giuliano ferrara

IL “CICCIOTTELLO” FERRARA CONTRO IL POLITICAMENTE CORRETTO DI CHI CRITICA IL TITOLO SULLE ARCIERE: “TANTO FRACASSO PER CICCIOTTELLE (O BAMBOLINE IMBAMBOLATE, COME DISSE DE LUCA ALLA RAGGI), VE LO DICE UN GRASSOTTELLO O ANCHE SOLO UN GRASSO, NON È UN RUMORE GRADEVOLE”

Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

giuliano ferraragiuliano ferrara

Guendalina Sartori, Claudia Mandia, Lucilla Boari sono tre cicciottelle, "il trio delle cicciottelle". Hanno visi amabili, polpa amabile che le riempie e le espone come figure animate di statua, prendono la mira e fendono l' aria con la traccia secca della freccia che vola e colpisce. Hanno perso la medaglia di bronzo, e può capitare, ma poi - ci dicono i loro custodi decoubertiniani - hanno pianto tutta la notte per la sconfitta, solo per ritrovarsi contro un mondo linguistico pronto al dileggio: l'importante non è vincere ma essere definiti con un eufemismo. Che brutto, quanto sguaiato e poco sincero, questo presunto premio di consolazione.

 

RESTO DEL CARLINO - LE CICCIOTTELLE DEL TIRO CON L ARCORESTO DEL CARLINO - LE CICCIOTTELLE DEL TIRO CON L ARCO

Nessun editore arcigno e ipercorretto e nessun titolista di quotidiani possono cambiare le cose. Nel tiro con l'arco, bellissimo sport, la medaglia di bronzo italiana non c'è, ma è un dettaglio del medagliere, restano tre magnifiche atlete cicciottelle, più importanti e simpatiche di qualunque medaglia appesa a un nastro, e dello scandalo che si fa per la loro definizione intesa come abuso e discriminazione.

 

La realtà e la lingua si guardano e a volte si baciano, troppo raramente, porgendoci un sapore che forse nel mondo seriale delle chat politicamente ammodino sarà dimenticato, ma non da tutti, quello dell'ironia e della dolcezza. Licenziato, anzi no sospeso, con toni bruschi per essere stato irriguardoso e antinazionale, Giuseppe Tassi, al quale dovrebbe andare il premio da me sempre agognato che si chiama "non è giornalismo", aveva già rimpiazzato il titolo, dopo strepiti e pressioni, con uno da favola per quanto è sciatto e incapace di attrarre alla lettura (buono per il premiazzo dei terrazzari milanesi: "E' giornalismo"): "Le azzurre si fermano sul più bello". Non fa schifo, come titolo?

 

LUCILLA BOARI - CLAUDIA MANDIA - GUENDALINA SARTORILUCILLA BOARI - CLAUDIA MANDIA - GUENDALINA SARTORI

Tassi ha spiegato che il sessismo non c'entra, sarà mica un Salvini arrapato di insulti alle prese con una donna nelle istituzioni. In effetti ha ricordato quanto sembra bolso Higuaín con la pancetta di ritorno dalle ferie, e quanto glielo rimproverano senza scandalo maschi e femmine delle tifoserie, pronti a strapparsi i capelli al prossimo gol.

 

Dodici anni fa un altro tiratore con l'arco, che si portò via l'oro ad Atene, fu definito così come il trio è stato definito, ed era un maschio e si chiamava Marco, né ci furono colpevoli, allora. Ma adesso tanti anni dopo vibrano nell'aria i social-media, che sono diventati parecchio cicciottelli e che si sono ben meritati da un loro assiduo frequentatore, e loro censore arguto, il seguente aforisma - sentenza: "Il moto perpetuo dei social network: la sensazione di essere circondati da cretini che si lamentano di essere circondati da cretini". Non è perfetto?

VINCENZO DE LUCAVINCENZO DE LUCA

 

Quando il tipaccio Vincenzo De Luca ebbe l'estro di definire bambolina, e per di più imbambolata, la nuova sindaca di Roma, fu gara trasversale, Boschi e Cuperlo uniti nella lotta, a dissociarsi e a segnalare quanto fosse riprovevole il comportamento di quell' uomo fuori del tempo corrente. Ma si sa, Boschi è alle prese con la Costituzione più bella del mondo, Cuperlo ha una passionaccia mitteleuropea per Rainer Maria Rilke: che ci volete fare?

 

Invece "bambolina imbambolata" era anche particolarmente azzeccato, dico sul piano politico, perché la sindaca, per lo meno a sentire le trascrizioni di telefonate che l'hanno fatta vincere alle comunali, è una pupattola nelle mani di un'assessora, non imbambolata, che frequentava bene (Buzzi Panzironi e quell'altro) in materia di rifiuti.

 

virginia raggi (4)virginia raggi (4)

Nel bel saggio sulla lingua latina di Nicola Gardini, prendetevelo in libreria, è pubblicato da Garzanti, si fa l'elogio del turpiloquio come specchio di autenticità e di verità della lingua nel suo apogeo classico e lirico (in Catullo). Dico turpiloquio e si intendono cose brutte, che comporterebbero oggi, più che il licenziamento, il supplizio della ruota a chi le assuma: approfondite voi, che a me mi viene da ridere. Ma tanto fracasso per cicciottelle e bamboline, ve lo dice un grassottello o anche solo un grasso, non è un rumore gradevole.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…