raoul bova martina ceretti federico monzino fabrizio corona

“FURBIZIO” CORONA E LA VITTORIA DEL POPULISMO MEDIATICO NELL’AFFAIRE BOVA-CERETTI – CAPPELLINI SU “REPUBBLICA”: "AVETE MAI VISTO UN COMIZIO DI TRUMP O UN VIDEO DI DI BATTISTA SULLA GUERRA IN UCRAINA? QUELLA È LA 'CONTROINFORMAZIONE' POPULISTA E ANCHE CORONA SENTE LA NECESSITÀ DI AMMANTARE IL GOSSIP DI UNA PATINA DI LOTTA AL SISTEMA (O COME LO CHIAMA LUI 'CIRCOLINO'). IL FATTO CHE IL DISVELAMENTO CONSISTA NELLA PROPALAZIONE DI UN FRACCO DI PUTTANATE RIPETUTE TANTO DA TRASFORMARLE IN VERITÀ, QUESTO NON IMPORTA. FRUTTERO E LUCENTINI DICEVANO: 'NON SCARTIAMO L’IPOTESI CHE NELLA MALDICENZA SI DEBBA VEDERE L’ESTREMO RIFUGIO DEL..."

Stefano Cappellini per la Repubblica - Estratti

 

fabrizio corona - falsissimo

Tutti abbiamo bisogno di sembrare migliori di quel che siamo. Persino Fabrizio Corona, il bad boy, il maledetto un tanto al chilo.

 

A Claudio Sabelli Fioretti che l’ha intervistato sull’ultimo numero di U Corona ha spiegato di avere una inguaribile allergia per qualsiasi regola o costrizione sociale, e l'ha detto con l'orgoglio della pecora nera, senza essere sfiorato dal sospetto che questa sua attitudine lo renda uno dei personaggi pubblici più in linea con lo spirito dei tempi a livello mondiale.

 

(...)

Il programma che gli ha dato nuova vita professionale dopo gli anni da braccio destro di Lele Mora, “fotografo” (non ha mai scattato una foto), agente, ospite, intermediario, imprenditore della fuffa, monetizzatore della fama e soprattutto della idiozia altrui – come José Mourinho anche Corona può a buon diritto esclamare “io non sono un pirla” – si chiama Falsissimo e va su Youtube. Corona ci guadagna con le visualizzazioni e gli abbonamenti.

raoul bova martina ceretti presunti messaggi rivelati da corona

 

Ogni puntata di Falsissimo è divisa in due parti. La prima visibile gratis, la seconda solo per chi paga.

 

Era nella seconda parte dell’ultima puntata di Falsissimo che era contenuto il vocale destinato a una modella ventitreenne studentessa di Filosofia, il cielo stellato sopra di lei, la legge morale non pervenuta, nel quale Raoul Bova ha dimostrato quanto si potrebbe creare con la lingua ad avere la giusta familiarità con l’uso del participio presente.

 

La vicenda è nota ai più: Bova e la ragazza hanno un incontro dopo due anni di scambio di messaggi (scambio platonico, direbbe la ragazza che verosimilmente non ha letto Luciano De Crescenzo e non potrebbe trattenersi dal farlo), quindi qualcuno avvisa Bova da un numero anonimo che messaggi e audio di questa “relazione” saranno passati a Corona e divulgati se Bova non sarà generoso, Bova non cede al ricatto ed eccoci qui, ovvero dopo una puntata di Falsissimo che ha prodotto un milione di visualizzazioni in meno di due giorni e un’inchiesta della Procura di Roma sulla tentata estorsione.

 

martina ceretti nel video gli ultimi romantici di eros ramazzotti 1

 

 

 

Ma dicevamo di Corona e del suo bisogno di apparire migliore. Lui rivendica di aver chiamato così il programma perché suonasse come la presa in giro di Verissimo, il programma di Silvia Toffanin che va in onda da anni su Canale 5. Corona dice: quello si chiama Verissimo ed è tutto falso; qui ci chiamiamo Falsissimo ed è tutto vero.

 

A parte che uno studente di filosofia vero, magari uno che frequentava l’università prima dell’introduzione della laurea a punti, potrebbe contestare l’assunto di partenza, di Corona colpisce questa ulteriore tendenza a conformarsi ai più vieti istinti contemporanei: la sedicente pratica della “controinformazione” declinata con il classico “non ce lo dicono, ma io ve lo dico”.

 

martina ceretti nel video gli ultimi romantici di eros ramazzotti 2

Mentre sbiglietta con il racconto dei fatti altrui, Corona ha bisogno di fare “sociologia”, sente l’esigenza di rappresentarsi come quello che svela, mette a disposizione del popolo le verità che i “media”, il “mainstream”, i “circolini” vogliono tenere segrete (circolino è un’espressione chiave degli spettacoli di Corona sul web, usata con frequenza quanto a spesso a sproposito contribuisce a titillare il risentimento sociale delle persone anche mentre si interessano a una ordinaria vicenda di gossip). Non ce lo dicono, ma Corona sì, ce lo dice. È il marketing di tre quarti del populismo mediatico mondiale.

Martina Ceretti

 

Avete mai visto un comizio di Donald Trump o più modestamente un video di Alessandro Di Battista sulla guerra in Ucraina? Ecco. Quella è la “controinformazione” populista, l’idea che esista una verità occultata dal sistema che alcuni prodi disvelano sfidando il potere.

 

Il fatto che il disvelamento consista nella propalazione di un fracco di puttanate (scusate, avrei potuto usare un’espressione gentile per dirlo, ma non mi andava) ripetute ossessivamente tanto da trasformarle in verità, questo non è chiaro ai destinatari e non importa loro: stanno partecipando alla sfida al circolino e tanto basta.

 

La verità è sempre un’altra. Non ce la dicono, ma qualcuno sì, e adesso la so.

 

Dice: ma la storia di Bova è vera, non una menzogna. Sicuramente, ma qui si parlava d’altro: in che modo esserne messi a conoscenza dovrebbe essere una demistificazione o un atto di insubordinazione? Per renderci parte del movimento rivoluzionario di liberazione finalmente conscio che Bova non è davvero Don Matteo? Per tenerci aggiornati sulla sua difficoltà di trovare aggettivi sinonimi di meraviglioso?

 

Martina Ceretti

Questo bisognerebbe chiedersi per capire dove stiamo: perché Corona sente la necessità di ammantare il gossip di una patina di lotta al sistema? Nel suo programma fa anche largo uso di conversazioni private indebitamente divulgate: vi ricorda qualcosa?

 

“Intercettateci tutti”, scrissero qualche anno fa su uno striscione alcuni ragazzi convinti che quello slogan a difesa della pubblicazione delle intercettazioni giudiziarie fosse una parola d’ordine giusta e progressista. Corona ha in parte inverato il loro sogno. Ora è pensabile usare gli audio e i messaggi privati di una persona su Internet e a moltissimi la cosa non appare strana, oscena, impraticabile. Anzi, è la normalità. Corona arriva a chiusura di un lungo lavoro di allenamento della barbarie pubblica, non è giusto dargli anche meriti che non ha, ma oggi è lui il normalizzatore finale.

Martina Ceretti Raoul Bova Rocio Munoz Morales

 

Ché poi la naturale spinta a farci i fatti degli altri e a giudicare e a farci arbitri di gusto e morale non avrebbe bisogno di alcun abbellimento.

 

L’unica possibile rivalutazione di questa antica tendenza umana nel contesto del mondo moderno è stata messa nero su bianco da Fruttero e Lucentini: “Nell’era in cui i mass media impongono a tutti l’opportunità di dire, su qualsiasi argomento, delle sciocchezze di terza o quarta mano, non scartiamo l’ipotesi che nella maldicenza si debba vedere l’estremo rifugio dell’individuo indipendente, il privato territorio dove ognuno può ragionare con la propria testa”. Lo scrissero che era il 1972, due anni prima che Corona nascesse, quaranta prima di Instagram.

CARLO FRUTTERO E FRANCO LUCENTINIraoul bova chiara giordano STEFANO CAPPELLINIraoul bova rocio munoz moralesraoul bovaraoul bova mutande pazze

Martina CerettiMartina Ceretti Raoul Bova Rocio Munoz MoralesMartina Ceretti Martina Ceretti

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...