chuck leavell rolling stones

IL QUINTO "STONE" - CHUCK LEAVELL TURNISTA CON I ROLLING STONES DAL 1982, RACCONTA LA SUA VITA SUL PALCO CON JAGGER & COMPANY: "IN 40 ANNI, PENSO DI AVER SUONATO OLTRE 1000 CONCERTI CON LORO E NE RICORDO POCHISSIMI DI MEDIOCRI: ANZI, DIREI CHE LA MAGGIOR PARTE SIANO STATI PERSINO SUPERIORI ALLE NOSTRE STESSE ASPETTATIVE. LA SCOMPARSA DI CHARLIE WATTS È STATA L'ULTIMO, TREMENDO COLPO BASSO. MI È ANCORA DIFFICILE PERSINO PARLARNE..."

Prefazione di Chuck Leavell a “La grande storia dei Rolling Stones” (scritto da Ivy Araf e Andra Pagano, ed. Hoepli), pubblicata da “il Giornale”

chuck leavell 1

 

Era il 1966, avevo 13 anni e, dopo aver imparato i primi rudimenti del pianoforte da mia madre e qualche accordo sulla chitarra da mio cugino, avevo formato la mia prima band, i Misfitz. Tutti i venerdì sera ci esibivamo all'ostello della YMCA di Tuscaloosa, in Alabama, la cittadina dove vivevo. E proprio lì, per la prima volta, ho suonato un brano dei Rolling Stones, The Last Time.

 

chuck leavell con i rolling stones 1

Probabilmente ne avrò ascoltati altri in radio, ma ricordo distintamente che quel pezzo fu il mio battesimo stonesiano. Ma rammento anche le discussioni, e le litigate, tra chi preferiva i Beatles e chi i Rolling Stones. Questi ultimi, anche qui in America, avevano quell'immagine da bad boy che la famosa frase del loro manager Andrew Loog Oldham («Fareste uscire vostra figlia con uno degli Stones?») aveva contribuito a creare. Al contrario, i Beatles erano considerati i bravi ragazzi innocenti, carini e per bene.

 

chuck leavell con i rolling stones 10

Ma più canzoni dei Rolling Stones uscivano e venivano trasmesse in radio e più crescevano la loro importanza e la loro influenza. Direi che dai primissimi anni Settanta cominciarono a essere super rispettati sia come autori che come interpreti. E, una volta che i Beatles si sciolsero, diventarono la più importante rock band inglese negli States. In quegli stessi anni, io suonavo nella Allman Brothers Band, uno dei gruppi preferiti di Bill Graham, il grande promoter americano di concerti rock. E, grazie a ciò, io e lui diventammo amici tanto che, nel momento in cui gli Allman Brothers decisero di fare una pausa, Graham organizzò diversi show della mia band, i Sea Level.

 

chuck leavell con i rolling stones 12

Quando poi, nel 1981, Bill diventò tour director degli Stones, sapendo che loro erano alla ricerca di nuovi musicisti da inserire, suggerì il mio nome. Mi recai così agli studi Long View Farm, a North Brookfield, Massachusetts, dove stavano facendo le prove per l'imminente tour americano. Il provino andò molto bene e, in quei tre giorni, feci amicizia con Ian Stewart. Stavo per prendere quel posto vacante quando, come si sa, venne scelto Ian McLagan.

 

chuck leavell con i rolling stones 2

Poi, a metà del tour, gli Stones decisero di fare un concerto non annunciato al Fox Theater di Atlanta. E fu allora che Stu mi chiamò per invitarmi a salire sul palco con loro: era il 24 ottobre 1981. Alla fine della tournée americana, ricevetti un'altra telefonata da Ian Stewart: la band avrebbe dovuto fare una serie di concerti in Europa nell'estate del 1982 e... mi voleva! Da quel momento, non avrei più lasciato i Rolling Stones.

 

chuck leavell con i rolling stones 11

Ricordo che mi trovai subito bene con loro, sia dal punto di vista musicale che da quello dei rapporti umani: mi fecero sentire a mio agio e furono tutti molto collaborativi. E se il mio legame d'amicizia con Stu ne uscì rafforzato e mi fu facile andare d'accordo con Bobby Keys (eravamo entrambi del Sud degli States), ricordo con grande piacere straordinarie serate a jammare in camera di Keith.

 

chuck leavell 3

Dopo quella tournée, gli Stones non salirono sul palco per sette anni, ma mi invitarono a suonare in studio per un paio di album, Undercover e Dirty Work. Anche Jagger mi chiese di collaborare al suo album solista She's The Boss. Insomma, in un modo o nell'altro, siamo sempre rimasti in contatto. Nel corso degli anni, il mio ruolo si è evoluto sino a farmi diventare direttore musicale. Significa che sono io a occuparmi degli arrangiamenti e a ricordare a tutti le parti nei vari brani.

 

chuck leavell 2

Ho annotato ogni dettaglio in due quaderni dove ho scritto a mano spartiti, appunti e quant' altro serve per poter ricordare tutto. Le canzoni, 200 circa, sono state catalogate in ordine alfabetico. Mi porto questi bloc-notes con me durante le prove, in caso dovessero servirci; per me sono davvero qualcosa di prezioso e li tengo da conto. Il mio compito è però anche quello di far sì che i ragazzi possano cantare e suonare esattamente come vogliono, oltre a creare coesione artistica e personale nel gruppo. Lavorare con i Rolling Stones è impegnativo, ma gratificante.

 

chuck leavell con i rolling stones 5

E anche se, a differenza degli Allman Brothers, c'è molto meno spazio per improvvisazioni e assolo, credo che il mio ruolo con la band di Mick e Keith, che sono grandi professionisti e hanno una solidissima etica del lavoro, sia più rilevante rispetto a quello che avevo con gli Allman. In 40 anni, penso di aver suonato oltre 1000 concerti con gli Stones e ne ricordo pochissimi di mediocri: anzi, direi che la maggior parte siano stati persino superiori alle nostre stesse aspettative.

chuck leavell con i rolling stones 3

 

Sono orgoglioso di aver sempre dato anima, cuore e passione in ogni singolo show. Non poteva essere altrimenti per rispetto di una band che ha saputo superare momenti durissimi e si è sempre saputa rialzare. «Non mollare mai, a prescindere da tutto e da tutti» sembra essere il loro motto.

 

chuck leavell con i rolling stones 4

La scomparsa di Charlie Watts è stata l'ultimo, tremendo colpo basso. Mi è ancora difficile persino parlarne, perché a lui mi hanno unito tante cose e ho migliaia di ricordi, artistici e personali. È sempre stato gentile, rispettoso e abbiamo trascorso ore e ore a conversare su questioni che ci stavano a cuore: gli sarò sempre grato per la sua amicizia. Charlie è stato il batterista perfetto per gli Stones, naturalmente elegante in ogni suo intervento. Ci manca moltissimo, ma, come ci ha detto qualche tempo prima di andarsene, voleva che continuassimo anche senza di lui per festeggiare il sessantesimo anniversario della band... già, 60 anni di Rolling Stones, non è incredibile?

chuck leavell con i rolling stones 7chuck leavell con i rolling stones 9chuck leavell con i rolling stones 8chuck leavell con i rolling stones 6

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…