elsa fornero

CHE CAVALLERIZZA: LA RICONOSCETE DAL SORRISO? (LEI CHE E' DIVENTATA FAMOSA PER LE LACRIME) – LA POLITICA-ECONOMISTA RICORDA LE ESTATI IN CAMPAGNA CHE LE HANNO INSEGNATO “LA CULTURA DELL'IMPEGNO” (“A VOLTE NEL MESE DI LUGLIO SI ANDAVA ALLE 2 DEL POMERIGGIO A GIRARE L'ERBA SOTTO IL SOLE PER FARE IL FIENO”) – LA GRANDE PASSIONE PER LA SERIE "RIN TIN TIN" (“DOPO LA TV, ANDAVAMO A GIOCARE AGLI INDIANI E AI COWBOY NEI PRATI CHE C'ERANO INTORNO ALLE CASE DOVE ABITAVAMO”) – DI CHI SI TRATTA?

 

Diego Molino  per la Stampa - Estratti

 

elsa fornero

«Le mie estati da piccola, negli Anni 50, erano legate a San Carlo Canavese dove vivevamo con la famiglia, la scuola finiva e di quel periodo mi è rimasta nel cuore la spensieratezza della vita da bambini di borgata. Poche persone in quel tempo andavano a fare i soggiorni al mare, passavamo il tempo a giocare nei luoghi a noi cari e la cosa ci rendeva gioiosi».

 

Sono alcuni ricordi delle ferie estive, vissute da bambina e adolescente, di Elsa Fornero, economista ed ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali durante il Governo Monti.

Come trascorreva quelle estati? «Alla fine degli Anni 50 in casa di mia zia Domenica arrivò la prima televisione del paese, lei non aveva figli, ma la comprò per fare un regalo a noi ragazzini della borgata.

 

Avevamo una grande passione per la serie del pastore tedesco Rin Tin Tin, per noi era diventato un appuntamento consueto, si andava dalla zia a mangiare mele e biscotti guardando la tv. Poi, dopo la televisione, andavamo a giocare agli indiani e ai cowboy nei prati che c'erano intorno alle case dove abitavamo».

ELSA FORNERO

 

Era il vostro mondo di fantasia?

 «Per gioco replicavamo le scene che avevamo visto alla televisione. Il tenente Rip era alto, bello, l'idolo di noi ragazzine dell'epoca. Nella serie tv i protagonisti utilizzavano una specie di fucile chiamato flobert, che i maschi del gruppo riproducevano imbracciando un pezzo di legno. Quello era il nostro mondo di fantasia che portavamo all'interno della quotidianità».

 

Quelle estati erano fatte solamente di gioco?

«No di certo, le case di campagna portano sempre molto lavoro, ricordo che a volte nel mese di luglio si andava alle 2 del pomeriggio a girare l'erba sotto il sole per fare il fieno.

Poi, verso sera, bisognava ancora rastrellare e fare i mucchi, per evitare che la pioggia potesse rovinare tutto. Era un tipo di lavoro che odiavo, ma quelle estati in campagna mi hanno insegnato la cultura dell'impegno».

 

Della sua famiglia cosa ricorda?

«Ricordo mio padre che portava sulla sua Vespa me insieme alle mie sorelle Carla e Rita. Si andava alle feste paesane nei dintorni e a fare qualche giro sulle giostre. La Vespa esiste ancora ed è ben curata da mio cognato».

 

 

(…)Poi come proseguirono le sue estati?

scazzo tra elsa fornero e roberto vannacci 2

«Fu sempre zia Domenica, che noi chiamavano Chinota, a portarci al mare in Liguria. Soggiornavamo in una pensione a Bordighera oppure a Diano Marina. All'epoca avevo circa 15 anni, ma quelle vacanze non mi piacevano tanto».

 

Crescendo come cambiarono le sue estati?

«Durante l'università, quando avevo 20 anni, feci un soggiorno di studio in Inghilterra, a Brighton, per approfondire lo studio della lingua. Facevo lezioni private grazie ai miei risparmi e all'aiuto dei miei genitori».

 

Poi ci fu la scoperta di Londra.

«La conobbi quando con il mio fidanzato, Mario, che poi diventò anche mio marito, trascorremmo lì le vacanze. Facevamo delle lunghe camminate, si seguiva un sentiero che portava a un cottage dove bevevamo il tè, insieme a delle specie di brioche a cui si aggiungeva la panna. Facevamo base a Londra dai nostri storici amici inglesi, ma da lì ci spostavamo per vedere il resto della Gran Bretagna».

 

ELSA FORNERO

Qual è stata la vacanza estiva più indimenticabile?

«Fu quella insieme alla mia amica londinese Sonia e a suo marito David. Lei faceva parte del National Trust e ci chiese di affittare con loro un cottage, un vicariato che si trovava nella località di Coombe, nel Cotswolds. Era il 1984, di quella vacanza ricordo soprattutto il mare e le lunghe camminate sulle coste alte e rocciose».

 

Un altro posto del cuore.

«In quella vacanza affittammo una macchina, sperimentando per la prima volta la guida a sinistra. Viaggiare per quei villaggi ascoltando le musiche di Neil Diamond alla radio ci dava un grande senso di libertà. Le strade del Cotswolds erano spesso racchiuse e infossate fra due alte siepi, però ogni tanto il paesaggio si apriva e si vedevano immensi prati dove pascolavano le mucche».

 

(...)

Come sta trascorrendo questa estate?

elsa fornero piange

«Ogni estate, anche grazie ai nostri cugini, abbiamo preso l'abitudine di trascorrere una settimana in Sardegna, che secondo me ha il più bel mare d'Italia, sempre fresco e un po' frizzante. E poi facciamo molte conversazioni riguardo a svariati temi che vanno dall'economia alla politica, fino ai fatti di attualità. Dopo questa parentesi passata in Sardegna, trascorriamo sempre due settimane a Courmayeur. Prima e dopo tutto questo siamo in campagna, a San Carlo Canavese, il vero posto del cuore».

 

elsa fornero a dimartedi 2LE LACRIME DI ELSA FORNERO E QUELLE DI TERESA BELLANOVA - MEMEelsa fornero a dimartedi 5elsa forneroelsa fornero a dimartedi 3

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO