CLOSING TIME – DOPO “NEWSWEEK”, ANCHE LO STORICO MAGAZINE USA “TIME”, È IN CRISI PROFONDA - SONO STATI LICENZIATI CENTINAIA DI DIPENDENTI, E ADESSO PROBABILMENTE VERRÀ VENDUTO A UNA SOCIETÀ DELL’IOWA – PER FERMARE L’EMORRAGIA DI PUBBLICITÀ E DI ABBONAMENTI SI ERA TENTATA LA VIA DEL DIGITALE, MA CON SCARSO SUCCESSO...

Matteo Matzuzzi per "il Foglio"

Il destino di Time è incerto. Le vendite del glorioso magazine americano fondato nel 1923 da Henry Luce sono pessime, la pubblicità scarseggia, i piani di ristrutturazione si susseguono uno dopo l'altro, senza risultati. Ecco perché presto potrebbe passare di mano e magari finire come Newsweek, consultabile solo online, almeno negli Stati Uniti. Time Warner, il colosso della comunicazione da 49 miliardi di dollari di fatturato che controlla ventuno periodici e la rete Cnn, sta studiando il modo migliore per liberarsi del comparto riviste.

Troppo grave è la crisi della controllata Time Inc., la maggiore casa editrice d'America di cui fanno parte, tra le altre, Fortune, Sports Illustrated e People. Time, insieme a pochi altri, potrebbe salvarsi, ma nessuno a New York si sbilancia. Solo due giorni fa veniva dato l'annuncio di un nuovo piano di ristrutturazione (l'ennesimo) che avrebbe portato al licenziamento del 6 per cento dei suoi 8 mila dipendenti (circa 480 persone).

Il valore complessivo della società è calato del 30 per cento negli ultimi cinque anni. Time Warner, nell'ultimo periodo, ha cercato di razionalizzare i costi, di tagliare tutto ciò che non aveva a che fare con la produzione televisiva o cinematografica, i settori più redditizi: Aol, Time Warner Cable, Warner Music Group, Time Warner Book. Jeffrey Bewkes, che del gruppo è l'amministratore delegato, smentisce ogni trattativa, anche se ribadisce (l'aveva già fatto in passato) che la forza di Time Warner è nei canali via cavo (Hbo su tutti), non nei giornali di carta, anche se patinata. Con le riviste non si guadagna un dollaro, anzi.

La scorsa estate, per tentare di arginare l'emorragia di abbonamenti e il calo di pubblicità, tutti i magazine di Time Inc. erano stati messi a disposizione sui prodotti Apple, nel disperato tentativo di invertire la rotta. Ma il risultato non ha rispettato le attese e da quel momento Bewkes si è messo al lavoro per studiare la vendita dei periodici. Un possibile acquirente, scrivono il Wall Street Journal e il New York Times, c'è già, e martedì si sarebbe tenuto un primo incontro preliminare per discutere il passaggio di proprietà.

A voler mettere le mani su Time Inc. non è Conde Nast o Hearst, come si vociferava in un primo momento, ma la Meredith Corporation, una società del Midwest con sede a Des Moines (Iowa) da tempo attiva nel settore dei magazine femminili. Meredith Corp. punterebbe soprattutto a People, il "gioiello della corona" di Time Inc., che non vive un momento facile: nella seconda parte del 2012, le vendite sono scese del 12,2 per cento, con la raccolta pubblicitaria calata del 6 per cento.

Le cifre dell'operazione ammonterebbero a circa 2,5 miliardi di dollari e Time Warner manterrebbe la proprietà solo di Fortune, Time e Sports Illustrated. Il resto andrebbe in Iowa, assieme (forse) a qualche centinaio di dipendenti. E' questo uno dei punti più delicati della trattativa, che comunque Time Warner vuole chiudere al più presto: "In tempi come questi, vendere oggi è meglio che vendere domani", dicono dal colosso multimediale newyorchese.

 

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