1- CHECCO, CHE CAZZO HAI FATTO? UNO SHOW (22,42%) CHE SUPERA DI POCO IL MUSICARELLO DI CARLO CONTI (18,85%) E CHE, DALL’ALTO DEL SUO 43%, FA SGHIGNAZZARE FIORELLO 2- UN BRUTTO SHOW CHE VORREMMO FINGERE DI NON AVERE VISTO, TANTO È IL DISPIACERE PER QUESTO SUICIDIO ARTISTICO MOLTO POCO ASSISTITO DA MEDIASET (SPOT OGNI 20 MINUTI SULLA FICTION DI VIA POMA, PRODOTTA DAL PRODUCER DI ZALONE, VALSECCHI) 3- LA STRONCATURA DI RICCARDO BOCCA SUL BLOG DEL’”ESPRESSO”: “IL FATTO È CHE ZALONE, NELLA SUA IMPLICITA SIMPATIA, HA GIÀ SPREMUTO SE STESSO. MA IL PROBLEMA NON È NUOVO. GIÀ NEL BUIO DEI CINEMA, DOPO LE SGHIGNAZZATE IMPERIALI CON “CADO DALLE NUBI”, SI REGISTRAVA LA POCHEZZA DI “UNA BELLA GIORNATA”, STRASCICO MILIONARIO -MA ASSAI MENO FELICE- DELL’OPERA PRIMA. E QUI SI SCENDE ANCORA, NELL’INSOLENTE CONVINZIONE CHE ALLE PLATEE DIVANATE SI POSSA OFFRIRE IL PEGGIO, L’AVANZO”

1- ASCOLTI TV VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011: 5,607 MLN (22.42%) PER RESTO UMILE WORLD SHOW, 4,697 (18.85%) PER I MIGLIORI ANNI, 2,501 (9%) PER ITALIALAND
http://www.tvblog.it/post/30279/ascolti-tv-venerdi-2-dicembre-2011-resto-umile-migliori-anni

- La decima puntata del varietà ‘'I Migliori Anni'' condotto da Carlo Conti con ospite tra gli altri Renato Zero, ha ottenuto 4.697.000 telespettatori, share 18,85%.

- La prima puntata del varietà Resto umile world show (Fotogallery) condotto da Checco Zalone con ospiti Laura Pausini, Kekko dei Modà ha registrato 5.607.000 telespettatori, share 22,42%.

2- CHECCHO, CHE CAZZO HAI FATTO?
Riccardo Bocca per http://bocca.blogautore.espresso.repubblica.it/

Qualche decennio fa, un critico pensò di massacrare il "Pinocchio" portato teatralmente in scena da quell'insopportabile e insostituibile visionario chiamato Carmelo Bene. Scrisse, il pennaiolo in questione, che in quello spettacolo c'erano appena quattro minuti straordinari: il resto era da buttare, era inutile. Anzi peggio: era proprio brutto.

Parole che il troppo defunto Bene accolse con lo stesso genio che gli animava l'arte: «È un complimento meraviglioso», commentò: «quattro minuti straordinari, in teatro, sono un'immensità, un tempo infinito di bellezza». E consegnò così, in tutta la sua ieraticità, una verità che al critichello era sfuggita.

Tutto questo, per cercare di difendere in tutti i modi, anche con citazioni esageratamente onorevoli, il "Resto umile world show", lo spettacolo che ieri sera ci ha proposto su Canale 5 Luca Medici, in scena Checco Zalone. Un programma, nel complesso, che oggi vorremmo fingere di non avere visto, e possibilmente di non avere sentito, tanto è il dispiacere per questo suicidio (artistico) molto poco assistito.

Purtroppo, invece, abbiamo tenuto orecchie e occhi fin troppo aperti. Ed è chiaro, a noi truppe telecomandadas, cos'è successo sul palcoscenico. Con deplorevole faciloneria Mediaset, infatti, e con altrettanto devastante fame di share, si è messo al muro un comico, lasciando che friggesse nella sua inesperienza, e che tirasse gli ultimi mentre col mestolo nel paiolo rimestava scenette e risa già usurate in altre occasioni.

Esattamente come per Fiorello, insomma, si ripresenta al centro del telesepolcro il vizio dell'autoriciclo, dell'equiparazione di se stessi al povero maiale, del quale -si sa- sfruttiamo pure l'ombelico. E dunque avanti con canzonette satiriche già sentite, con l'abuso retorico della volgarità oratoriale, con parodie dei cantanti alle quali, ancora nell'anno 2011, non si riesce a rinunciare.

E sorvolo qui, mosso da stupida indulgenza, sul duetto Zalone-Pausini, o sullo sketch con Claudio Bisio, passaggi per tutti (a dir poco) spiacevoli.

Il fatto è che Zalone, nella sua implicita simpatia, ha già spremuto se stesso. Spiace, l'ho detto, scriverlo, ma il problema non è nuovo. Già nel buio dei cinema, dopo le sghignazzate imperiali con "Cado dalle nubi", si registrava la pochezza di "Una bella giornata", strascico milionario -ma assai meno felice- dell'opera prima. E qui si scende ancora, nell'insolente convinzione che alle platee divanate si possa offrire il peggio, l'avanzo.

Dunque cosa facciamo? Bocciamo? Buttiamo? Ci prepariamo, la volta prossima, a risperare nel meglio? A voi l'ardua demenza. Da parte mia, passo e chiudo sottolineando quattro minuti -i famosi quattro minuti- che alla fine salvano questo spettacolo: nonostante tutto. E che ci fanno credere, più col cuore che con la ratio, che Zalone resusciterà: non si sa quando, non si sa come e dove, ma resusciterà.

Il primo minuto, indimenticabile, quasi indefinibile per strepitosa sintesi, consiste in Checco versione Saviano. Non quando parla, o si muove, o comunque agisce: quando sorride, invece. Statico, autocelebrativo, riproduzione esatta della divinità che il monoscrittore si è stampato addosso.

Quanto ai rimanenti tre minuti, trattasi di Zalone in chiave Vendola: fotografia feroce, e vergognosa assieme, dell'eco che tuona nell'attuale vuoto politico. Un rombo che spaventa, nella sua essenza apocalittica, e che ci mostra Luca Medici per quello che è: un artista, ancora, in grado di recuperare. Sempre che ne abbia voglia, s'intende. Sempre che ne abbia il coraggio.

 

 

CHECCO ZALONECHECCO ZALONE E FRANCESCO TOTTI DA ASSUNTA MADREChecco ZaloneCHE BELLA CAGATA - CHECCO ZALONEChecco ZaloneZalone Vanzina Valsecchi FIORELLO E I COLDPLAY SAVIANO medium

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