melania trump film documentario

IL CINEMA DEI GIUSTI - NOTIZIE DEL MELANIA MOVIE, L’EVENTO PIÙ IMPORTANTE DELL’ANNO, COME LO DEFINISCE DONALD TRUMP, LANCIATO SUI SOCIAL COME “CLASS IS BACK”?  COME NO. MA NON SONO BUONISSIME. INTANTO LA FIRST LADY MELANIA HA FATTO CAUSA AL “DAILY MAIL” PER LE RIVELAZIONI NON PROPRIO POSITIVE SUL FILM –  IERI ALLA CASA BIANCA MELANIA HA MOSTRATO IL SUO FILM A POCHI INTIMI. MA SI È ACCORTA CHE IL MARITO HA BUTTATO GIÙ IL CINEMA CHE C'ERA DA DECENNI PER COSTRUIRE LA MEGA SALA DA BALLO PER SCOATTARE CON GLI AMICI. COSÌ HA DOVUTO ACCROCCARE UN CINEMINO NELLA EAST WING - SI PUNTA DRITTI ALL’ANTEPRIMA DEL 30 GENNAIO E A 20 PICCOLE PREMIERE PER AMICI VIP. MA LE SALE, RIPETONO I GIORNALI AMERICANI, SONO TRAGICAMENTE VUOTE, DA NEW YORK A PALM BEACH, COME PER IL FILM DI BRUNELLO CUCINELLI. IN QUEI GIORNI, INOLTRE, È PREVISTO L’ARRIVO DELL’URAGANO. COME DICONO A ROMA, SO’ CAZZI... – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

melania il film di amazon su melania trump 3

Notizie del Melania Movie, l’evento più importante dell’anno, come lo definisce Donald Trump, lanciato sui social come “Class is back”?  Come no. Ma non sono buonissime. Intanto la First Lady Melania ha fatto causa a “The Daily Mail” per le sue rivelazioni non proprio positive sul film.

 

Rivelazioni che seguitano per nostra fortuna a arrivare. Intanto dai 40 milioni di dollari (28 sono per Melania), il povero Jeff Bezos, che produce con Amazon MGM per cercare di aver qualche vantaggio da Trump nella guerra dei dazi in Europa, è passato a 75 milioni di dollari perché Trump ha deciso che il film debba essere visto oltre che in America con 1.400 sale, anche in tutto il mondo, distribuito nello stesso giorno in 27 paesi.

 

Il pubblico romano è già pronto, non aspettava altro… Quindi 40+35 di marketing. Ma le prevendite e le previsioni per la prima settimana non superano i 5 milioni. Quindi 70 milioni di dollari di buco. Minchia!

 

melania il film di amazon su melania trump 1

Come se non bastasse è diventato virale in questi giorni su Tik Tok il video della stella di Donald sulla Hollywood Walk of Fame addobbato con le scritte “terrorista, pedofilo, traditore e tiranno”. Non una cosa nuova, la stella di Donald dal 2016 è già stata distrutta, ricostruita, rifrantumata, riempita di scritte per il Black Lives Matter più volte.

 

Ma con l’idea di Melania star e produttrice di cinema con la sua casa di produzione, Muse, messa in piedi con 28 milioni dei 40, anzi 75 di Jeff Bezos, le cose si fanno complicate. Mettiamoci anche le anteprime. Ieri, sabato sera, alla Casa Bianca, Melania ha deciso di mostrare il suo film a pochi intimi.

 

melania il film di amazon su melania trump 5

Ma si è accorta che il marito simpaticamente ha buttato giù il cinema che c’era da decenni, The  White House Family Theater, 40 posti per far spazio alla sala da ballo da 400 milioni di dollari che si è fatto costruire per scoattare con gli amici. Minchia! Così ha dovuto accroccare un cinemino nella East Wing per 40 invitati con la proiezione preparata dal regista, Brett Ratner, quello che non lavorava dal 2017 per ben sei casi di molestie sessuali e un certo coinvolgimento negli Epstein Files.

 

A vederlo, mentre a Minneapolis le proteste in piazze per la morte dell’infermiere Alex Pretty, ucciso dall’ICE, crescevano, erano stati invitati un bel gruppo di miliardari, il Ceo di Apple Tim Cook, il Ceo di Amazon Andy Jassy, il Ceo di Zoom Eric Yuan, il Ceo di AMD Lisa Su, l’erede Fiat Azzi Agnelli, oltre al regista Brett Ratner, la Regina Rania di Giordania, Baron Trump, e non so perché il campione di boxe Mike Tyson e il suo coach Tony Robbins.

 

tim cook donald trump

Leggo che ci sono stati pop corn commemorativi del film, che gli ospiti sono stati intrattenuti al loro ingresso dalla banda militare che ha suonato il “Melania’s Waltz”, un motivetto scritto da Tony Neiman.

 

Si sarà addormentato Donald? Chissà? Intanto ha fatto sapere che non andrà al Super Bowl domenica perché teme, ma è una sicurezza, una marea di fischi dopo la figura che ha fatto a Davos e i fatti tragici di Minneapolis che tutto il mondo vedrebbe in diretta. Ha detto che la NFL ha chiamato Bad Bunny e i Green Day, artisti troppo di sinistra per lui (“Io sono anti-loro. Penso che sia una terribile scelta”) fra un tempo e l’altro della partita e preferisce vedersela a casa. Meglio così.

TWEET DI DONALD TRUMP SUL FILM MELANIA

 

Con tutto quello che la polizia dell’ICE sta facendo a Minneapolis non mi sembra proprio il caso di muoversi. Così si punta dritti all’anteprima del 30 gennaio, venerdì, al The Trump Kennedy Center. E a 20 piccole premiere per amici Vip tra Boston, Nashville, San Francisco e Las Vegas.

 

Ma le sale, ripetono i giornali americani, sono tragicamente vuote, da New York a Palm BEach. dovrebbero essere praticamente vuote, come per il film di Brunello Cucinelli. In più Donald ha candidamente ammesso di non aver ancora visto il film per intero. “Ne ho visto un pezzo”, ha detto, “E’ incredibile!”. Ci crediamo, proprio. In quei giorni, inoltre, è previsto l’arrivo dell’uragano. Come dicono a Roma, so’ cazzi.

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