bruno longhi

“PER PARLARE A LUCIO BATTISTI SERVIVA LA PASSWORD. RISPONDEVA AL TELEFONO SOLO SE AVEVA RICEVUTO, PER TRE VOLTE DI FILA, UN SINGOLO SQUILLO” – LO STORICO TELECRONISTA MEDIASET BRUNO LONGHI TRA CALCIO E CANZONI – L’AMICIZIA CON BATTISTI: “GLI PAGAVO SEMPRE IL CAFFÈ. UN GIORNO DAVANTI ALLA CASSA DISSE: ‘LASCIA, STAVOLTA FACCIO IO’ PAGÒ SOLO IL SUO” – “BERLUSCONI? ALL’INIZIO NON SAPEVO NEANCHE CHI FOSSE” – LA PRIMA INTERVISTA A LIEDHOLM, LA GRANDE AMICIZIA CON TRAPATTONI, MARIO LAVEZZI, TEO TEOCOLI E QUELLA VOLTA CHE VAN BASTEN SI LAMENTÒ DI SACCHI: “MI DISSE: ‘MI RIPETE SEMPRE DI FARE CERTI MOVIMENTI. HO IL DUBBIO CHE PENSI CHE IO SIA CRETINO…” - VIDEO

Estratto dell’articolo di Filippo Maria Battaglia per “la Stampa”

 

bruno longhi 23

La sua prima cronaca sportiva risale al 1956: una dozzina di righe, sul quaderno dei temi di quinta elementare, in cui racconta il suo debutto a San Siro. È un racconto immaginario, ma predittivo: perché quel campo, di lì a qualche mese, Bruno Longhi lo avrebbe calcato davvero. «Avevo 11 anni, giocavo nel "Nagc", la prima scuola calcio di Milano», ricorda una delle voci più riconoscibili dello sport italiano. «Dopo un po' di mesi e qualche gol, mi proposero di partecipare a una delle partitelle che si disputavano prima dei match di campionato».

 

Come andò?

«Un disastro, toccai giusto due palloni: gli avversari erano troppo grandi e forti. Ma attraversare il sottopassaggio col brusio degli spettatori mi fece tremare le gambe».

 

Col calcio giocato finì lì?

«No. A un certo punto arrivai nelle giovanili dell'Inter, poi però mi beccai tre bronchiti di fila: per ricominciare, andai a trovare i miei amici nell'oratorio di quartiere. Dagli spogliatoi, sentivo l'eco di una musica. E visto che nel frattempo avevo cominciato a suonare, andai a sbirciare».

BRUNO LONGHI LAVEZZI FLORA FAUNA E CEMENTO

 

Chi c'era?

«Mario Lavezzi, Tonino Cripezzi, Mimmo Seccia, Gianfranco Longo. Mi dissero: abbiamo bisogno di un bassista. Presi una chitarra elettrica, la trasformai in un basso e iniziai. Diventammo "I Trappers"».

 

Eravate giovanissimi.

«Non avevamo ancora 18 anni. Cantavamo anche sulle navi da crociera: due vomitavano e tre suonavano, l'unico che non vacillava mai era Lavezzi. Nel '65 ci trovammo a Finale Ligure a esibirci, con Teo Teocoli come voce. Fu un successo incredibile ma lui - che era già un viveur - andò via».

 

bruno longhi battisti

[…] Ma è vero che il nome di quel gruppo lo scelse Lucio Battisti?

«Sì. Con Lavezzi entrai a far parte della casa discografica sua e di Mogol, la Numero uno».

 

Che rapporti aveva?

«Con Mogol ottimi: impossibile non fraternizzare. Con Lucio, inizialmente, nessuno. Per mesi lo salutai senza un cenno di risposta, si sciolse solo a furia di caffè: ne prendevamo uno insieme tutte le mattine al bar, sotto la casa discografica. Diventò un rito, anche perché pagavo sempre io. Un giorno davanti alla cassa disse: "Lascia, stavolta faccio io". Ne pagò solo uno: il suo».

bruno longhi pele

 

Dopo tutti questi caffè, arrivò almeno qualche consiglio?

«Nel 1970 scrissi con Mogol una canzone, Azzurra, che Little Tony portò a "Canzonissima". C'era qualcosa in un inciso che non tornava, fu Mogol a dirmi: "Chiama Lucio, vedrai che te la sistema lui". E in effetti andò così, ma prima di parlargli serviva la password».

 

La password?

«Battisti rispondeva al telefono di casa solo se prima della chiamata aveva ricevuto, per tre volte di fila, un singolo squillo. Era il suo modo di filtrare scocciature».

 

[…] e la prima intervista in tv.

«A Nils Liedholm, per Telemilano 58. Dopo la messa in onda, mi chiamarono dalla redazione iniziandomi a parlare del proprietario, un certo Silvio Berlusconi. Alla terza volta dissi: "Scusate, io non so chi sia". "Ma come? - risposero - È quello che fatto Milano 2 e Milano 3!". "Su Beccalossi e Rivera sono preparato - replicai - ma sui costruttori di case no».

bruno longhi

 

Poco dopo, a Telemilano, arrivò anche Mike Bongiorno.

«Conduceva un programma di calcio "MilanInterclub", in cui io mi occupavo dell'angolo dell'Inter. Prima della diretta, il nostro ospite disertò per una febbre. L'addetto delle pulizie sbottò: "Mi sono fatto mettere in turno perché da quarant'anni non perdo una partita dell'Inter!". Mike lo guardò e lo spedì in sartoria: "Sarà lui il nostro ospite" disse, prima di presentarlo al pubblico creando un'aspettativa incredibile».

 

Andò a Telemontecarlo per commentare i Mondiali del 1982 e del 1986; poi, però, tornò da Berlusconi. […] Divenne la prima voce delle partite Fininvest. Oltre alle telecronache, però, continuava a fare molte interviste.

«Dirigenti e calciatori oggi sono diventati degli dèi inavvicinabili. Ma un tempo non era così: se dovevo sentire Michel Platini, chiamavo direttamente in spogliatoio».

BRUNO LONGHI 7

 

Rapporti di amicizia?

«Tanti, a cominciare da Giovanni Trapattoni. Una mattina, mentre era al Bayern Monaco, mi chiamò e in dialetto milanese mi disse: "Hai la cinepresa? Oggi faccio un casino inenarrabile".

Passò qualche ora e venne fuori la famosa conferenza stampa in cui se la prese con Strunz».

 

La sua rivalità con Sacchi, all'inizio degli anni Novanta, riempì molte pagine di giornali.

«Erano il diavolo e l'acqua santa: Arrigo mi diceva che il Trap era un difensivista, Giovanni replicava: "Io però gioco con quattro attaccanti, lui no"».

 

bruno longhi maradona

L'ossessione di Sacchi per gli schemi era proverbiale.

«Van Basten era da pochi mesi arrivato al Milan, quando si sfogò dicendomi: "Appena entro a Milanello, il mister inizia a dirmi che devo fare certi movimenti; prima dell'allenamento me lo ridice; quando vado via, di nuovo. Il problema non è che si ripete: è che ho il dubbio che pensi che io sia cretino"». […]

bruno longhi 55del piero bruno longhibruno longhi 56

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTI L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)