CIAK, MI GIRA! – CHE PEZZA! LA POVERA “SUPERGIRL” DELLA DELIZIOSA BIONDINA AUSTRALIANA MILLY ALCOCK SBATTE CLAMOROSAMENTE CONTRO LA JESSIE DI “TOY STORY 5” NEL SUO PRIMO GIORNO IN SALA IN ITALIA E FINISCE A PEZZI – IERI IL CARTONE DELLA PIXAR HA STRAVINTO DA NOI CON 250.256 EURO E 33.166 SPETTATORI, CONTRO “SUPERGIRL”, CHE INCASSA SOLO 88.572 EURO, CON 11.819 SPETTATORI – TERZO L’ORMAI DIMENTICATO, E ACCANTONATO COME FANTASCIENZA PER PENSIONATI, “DISCLOSURE DAY” DI STEVEN SPIELBERG…
Marco Giusti per Dagospia
Che pezza! La povera Supergirl della deliziosa biondina australiana Milly Alcock coi denti un po’ storti sbatte clamorosamente contro la Jessie di “Toy Story 5” nel suo primo giorno in sala in Italia e finisce a pezzi.
Ieri infatti “Toy Story 5”, il primo della saga tutto al femminile diretto da Andrew Stanton e prodotto da Lindsey Collins per la Pixar stravince da noi con € 250.256, 33.166 spettatori, un totale di € 4.709.242 contro “Supergirl” diretto da Craig Gillespie, prodotto da James Gunn e Peter Safran per la DC Comics, che incassa solo € 88.572, con 11.819 spettatori e un totale di € 246.826, vicinissimo all’ormai dimenticato, e accantonato come fantascienza per pensionati, “Disclosure Day” di Steven Spielberg con Josh O’Connor e Emily Blunt.
Uffa. Dovevo capirlo. Ieri in sala 5 al Barberini di Roma alle 19, 15 eravamo in dieci spettatori a vedere “Supergirl”. C’era più vita nella ciotola dei popcorn. E io che pensavo che potesse essere pieno tanto da fare il biglietto on-line. In America è pure peggio. Coi suoi 170 milioni di dollari di budget non arriverà a 50 milioni nel suo primo weekend. Sembra chiaro. Venerdì ha incassato tra i 10, 5 – 11, 5 milioni più 7,8 di preview. Per un film simile è un flop.
E molto si deve al massacro preventivo del film e della sua innocente protagonista. C’è chi dice che da parte di Hollywood il tiro al piccione contro i film dal grande budget al femminile, pensiamo a “La sposa” di Maggie Gyllenhall (60-90 milioni di budgt), sia addirittura voluto. Inoltre tutti i film al femminile si portano dietro una carica ideologica non indifferente per forza di cose.
“Supergirl” ci parla delle spose bambine rapite, i genitori della ragazza più che da Krypton sembrano scappare da Gaza. E si attacca la sceneggiatrice del film, Ana Nogueira piuttosto che produttori e regista. Insomma. Siamo nel cuore di una incredibile battaglia dove, mentre le produzioni di Hollywood collassano, e aspettiamo l’arrivo dell’Odissea di Christopher Nolan come una salvezza, ma vai a sapere se è vero, si passa da insuccessi clamorosi a grande budget a successi clamorosi a basso e bassissimo budget.
Così, da una parte abbiamo Luca Guadagnino che a “Otto e mezzo” da Lilli Gruber, che finisce per la prima volta su tutti grandi giornali americani di spettacolo, spiega la situazione legata alla produzione e alla svendita di “Artificial”, il suo biopic su Sam Altman, “Sono politiche industriali che non accadono per la prima volta. Il problema non è l’AI… ma le persone che cambiano la società e l’identità degli USA e del mondo”.
Da un’altra il disastro di film, come “Supergirl”, iniziati dalla DC Comics con una diversa produzione che vengono riscritti dalla nuova e finiscono col non piacere a nessuno, ma soprattutto a essere intrappolati ancor prima di uscire anche dalle logiche (illogiche) delle guerre produttive.
Su tutto l’incubo della presenza di OpenAI e di Sam Altman in tutte le grandi società di Hollywood, escluse Mubi e Neon, che può portare al crollo del rapporto fra il pubblico più giovane, l’unico che va al cinema e porta al successo film come “Backrooms” e “Obsession”, e società considerata anti-Hollywood come A24 e Focus. E l’incubo dei social e degli influencer più giovani e più aggressivi.
Al punto che “Odissea” sarà visto in anteprima solo dai giornalisti, che contano quanto il due di picchi ormai, e vietato agli haters dei social, che potrebbero distruggerlo ancor prima che arrivi in sala. Complice anche la notizia (fake/vera?) della Elena nera di Lupita Nyong’o. Ma “Supergirl”, si dirà è stato massacrato ancor prima di uscire.
Disclosure Day di steven spielberg
E il break-event da 600 milioni di dollari è stato rapidamente declassato a 300 milioni, anche più giù. Per il resto, in classifica abbiamo ancora “Obsession” con € 31.396, 3.600 spettatori, un totale di € 4.607.841, “Scary Movie” con € 19.379, 2.303 spettatori e un totale di € 3.860.408, “Backrooms” con € 12.710, 1.537 spettatori con € 4.616.599 e “Jackass: Best and Last” con € 10.195, 1.289 spettatori e un totale di € 23.267.
Leggo che in Cina escono questo weekend sia “Backrooms” che “Obsession” che "Supergirl". Nessuno punta su “Supergirl”, che esce senza appoggio mediatico, mentre “Backrooms” dovrebbe essere un successo da 10 milioni di dollari.






