cruciani trump bocelli

POLEMICHE DI BASSO TENORE - CRUCIANI: “NO, BOCELLI NO. PURE LUI SI È INCHINATO A QUATTRO CIALTRONI CHE SI SONO INVENTATI UNA ‘CAMPAGNA’ DAL TITOLO ‘BOICOTTA BOCELLI’ SE AVESSE CANTATO PER TRUMP. C'È GENTE CHE NON FINIRÀ MAI DI ROSICARE PER LA VITTORIA DI TRUMP. DISPIACE PER BOCELLI CHE POTEVA RISPONDERE CON UNA SONORA PERNACCHIA”

Giuseppe Cruciani per “Libero Quotidiano”

 

TRUMP BOCELLITRUMP BOCELLI

No, Bocelli no. Pure lui si è inchinato, e non di fronte al pubblico in estasi, ma a quattro cialtroni di Internet che si attaccano a tutto e si sono inventati una "campagna" dal titolo "Boicotta Bocelli". Cosa è successo di così grave? Quale reato ha commesso Bocelli? Nessuno, zero. Il tenore doveva semplicemente partecipare al concerto in occasione dell' insediamento di Trump il 20 gennaio, e subito militanti "de sinistra" si sono dati da fare per coprirlo di insulti nell' intento di impedire il pericoloso misfatto, che poi sarebbe quello di cantare qualche canzone.

 

Cosa che peraltro Bocelli ha già fatto per Obama e per Bush. Ma niente, è scattata l'accusa: collusione col nemico (anche se ieri sera uno dei portavoce di Trump ha negato l'invito al cantante italiano). «Mi sento solo un artista - aveva detto qualche giorno fa Bocelli - e la musica ha sempre superato le distinzioni politiche».

 

TRUMP BOCELLI 1TRUMP BOCELLI 1

E nella famosa intervista dell'inizio di dicembre al Corriere nella quale confessava pure un passato da "malato di sesso", lo stesso Bocelli diceva sicuro: «Destra e sinistra mi sembrano fandonie, Trump mi ha anche prestato il suo aereo per una tournée in America ed era in prima fila davanti ai miei figli nel concerto al Central Park.

 

Sarà un presidente più moderato di quel che ha lasciato intendere sotto elezioni. È un imprenditore e non ha interesse a fare pazzie». Insomma, posizioni decisamente diverse rispetto ai soliti intellettuali o artisti da strapazzo che trattano il neopresidente come un vecchio porcone omofobo e misogino.

 

TRUMP BOCELLITRUMP BOCELLI

Invece sono bastate quattro firme, un pugno di fan rimbecilliti (di quelli che è meglio perdere) e uno «speriamo che Bocelli dica No», così ha scritto lo scrittore e giornalista Alan Friedman, per ripensarci. Che tristezza infinita quando questi signori, quelli che 'nun ce vonno sta', ottengono un successo. È dall'inizio di novembre che non mollano la presa. Prima ci hanno sperato con la solita storia del riconteggio dei voti. Ricorsi e controricorsi in alcuni Stati, ma alla fine si è scoperto che solo in Winsconsin alla Clinton sono stati attribuiti solo 82 voti in più. Il nulla cosmico.

 

Quindi si parlava, ma solo in Europa in realtà, di una possibile "ribellione" dei grandi elettori che dovevano certificare la vittoria trumpiana. Il tutto in nome, ovviamente, di un presidente ributtante da tirare giù il prima possibile. Ebbene, anche in questo caso nessuna scossa a favore dei sinistri anti Trump. Il magnate è stato portato in carrozza alla Casa Bianca, perché così hanno deciso gli elettori e soprattutto le regole elettorali in America.

cruciani   cruciani

 

Altri sbraitavano: ma ha preso meno voti della Clinton, non ha la maggioranza degli elettori. Boiate. Da quelle parti funziona che si vince nei singoli Stati, e un candidato che in alcune zone non ha possibilità di vincere abbandona la campagna, come ha fatto Trump nella popolosa California trovandosi dunque con meno "voti popolari" rispetto ai seggi.

 

Ma queste sono cose tecniche. Il fatto è che c'è gente che non finirà mai di rosicare per la vittoria di Trump e ora punta a fare saltare pure il concerto di gennaio per l' inaugurazione dell' era Trump. Chissenfrega, per carità. I problemi del mondo sono altri, ma dispiace per Bocelli che, dall' alto della sua statura artistica e delle discriminazioni che avrà certamente subito a causa della sua disabilità, poteva rispondere da par suo ai contestatori: con una sonora pernacchia, in acuto. Peccato, sarebbe stato bellissimo.

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