C’È UN BUDDISTA IN CALIFORNIA - FUNZIONA IL “RIGORE SOFT” DEL GOVERNATORE ZEN JERRY BROWN

Federico Rampini per "La Repubblica"

"Build Your Dreams", costruisci i tuoi sogni, è uno slogan perfetto per la California. Soprattutto perché è made in China. E questo nome diventa sinonimo di una delocalizzazione di tipo nuovo.

È il ritorno dei posti di lavoro manifatturieri, dall'Asia verso la West Coast americana. Build Your Dreams non è uno slogan, è il marchio di una casa automobilistica cinese con sede a Shenzhen. Durante la visita in Cina del governatore della California, Jerry Brown, l'azienda ha annunciato gli ultimi dettagli del suo investimento: entro pochi mesi aprirà uno stabilimento per produrre autobus elettrici.

A Lancaster, California. Invertendo così un flusso ormai ventennale di investimenti e posti di lavoro che partivano nella direzione opposta, dalla California verso la Cina. L'annuncio di questa operazione è uno dei successi della tournée di Brown sull'altra sponda del Pacifico. Il governatore è riuscito a vendere ai cinesi di tutto: dal vino californiano ai servizi dei grandi studi di architetti di San Francisco e Los Angeles.

L'accordo più importante riguarda la vendita di tecnologie verdi alla provincia meridionale del Guangdong (109 milioni di abitanti) per aggredire l'inquinamento industriale. E' questa una delle chiavi del miracolo californiano, la stessa ragione per cui Build Your Dreams costruirà i suoi autobus elettrici non in Cina ma a soli 100 km da Los Angeles: gli investimenti per l'ambiente rendono.

La California è stata a lungo la "bestia nera" della destra americana, il bersaglio prediletto dei neoliberisti, la caricatura ideale di uno Stato "rovinato da politiche di sinistra". Mitt Romney, candidato repubblicano all'ultima elezione presidenziale, lo disse chiaro: «La California farà la fine della Grecia».

Curiosa analogia, che suona irreale se usata in Europa. Ma per i conservatori americani aveva un senso: la California è sinonimo di troppe regole (ambientali), troppe tasse, troppa spesa pubblica. Due città californiane hanno già fatto bancarotta, Stockton e San Bernardino. L'intero Stato avrebbe presto seguito il loro triste destino, secondo la profezia di Romney.

La California non è la Grecia, per tante ragioni, inclusa questa: non ha applicato un'austerity "alla greca" per risanare i propri conti pubblici. Eppure ha ottenuto un miglioramento spettacolare del suo bilancio statale. E' diventata un "contro-modello", l'alternativa perfetta da opporre alle politiche del rigore applicate in Europa e che
la destra vorrebbe importare anche negli Stati Uniti.

E' un esempio importante perche` si applica a uno Stato Usa che, preso da solo, ha un Pil superiore all'Italia e analogo alla Francia. Se fosse indipendente, la California potrebbe sedere al G7 al posto nostro.

Il rigore soft, nella versione californiana, è anche una conferma che può funzionare la "dottrina Obama": un misto di razionalizzazione della spesa sociale nel lungo termine, e sostegno immediato alla crescita nel breve termine. Paul Krugman, premio Nobel dell'economia, invita a trarre le "lezioni da una riscossa", guardando a quanto avvenuto nella capitale californiana di Sacramento da quando è arrivato Brown.

In effetti il nuovo miracolo californiano deve molto al governatore. Già due volte governatore dal 1975 al 1983, in una vita precedente fu un personaggio da New Age, figlio dei fiori, con una storia d'amore che lo legò alla cantante pop Linda Ronstadt, e delle intuizioni geniali che gli valsero l'appellativo di Governatore Raggio di Luna (immaginò di mandare un satellite in orbita per la mappatura della California, 30 anni prima che nascesse GoogleMap).

Dopo aver studiato buddismo zen in Giappone, aver lavorato come volontario con Madre Teresa di Calcutta, ed essersi battuto per la nomination democratica contro Bill Clinton nel 1992, Brown è "rinato" governatore per la terza volta. La sua battuta preferita: «Karl Marx scrisse che la storia si ripete, la prima volta come tragedia e la seconda come farsa. Infatti mi sto divertendo molto».

Brown non ha tradito i suoi sogni da giovane radicale ma oggi li unisce a un poderoso bagaglio di esperienza. Grande navigatore della politica locale, ha consolidato l'egemonia della sinistra progressista fino a ridurre il partito repubblicano della California sotto la soglia della minoranza di blocco.

In questo Stato che ebbe Ronald Reagan come governatore, e fu il primo laboratorio della controrivoluzione conservatrice con la Proposition 13 (referendum anti-tasse del 1978), Brown è riuscito a far cadere l'ultimo tabù. Ha aumentato l'imposta locale sul reddito rendendola pesantemente progressiva: 13,2% di aliquota addizionale sui redditi sopra il milione (da aggiungersi al 36,9% federale).

A chi immaginava una grande fuga dei ricchi dalla California, ecco i dati: l'anno scorso la popolazione di questo Stato è aumentata di 256.000 nuovi residenti, tanti quanto ne ha lo Stato del Wyoming (dove non esiste tassa sul reddito). E nello stesso 2012 la California ha creato 365.000 posti di lavoro in più. Brown ereditò nel 2011 una voragine di deficit: 25 miliardi. Oggi ha un bilancio in pareggio.

Ha affrontato con i sindacati del pubblico impiego il nodo delicato delle pensioni, da riformare tenendo conto della sostenibilità dei costi e dell'aumento della longevità. Ma non ha guardato solo ai tagli, anzi. Ha investito in infrastrutture: 68 miliardi per l'alta velocità da San Francisco a Los Angeles.

E soprattutto, ha varato la madre di tutte le grandi opere: un avveniristico progetto di bonifica e risanamento di tutti i fiumi e bacini d'acqua, «perché la California abbia un sistema idrico capace di sostenere 60 milioni di abitanti, dai 38 milioni attuali, prevenendo anche gli effetti del cambiamento climatico».

Da 38 fino a 60 milioni di abitanti? «La più eterogenea, creativa e durevole ondata migratoria nella storia dell'umanità: questa è la California, questa è la nostra forza», dice Brown. Non a caso suo alleato è Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che ha appena lanciato a San Francisco un movimento per aprire ulteriormente le frontiere all'immigrazione.

«L'economia del secolo scorso - dice Zuckerberg - era basata su materie prime, macchinari, lavoro manuale. Quella di oggi è fondata sulla conoscenza e le idee, che sono risorse rinnovabili e accessibili a tutti. Più accogliamo persone nuove che vengono qui ad imparare, più siamo produttivi e stiamo tutti meglio».

 

JERRY BROWN JERRY BROWN COPERTINA DI PEOPLE PER JERRY BROWN BARACK OBAMA BILL CLINTON

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)