sembra il copione di Amici miei.
Siamo toscani. Gli schiaffi ai passeggeri del treno non li ho dimenticati. Ho viaggiato anche io, sa?

In Svezia, a 18 anni.
Fuga da Arezzo. Dove, non scherzo, non c'erano neanche i segnali stradali e in cucina, illuminava una lampadina da 2 watt. In Svezia feci la fame. Entravamo nei supermercati, il mio complice distraeva la cassiera e io mi appoggiavo al banco della margarina. Dieci secondi e divoravo un panetto.

Pure ladro?
Per necessità. La svolta arrivò con i giornali. Mi facevo inviare piccole storie di grandi scrittori pubblicate dalla Domenica del Corriere, le traducevo e le presentavo come fossero mie.

E le davano retta?
Certo. C'era una cavallona simpatica che faceva da tramite: "Al direttore le tue storie piacciono molto". Così, ben pagato, tirai avanti un paio d'anni. Fino a quando al direttore, il plagio delle novelle non piacque più.

E lei?
Rimasi di merda. L'ultima l'avevo copiata da Agatha Cristhie. Provai a dirlo, ottenendo la stessa indifferenza.

In Svezia fece anche l'autista.
Scorrazzai Salvatore Quasimodo per quattro giorni. Botticella non c'era e il poeta si annoiava molto. Una mattina si rivolse a me e a Schiavo, un fotografo che mi accompagnava: "Ma qua non si fotte mai?".

Lo accontentaste?
Ridemmo, ma lo placammo. "Maestro, non dica così. Qui di certe cose non si parla, venga a vedere i fiordi".

Lei si sposò e fece tre figlie.
Ragazzo padre e in un secondo momento, genitore separato con responsabilità. Eravamo già a Roma. Mia moglie scappò con un altro, io ebbi l'affidamento delle bambine.

Caos?
Relativo. Ci siamo sempre divertiti. Io, Arbore, Raffaella Carrà. Alla fine, se mi guardo indietro, rivedo un simpatico cazzone. A Roma io e Marenco, uno sbarellato di genio, andavamo dalle turiste svedesi.

A concupirle?
No, a giocare. Approcciavamo in un inglese improbabile: aiuork in banc, aiem a cascier. Poi salivamo di tono e dialogavamo come dite in svedese ai loviu?.

E quelle?
Rispondevano. La mia idea era inventare frasi assurde, farle ripetere nella loro lingua, veder crescere lo stupore e poi iniziare a ripetere i concetti in perfetto svedese. Costruzioni come: "Il mio cane morde sempre una scacchiera bianca e rossa". Volevo durasse ore, Marenco si stancava quasi subito.

Lo svedese le servì.
Quando usciva un film di Bergman mi chiamavano per adattare i dialoghi. Dialogavo con il suo tramite. Gustav Molander. Uno che godeva della fama di Omero. Gli telefonavo: "Questa frase del sommo vate - il cielo è come Orlando - io non la capisco". Lui avvertiva Bergman e la risposta era sempre la stessa: "Il maestro dice che va benissimo così. Traduca. Non interpreti. Non osi".

Poi venne la radio.
Alto gradimento. Gioia pura. Nella prima puntata mi lanciai. Elenco delle parole disdicevoli, vietate.

Esempi?
Membro, divorzio, sudore, peli. Non mi cacciarono e continuammo sfregando l'ironia fino alla consunzione.

Scrisse anche canzoni.
Tante. Con Il mondo di Jimmy Fontana, 20 milioni netti di lire, comprai la prima casa. Ma non sono mai stato venale. Mi pagavano bene e non mi sembrava di faticare.

Lei ha fatto molta tv.
Pochi soldi, ottimi ascolti. Decine di programmi.

Freccero dice che la Rai di fine anni 70 produceva cose orribili.
Ha ragione. Carlo ce l'ha quasi sempre. Robaccia, come il 90 per cento delle puttanate che vengono trasmesse.

Però le ha fatte.
Gliel'ho detto, mi divertivo. Evadevo. Sperimentavo.

Oggi?
Non me ne importa più niente. La Rai è in preda al caos. Al vuoto. E quell'epoca è finita per sempre. Mi sono rimasti gli amici. In ogni caso ho un sogno.

Quale Boncompagni?
L'istituzione di una Guantanamo per la tv. Io nelle vesti di capo unico e indiscusso e i penitenti, colpevoli di inventare programmi orrendi, in grisaglia arancione. Pene corporali ci vorrebbero, altroché, in questo stagno di raccomandati.

Il format è morto?
Mi ripugna la sola parola. Un po' come la Maremma.

Che c'entra la Maremma.
Ho una casa, la comprai decenni fa, non ci vado mai. Una cupezza. Una malinconia che non le so dire.

Lei è stato sempre duro con i giovani.
Quando scoprii che le mie figlie davano del tu al preside del loro Liceo persi la testa. E che cazzo. C'è un limite a tutto.

Severo.
I ragazzi son destinati a rincoglionirsi. Li frequento e li trovo indietro. Non vanno mai da nessuna parte, figliano, si annoiano, si tradiscono, vanno a Ibiza in vacanza. Dovrebbero istituire una legge: "Vietato andare a Ibiza salvo permessi speciali per malattie incurabili". Luogo terrificante.

L'auricolare di Ambra, era voluta provocazione?
No. Fu un lampo. Lei parlava con le mie parole. Nacque una fenomenologia del cazzo, ma lei fu brava. Le riservavo nelle orecchie battutacce oscene e lei non perdeva un colpo. Poi si lamentava, ma era troppo tardi.

Non è la Rai.
Le ragazze erano bellissime, capolavori. Ma il clima non era mignottesco. Irene Gergo recitava da kapò. Se vedeva una punta di rossetto espelleva la figurante. Un giorno negli studi arrivarono centomila persone. I manifesti sparsi ovunque, lo zio Sam con il volto di Ambra: "I want you". Un delirio.

Inventato da Gianni il comunista.
Con Raffaella Carrà andavamo a festeggiare sotto Botteghe oscure. Sempre votato Pci, da posizioni laiche.

Il futuro?
Ho comprato un'abitazione a Porta di Roma. Da lì vedo la città. Scendo e ho il supermercato. L'ideale per la mia pigrizia.

Non si nasconda, Gianni.
A 80 anni? Sa cosa penso quando rifletto sull'età?

Cosa?
Che non me ne frega niente. Cammino un po' storto. Non ho più 70 anni. E allora?

 

GIANNI BONCOMPAGNI DUE MAESTRI DI VITA GIANNI BONCOMPAGNI RENZO ARBORE boncompagni carra dago CARLO ROSSELLA GIANNI BONCOMPAGNI chiambretti festa21 boncompagni frecceroGIANNI BONCOMPAGNI CON ELENA PAPPALARDO ENRICO MENTANA E GIANNI BONCOMPAGNI Boncompagni ee Renzo Arbore GIANNI BONCOMPAGNI Boncompagni e Arbore negli studi di Radio 0 ambra angiolini 007

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…