BOSS ‘N’ ROLL - L’INTERVENTO DI BRUCE SPRINGSTEEN AD AUSTIN, IN TEXAS: IL ROCK HA SALVATO IL MONDO - “ELVIS: IL PRECURSORE DELLA LOTTA PER I DIRITTI CIVILI” - “NEGLI ANNI ‘60 TUTTO ERA FALSO, SBAGLIATO MA NON C’ERA LA LINGUA PER DIRLO, NON C’ERANO LE PAROLE. FINO A QUANDO È ARRIVATO BOB DYLAN, CHE CI HA DATO LE PAROLE E LE CANZONI” - “CHI AVREBBE IMMAGINATO CHE AVREMMO AVUTO UN PRESIDENTE CHE SUONAVA IL SAX, UNO CHE CANTAVA CANZONI SOUL?”…

Parte dell'intervento di Bruce Springsteen, pubblicato da "la Stampa", al South By Southwest Music Conference and Festival di Austin (Texas)

Nel 1964, quando ho preso in mano la chitarra, non c'erano tutti questi gruppi e tutti questi chitarristi. Non c'era molta musica da suonare: quando ho preso in mano la chitarra c'erano solo dieci anni di musica rock da cui attingere. Pensate, è come se tutta la musica pop fosse solo quella prodotta dal 2002 a oggi.

È incredibile e affascinante vedere che cosa è successo alla musica che ho amato per tutta la vita. È diventata un nuovo linguaggio, una forza culturale, un movimento sociale, anzi, un insieme di nuovi linguaggi, forze culturali, movimenti sociali che hanno ispirato e vivificato la seconda metà del XX secolo. Chi mai avrebbe immaginato che gli Stati Uniti avrebbero avuto un Presidente che suonava il sax, uno che cantava canzoni soul?

Allora, un musicista rock trentenne era impensabile, oggi dal palco guardo negli occhi gente che appartiene a tre generazioni diverse. Il commento più profetico che ho sentito sulla musica rock negli ultimi 25 anni l'ha fatto Lester Bangs, quando è morto Elvis Presley. Era il '77 e lui scrisse: Elvis è l'ultimo artista sul quale saremo tutti d'accordo, d'ora in poi ognuno di noi avrà eroi diversi, non ci sarà più una musica che ci unirà. E l'articolo si concludeva così: oggi non dovete dire addio a Elvis, ma a voi stessi, a noi.

Ora che hanno digitalizzato la mia musica, l'hanno messa in una nuvola di uno e di zero, oggi che ho in tasca tutti i dischi che ho comprato da quando avevo 13 anni, vorrei parlare di ciò che è immutabile, e cioè del nucleo centrale della creatività, della forza della scrittura e dell'immaginazione. Oggi parlerò di come ho messo insieme ciò che ho fatto e siccome quest'anno Woody Guthrie avrebbe compiuto 100 anni, vorrei mettere in relazione la mia formazione musicale e la sua musica.

In principio, c'è sempre un modello. Il mio risale al 1956: Elvis in tv. Quella sera capii che anche un uomo bianco poteva fare magie, che potevi sfuggire all'educazione e al contesto sociale che ti opprimevano e perfino migliorare il tuo aspetto grazie al potere dell'immaginazione. Potevi creare un'identità che trasformava, te e gli altri. Elvis era il primo uomo del XX secolo, il precursore della rivoluzione sessuale, della lotta per i diritti civili, e infatti veniva da Memphis come Martin Luther King.

Creò arte marginale che conquistò subito il centro della scena. Elvis e la televisione ci dettero accesso a un linguaggio del tutto nuovo, una nuova forma di comunicazione e un nuovo modo di vivere, di guardare il mondo, di pensare il sesso, la razza, l'identità, la vita. Quando Elvis è finito in tv, lo si è ascoltato e visto, non è stato possibile rimettere il Genio dentro la bottiglia.

Ma anche prima che ci fosse Elvis, il mio mondo era stato messo sottosopra dalla radiolina che stava in cima al frigorifero. Tra le 8 e le 8,30, ogni mattina, il suono della musica pop arrivava nelle mie giovani e impressionabili orecchie mentre facevo colazione. Il doowop, la musica più sensuale che sia mai stata prodotta, il suono del sesso e delle calze di seta.

Poi il pop, Roy Orbison, il maestro dell'apocalisse romantica che godeva nel girare il coltello nella piaga della tua insicurezza adolescenziale. E Phil Spector, da cui imparai il potere del suono. E i Beatles, dei silenti dell'Olimpo che in fondo assomigliavano ai tuoi compagni di scuola. E gli Animals, brutti, sporchi e cattivi, da cui ho imparato tutto.

E poi Dylan. Il posto in cui vivevo mi sembrava irreale, da ragazzo. Negli Anni Sessanta tutto era falso, sbagliato ma non c'era la lingua per dirlo, non c'erano le parole. Fino a quando è arrivato Bob, che ci ha dato le parole e le canzoni. E la prima cosa che ci ha chiesto è stata: «Come ci si sente a essere così soli?». Ed era così, eravamo soli, nessuno capiva che il mondo stava cambiando. Ma lui sì, e ci parlava direttamente, come fossimo degli adulti. Bob è il padre della mia patria musicale, ora e per sempre.

Quando avevo all'incirca trent'anni, cercavo disperatamente di crescere, di trasformare la forma che mi aveva tanto appassionato in qualcosa di adulto. Ascoltavo moltissima musica country, che però aveva in sé un fatalismo tossico. Non c'era mai politica, in quella musica. Troppi sensi di colpa, era come la domenica dopo un sabato sera in cui hai esagerato nel far festa. Il country era come me, provinciale: non sono mai stato un tipo giusto, ero un hippy per caso, non un bohémien, mi sentivo un tipo qualunque con un talento leggermente al di sopra della media che però mi costava molto lavoro, molta fatica. Mi mancava qualcosa.

Così, lessi la biografia di Woody Guthrie, e mi si aprì un mondo di possibilità, come già era accaduto a Dylan quando l'incontrò. I giorni di Woody erano i nostri, ma lui guardava oltre l'orizzonte. Il fatalismo era temperato da un pratico idealismo. La sua voce divenne per me importantissima. Anche se non smisi di amare Elvis, la semplicità del pop degli Anni Sessanta, il rumore delle chitarre elettriche e pure - devo ammettere - il lusso e l'agio di essere una star.

Tutto acquistò un senso quattro anni fa, quando mi trovai in una strana situazione. Mi trovavo a Washington. Al mio fianco c'era Pete Seeger, 90 anni. Faceva freddo, ma lui era come al solito in camicia. È l'erede vero di Woody Guthrie, in tutto. Davanti a noi c'erano migliaia di persone, dietro di noi il Lincoln Memorial, vicino a noi un presidente appena eletto.

Stavamo per cantare «This Land is Your Land», la canzone più nota e bella di Woody Guthrie, e Pete mi ha detto, sotto voce: «La dobbiamo cantare tutta, dall'inizio alla fine, senza saltare un solo verso». E così abbiamo fatto. Quel giorno, Pete, io e generazioni di americani abbiamo capito che ci sono cose che vengono da fuori e entrano dentro di noi, diventano parte del cuore pulsante della nazione.

Quel giorno, tutti gli americani, bianchi e neri, di ogni fede, furono uniti per un breve momento dalla poesia di Woody Guthrie. Forse Lester Bangs non aveva del tutto ragione, c'è ancora un nome che unisce tutti e oggi siamo qui a celebrare un senso di libertà che è l'eredità più bella di Woody Guthrie. Giovani musicisti, coltivate la contraddizione che è in voi: se non vi renderà pazzi, vi farà più forti. Rimanete duri, affamati e vivi. E ricordatevi che è solo rock and roll.

 

THE BOSS SPRINGSTEEN bruce springsteenelvis presleyBOB DYLAN A NEW YORK I BEATLESBEATLESBRUCE SPRINGSTEENBRUCE SPRINGSTEEN A AUSTINbruce springsteen a torino - la stampa.it

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO