transformers 4

IL CINEMA DEI GIUSTI - “TRANSFORMERS 4”, SE NON ADORI IL GENERE, PUÒ ESSERE UN INCUBO CON LE SUE 2 ORE E 45 DI BOTTE TRA ROBOT. MA È IL FILM CHE HA FATTO PIÙ INCASSI NELLA STORIA CINESE (PREPARIAMOCI AL PEGGIO)

Marco Giusti per Dagospia

 

transformers 4transformers 4

Hai voglia a descriverlo come “gonfio, interminabile, incoerente”, o che sembra “scritto da un bambino di tredici anni e diretto dalla sua erezione galoppante”, o che non è altro “che un film sui robot giganti che si menano fra di loro, al punto che non è proprio possibile prenderlo seriamente sotto il profilo narrativo”.

 

“Transformers 4: L’era dell’estinzione”, diretto ancora una volta da Michael Bay, scritto da Ehren Kruger, e interpretato da Marc Wahlberg al posto dell’eroe della saga Shia LaBeouf, scivolato dai robot che si gonfiano di botte al regno delle scopate tragiche di “Nymphomianiac” di Lars Von Trier, alla faccia della scarsa considerazione critica, solo il 17% di gradimento su Rotten Tomatoes (un disastro!), ha già incassato in tutto il mondo qualcosa come 886 milioni di dollari.

 

Di questi, 227 solo in America, e ben 285 in Cina, dove è diventato il più grande incasso di ogni tempo, superando anche i 221 milioni di “Avatar” nel 2010. Diciamo che non ce ne eravamo granché accorti perché eravamo troppo presi dai Campionati Mondiali di Calcio, ma anche in Brasile, malgrado i sette goal presi dai tedeschi, ha incassato parecchio, 16 milioni, e in Germania, nonostante l’esaltazione per la vittoria calcistica, altri 11.

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Incredibile, anche perché se non adori il genere, il film può essere un incubo, con le sue due ore e 45 minuti di botte tra robot di ogni tipo e, francamente, se non sei un appassionato di auto, e non sai cosa un West Star 4900 Custom Semi Trailer Truck o una Freightliner, o non sai nulla di Optimus Prime, il capo della banda di transformer, qualche problema lo hai.

 

Durante il primo “Transformers” ricordo di essermi addormentato dal primo fotogramma all’ultimo e di non aver capito nulla della storia, solo che tutte queste macchine robot si menavano alla grande. Diciamo che qui c’è più spazio per l’ironia, anche il parodistico, compare perfino John Goodman a doppiare il robot Hound, che si trasforma in un Oshkosh Defense Medium Tactical Vehicle e pronuncia la frase di lebowskiana memoria “I’m calm, Dude”.

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E Bay, come dimostrano i mostruosi incassi cinesi del film, si gioca bene le sue carte orientali, la presenza di star come Li Bing Bing o di Ken Watanabe, eroe del’ultimo “Godzilla”, come voce del transformer samurai Drift, o la grande battaglia finale lunga un’ora che si svolge tutta a Hong Kong. Certo che se il cinema americano è deciso a puntare tutto su queste macchinone da soldi costruite per il mercato misto orientale/occidentale dobbiamo prepararci a un cinema che non avrà più niente della vecchia Hollywood che amavamo.

 

Ed è inutile che porti in giro i suoi robottoni per la Monumental Valley, John Ford è lontano. Rispetto ai film precedenti, va detto, le scene di battaglia tra robot sono più comprensibili, la storia è più accessibile e tutti, con Mark Wahlberg come Cade Yeager, inventore americano un po’ sfigato che si trascina dietro la figlia bonazza Tessa, cioè Nicola Pelft, con tanto di fidanzato aitante, tal Jack Reynor.

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Visto che si compra casualmente un vecchio cassone non sapendo che nasconde dentro Optimus Prime, cioè il capo dei transformer in fuga dopo la distruzione di Chicago avvenuta cinque anni prima, Mark Wahlberg riceverà presto la visita degli uomini del governo, capeggiati dal perfido Stanely Tucci, e dal suo esercito di robot cacciatori di taglie. L’idea è di distruggere i vecchi transformers e di fabbricarli in serie grazie a una sostanza da laboratorio, il transformium. Così inizia la fuga.

 

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Fracassone come pochi, “Transformers 4” ha dalla sua un buon cast e grandi effetti speciali con una battaglia finale colossale. Certo, devi rimanere sveglio fino alla fine e superare l’eccesso di camion e di auto che nascondono i transformers.

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