nosferatu

IL CINEMA DEI GIUSTI MI ASPETTAVO QUALCOSA DI PIÙ DA QUESTA NUOVA VERSIONE DI “NOSFERATU”, CHE RIPRENDE MOLTO SIA DA QUELLO DI MURNAU DEL 1922, SIA DA QUELLO DI HERZOG DEL 1979 SIA DA QUELLO DI COPPOLA - MI PIACCIONO MOLTO SIA IL NOSFERATU DI BILL SKÅRSGARD, RICOSTRUITO VECCHIO, BAFFUTO, VIRILE (HA PURE UN PISELLO PROSTETICO), SIA LA ELLEN/MINA DI LILY ROSE-DEPP, CHE HA QUELLA FRAGILITÀ DA GATTA MORTA CHE PUÒ PORTARE ALLA ROVINA ANCHE IL PIÙ TERRIBILE DEI VAMPIRI. PURTROPPO, NELLA PARTE CENTRALE IL FILM SI AFFLOSCIA E DIVENTA UN PO’ NOIOSO. PERÒ, IL FINALE È BELLO… - VIDEO

nosferatu di robert eggers

Marco Giusti per Dagospia

 

“Sono un appetito, niente di più”. Sì, è vero. Mi aspettavo qualcosa di più da questa nuova, coltissima e fortunata versione di “Nosferatu” scritta e diretta dal Robert Eggers di “The Lighthouse” e di “The Northman”, che riprende molto sia da quello di Murnau del 1922, sia da quello di Herzog del 1979 sia da quello di Coppola.

 

nosferatu di robert eggers

Se è difficile fare il remake di un capolavoro del cinema, come era il “Nosferatu” di Murnau, secondo Herzog il più grande film tedesco di sempre, immaginiamoci come è fare il remake di ben tre capolavori, perché anche la versione di Herzog e il Dracula di Coppola sono dei capolavori. E ho tralasciato, forse perché considerato troppo costruito sul protagonista, sia il “Dracula” di Tod Browning con Bela Lugosi del 1931, sia quello meno autoriale ma importantissimo, di Terence Fisher, cioè “Dracula il vampiro” con Christopher Lee, che rilanciò il genere nel 1958 puntando sul colore al posto del bianco e nero e fece di Christopher Lee il Dracula ufficiale fino alla sua morte.

 

nosferatu di robert eggers

 E, ancora da vecchio, Christopher Lee, con la sua altezza, con la sua freddezza, la sua virilità ti metteva davvero paura. Qualcosa di antico e di mortifero che ti trasmette anche il Nosferatu di Eggers, cioè l’altissimo e giovanissimo (31 anni) Bill Skårsgard, ricostruito vecchio, baffuto, virile (ha pure un pisello prostetico), col naso aquilino, mai divertente.

 

nosferatu di robert eggers

E con una voce bassissima, sembra che l’abbia studiata con un coach di cantanti d’opera, che nell’edizione originale vale metà personaggio e che funziona proprio nel rendere immediatamente superiore per classe e fisicità questo Orlok/Dracula/Nosferatu sia rispetto al Thomas Hutter di Nicholas Hoult, sua facile preda nel castello in Transilvania, sia al Renfield/Knock di Simon McBurney sia alla Ellen Hutter di Lily Rose-Depp, il suo grande amore.

 

nosferatu di robert eggers

Se il Dracula di Klaus Kinski nel film di Herzog, era un personaggio tragico, schiavo della sua immortalità, del suo non poter amare e della sua portata di distruzione, quasi impotente di fronte alla Mina Harker di Isabelle Adjani, che sceglierà di morire con lui, qui il Conte Orlok di Bill Skårsgard, spiega a Ellen/Mina che lui non è altro che il suo desiderio, il suo appetito sessuale. Se l’amica Anna può essere sacrificata perché umana, madre, addirittura incinta quando viene posseduta da Nosferatu, Ellen, come spiega Nosferatu, non è umana, è puro desiderio sessuale.

nosferatu di robert eggers

 

E' psicanalisi, se volete. Per questo è l’unica in grado, in quanto creatrice di idee e desideri e non di figli, di porre fine alla maledizione del vampiro. Come in tutti i film di Dracula. Confesso che del film di Eggers mi piacciono molto sia il Nosferatu di Bill Skårsgard, perché ci riporta la fisicità e l’orrore di Max Schrenk e la virilità di Christopher Lee, sia la Ellen/Mina di Lily Rose-Depp, che ha quella fragilità da gatta morta che può portare alla rovina anche il più terribile dei vampiri.

 

nosferatu di robert eggers

Del resto se Dracula si circonda di migliaia di topi anche in questo film, ma quelli di Herzog erano bianchi, perché cotti con la varichina (cosa terribile), Ellen ha la gatta Greta a proteggerla. E, si sa, i gatti scacciano i topi. Lily Rose-Depp ha detto che Eggers l’ha istruita facendole leggere un romanzo del poliedrico filosofo e scrittore ottocentesco Remy de Gourmont, “Péhor”, che tratta appunto della supremazia dell’amore fisico e del desiderio.

 

nosferatu di robert eggers

Ma tutto il film ha questo aspetto giustamente ossessivo di saggio sia sui tanti Dracula del cinema sia sul mondo che aveva creato il mito di Dracula tra fine dell’ottocento e anni ’20, quando cioè viene girato il film di Murnau. Purtroppo, dopo una bella prima parte dove il gioco del film saggio funziona, col viaggio del Thomas Hutter di Nicholas Hoult (già Renfield di Nicolas Cage Dracula nel recente “Renfield”) in Transilvania nel maniero del conte Orlok, che esternamente è un vero castello dei Carpazi e internamente il castello cecoslovacco di Pernstejn già usata da Herzog, nella parte centrale il film si affloscia e diventa un po’ noioso. Una ragazza accanto a me ieri ha acceso il cellulare e ha chattato tutto il tempo.

 

lily rose depp nosferatu

Per quanto fastidiosa, magari aveva ragione lei. Eggers, pur infarcendo il film di dotti riferimenti, non riesce a far decollare il viaggio in nave della bara del conte verso Wismar (qui ribattezzata Wisberg) e riesce ancor meno a rendere l’arrivo della nave fantasma piena di morti e di topi malefici in città. Lì, dove il film di Herzog era davvero insuperabile. Inserisce il personaggio pedante di un simil Van Helsing, qui chiamato von Franz, interpretato da Willem Dafoe, non un cacciatore di vampiri, ma un esperto di scienze dell’occulto, che diventa presto un peso e un doppione del dottor Sievers di Ralph Ineson che deve spiegarci quello che accade.

 

lily rose depp nosferatu

Ma il pubblico ha visto già diecimila film di vampiri… Purtroppo nella seconda parte le cose non migliorano, anche perché deve Eggers deve gestire sia il dramma di Friedrich Harding, un inutile Aaron Taylor-Johnson baffuto, che si ritrova la moglie Anna, incinta, attaccata da Nosferatu, sia il ritorno di Thomas, ridotto a una larva dal Conte Orlok, che Ellen cercherà di proteggere. Insomma. Troppa gente. Troppa caciara. Troppe trame. Però, il finale, che non vi dirò, è bello. Più bello di quello un filo deludente di Herzog.

lily rose NICOLAS HOULT depp nosferatu

 

Certo, Herzog non doveva fare i conti con tutti i film che abbiamo visto noi. Nel 1979 poteva essere più libero. Poteva citare tranquillamente William Morris, i preraffaelliti, il romanticismo tedesco. E girare “Nosferatu” come aveva girato “Aguirre”. Eggers riprende il suo direttore della fotografia, Jarin Blaschke, il suo compositore, Robin Carolan, ha una serie di scenografi importanti, come il Paul Ghirardani di “Trono di spade”, ha buoni attori, ma non può avere quarant’anni dopo la stessa libertà di messa in scena che poteva avere Herzog dentro il giovane cinema tedesco.

 

lily rose depp nosferatu

Un movimento. Quindi. Per quanto il film sia un successo, 50 milioni di dollari di budget e 100 milioni di incasso globale dopo due settimane di programmazione, per quanto si percepiscono le sue buone letture, per quanto sia ben girato in 35 mm, senza effetti speciali da vergognarsi, anzi, mi ha dato più piacere rivedere il vecchio “Nosferatu” di Herzog con Klaus Kinski con quei due dentini schifosi che azzanna Isabelle Adjani. Che vi devo dire…

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…