urbano cairo

DACCI OGGI IL NOSTRO CAIRO (SUL) QUOTIDIANO - SU ''CORRIERE'' E ''GAZZETTA'' C'È L'IMPRENDITORE CHE RISANA I CONTI DELLE SUE AZIENDE; IL ROBIN HOOD CHE COMBATTE CONTRO L'ÉLITE DEL CALCIO EUROPEO; LO SPORTIVO CHE GALVANIZZA IL TORINO E SPONSORIZZA IL GIRO D'ITALIA; IL POLITICO CHE SFERZA IL GOVERNO PER CHIEDERE POLITICHE FISCALI PIÙ SAGGE. MA CHI SARÀ?? SEMPRE LUI, URBANISSIMO!

 

Tommaso Rodano per il “Fatto quotidiano

 

URBANO CAIRO NELLA PUBBLICITA' DI AMART SUL CORRIERE DELLA SERA

C'è l' Urbano Cairo imprenditore che risana i conti delle sue aziende; il Cairo Robin Hood che combatte contro l' élite del calcio europeo; il Cairo sportivo che galvanizza il Torino e sponsorizza il Giro d' Italia; il Cairo politico che sferza il governo per chiedere politiche fiscali più sagge. Dove l' abbiamo letto? Sui giornali di Cairo. Dall' estate del 2016 - quando il patron di La7 ha messo le mani sul più grande gruppo editoriale italiano, diventando presidente di Rcs - i quotidiani del gruppo hanno avuto un inevitabile occhio di riguardo per le uscite pubbliche e private dell' imprenditore milanese.

 

Nell' ultimo periodo quest' attenzione benevola è diventata particolarmente assidua. Su Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport c' è almeno un Cairo al giorno: ogni tanto in prima pagina, talvolta tra le pieghe delle pagine economiche o sportive, sempre comunque con un' enfasi discreta ma assai positiva.

 

Michela Mantovan, Urbano Cairo, Ernst Knam e Luciano Fontana

Normale che Cairo ci tenga alla sua immagine. Gli spifferi che vorrebbero il suo ingresso in politica ormai sono una corrente. Potrebbe essere lui - sostengono fonti azzurre - a proporsi come catalizzatore di un polo moderato e "anti-sovranista" all' indomani del 26 maggio e della possibile, definitiva esplosione di Forza Italia.

 

Cairo, imprenditore di successo e discreto comunicatore, potrebbe raccogliere in qualche modo il testimone del vecchio Berlusconi. Ma come il vecchio Berlusconi c' è una minaccia politica (che poi sarebbe la stessa da 30 anni): la legge sul conflitto d' interessi. La proposta del Movimento Cinque Stelle dovrebbe contenere norme che metterebbero fuori causa non solo Cairo ma un' ampia platea di imprenditori. Sarebbe incompatibile con le cariche di governo, infatti, "la proprietà () di un patrimonio immobiliare o mobiliare di valore superiore a 10 milioni di euro".

 

urbano cairo (1)

Luigi Di Maio ieri sera ha smentito questa direttiva, presente nella prima bozza della legge grillina. Dove c' era anche l' incompatibilità per chi detiene "partecipazioni superiori al 2 per cento () di imprese che operino nei settori della radiotelevisione e dell' editoria". Con queste formule non c' è dubbio: le eventuali ambizioni di Cairo sarebbero seppellite ancora prima di vedere la luce.

 

Intanto però il presidente di Rcs imperversa sui quotidiani di Rcs.

lilli gruber urbano cairo

Certi giorni in modo piuttosto clamoroso: sul Corsera dell' 11 maggio, per dire, Cairo è citato quattro volte in quattro articoli diversi. A pagina 22, in quanto membro della giuria del premio Carli al Senato. Poi nelle pagine sportive, in un articolo sul libro di Ennio Doris su Coppi e Bartali (pubblicato "con la complicità di Urbano Cairo, amico di lungo corso dell' autore"). E ancora, nella stessa pagina, intervistato sul Giro d' Italia. "Il governo faccia come in Francia: adotti la corsa", suggerisce Cairo. Ha una modesta proposta: "Mi piacerebbe che fosse il presidente della Repubblica a premiare il vincitore". Il lettore del Corriere gira pagina e chi trova?

 

Urbano Cairo. Che si scaglia contro la Superlega del calcio europeo progettata dalla Uefa. Al presidente di Rcs e Torino è dedicato un sommario con il virgolettato: "È iniquo e inaccettabile. Un campionato dei ricchi non può avere un futuro. Non è una grande idea".

La battaglia egualitaria di Cairo contro i giganti del football continentale gli vale una costante copertura sulle colonne rosa della Gazzetta (incidentalmente, un altro quotidiano di sua proprietà). Il 10 maggio Cairo è in prima pagina per sfidare l' Uefa. "In Europa sale la protesta.

 

URBANO CAIRO LA7

Cairo: 'Servono i Churchill'". Il titolo è corredato da fotografia arrembante del presidente, la notizia viene sviscerata in una doppia pagina (10 e 11) che si apre così: "Cairo boccia l' Uefa". Lo stesso concetto era stato declinato sulla rosea appena due giorni prima (l' 8 maggio) in termini assai simili: "Cairo attacca Agnelli e l' Uefa".

 

Dentro al giornale, altra doppia pagina ("Cairo va all' attacco di Uefa e Agnelli: 'Poca democrazia'") e altra grande foto del "leader dei contrari". A tempo perso Cairo è anche presidente del Torino. E pure le sue dichiarazioni sui granata conquistano spesso titoli accattivanti ("Cairo tiene alta la tensione, Champions mai dire mai", 12 maggio; "Cairo: Complimenti agli avversari, daranno il massimo anche con gli altri", 13 maggio).

urbano cairo e mali

 

Il vero fiore all' occhiello però resta il Corsera. Qui il patron è citato una sola volta il 10 maggio ("Rcs ricavi digitali su. Continua il calo dell' indebitamento", con foto di Cairo), ben tre volte il 9 maggio, un' altra volta l' 8 maggio. Il 3 c' è una pagina intera dedicata ai risultati del suo gruppo editoriale (con richiamo in prima e dichiarazione: "Godiamoci questo dividendo che torna dopo lungo tempo"). Il primo maggio c' è un' altra paginata con intervista a Cairo medesimo sul Grande Torino. Il capolavoro è il 30 aprile: nessun articolo sul presidente ma un' imponente fotografia insieme alla figlia Cristina per pubblicizzare la fiera Amart di Milano.

Perché, ci dice Cairo, "anche l' antiquariato è una forma di Design".

urbano cairourbano cairo torino URBANO CAIRO CON CORRIERE DELLA SERAurbano cairo urbano cairo torino urbano cairo ops periodici cairoURBANO CAIROurbano cairo opsurbano cairo ops la redazione di sandro mayerurbano cairo torinourbano cairourbano cairo ops enrico mentanacairo dividendiurbano cairo ops INTERVISTA A MASSIMO GILETTI SUL CORRIERE CON FOTO CON URBANO CAIRO

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?