DAI NIRVANA ALLA GUERRA: LA STORIA DA FILM DI JASON EVERMAN, IL CHITARRISTA GRUNGE CHE È DIVENTATO UN SOLDATO

Federico Rampini per "la Repubblica"

Il primo ad accorgersene fu il sergente istruttore nella base di Fort Benning (Georgia), anno 1994. «Sei tu quello nella foto accanto a Kurt Cobain?» «Yes, Drill Sergeant», fu la risposta di Jason Everman. L'ex chitarrista dei Nirvana, poi arruolatosi nelle U.S. Army Special Forces per combattere i Taliban sulle montagne dell'Afghanistan, ora è stato ritrovato da un suo collega musicista. Clay Tarver ha rintracciato l'amico scomparso, lo ha intervistato per il New York Times Magazine, ha ricostruito questa storia.

Talmente incredibile, che come sceneggiatura per un film di Hollywood rischierebbe di non passare la soglia della verosimiglianza. Basta guardare le foto, per avere le vertigini. Da una parte c'è un ragazzo coi capelli lunghi, una cascata di bei riccioli sulla schiena, vestiti punk, un'aria scanzonata e provocatoria, da ribelle.

Dall'altra c'è un Rambo barbuto in tenuta da combattimento d'alta montagna, con racchette da neve ai piedi, tuta mimetica, il fucile automatico puntato, e un cinturone carico di munizioni. Uno di quelli che la notte arrivano dal cielo, sugli elicotteri Black Hawk, con gli occhiali a raggi infrarossi, per i blitz dei commando speciali.

Dai Nirvana ai reparti d'assalto. Tarver ha dovuto lavorare per molti mesi, intervistare altri testimoni, per trovare il bandolo di una storia così incredibile, ricostruire la parabola di un anti-eroe che mescola in sé personaggi di Ernest Hemingway e Joseph Conrad: ma solo
quelli più ambigui, che alla fine della loro storia stanno ancora cercando una morale.

Un punk maledetto dalle proprie psicosi, che lo hanno messo ai margini dal mondo musicale, dopo una carriera breve ma folgorante. Alla fine degli anni Ottanta, nel giro di pochissimo tempo Everman è secondo chitarrista o bassista in due band che insieme vendono 100 milioni di dischi: prima i Nirvana, poi i Soundgarden. All'età di 26 anni riuscire a farsi cacciare da tutt'e due, scrive il suo amico Tarver, «è un po' come fare due volte la fine di Pete Best, quello che i Beatles misero fuori dal gruppo».

Ma questo finale è diverso. Everman non si accontenta di diventare «una breve nota a piè di pagina nella storia dei Nirvana». Finito il rock, la sua vita non fa che cominciare. E che vita. Fin da adolescente, un'attrazione per le armi l'aveva sempre avuta, Everman. Alle medie si beccò una sospensione di due settimane per avere distrutto i bagni della scuola con delle cariche esplosive di M-80.

I familiari lo mandarono da uno psicoterapeuta: non trovando altro modo per sciogliere la timidezza del ragazzo, il medico ci provò con la chitarra elettrica. «Furono le lezioni di chitarra più costose della storia», scherza Everman. Meno efficaci, quelle sessioni, per risolvere le sue nevrosi. Il carattere sarà la sua maledizione: lo porterà rapidamente a isolarsi, a entrare in rotta di collisione col resto del gruppo, nelle delicate dinamiche delle bande rock.

I Nirvana non erano certo un modello di stabilità psicologica e serenità: il leader Kurt Cobain finì suicida. Eppure per Everman non c'era posto tra loro, per espellerlo i Nirvana cancellarono un'intera tournée e traversarono gli Stati Uniti coast-to-coast rinchiusi in un mutismo totale, finché lui non se ne andò. E' dopo il secondo divorzio, quello dai Soundgarden, che Everman ha la sua folgorazione. Nel 1993, mentre sta vivendo in una comune a San Francisco, parte per un centro di reclutamento militare in Georgia.

A 26 anni è quasi vecchio per provarci. I sergenti istruttori, «due su tre malati di sadismo», sono dei personaggi alla Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Il loro mestiere impone che scoraggino almeno la metà dei candidati reclute. Le prove massacranti - «corri 5 miglia in meno di 40 minuti, poi completa il test del nuotatorecombattente, poi altre torture che
il capo decide di infliggerti» - non lo scoraggiano.

Eppure ogni volta che un sottufficiale riconosce Everman, in una foto dei Nirvana, l'accanimento contro di lui diventa ancora più estremo: «Forza, rockstar, fammi altre 50 flessioni». Lui supera ogni prova, parte per la prima missione all'estero nei Rangers: forze speciali nella guerra contro i narcos in America latina. L'11 settembre 2001 sta guardando la Cnn quando gli aerei centrano le Torri gemelle: «Ho capito subito che sarei partito in guerra».

Gli anni successivi li passa a cavallo sui monti afgani tra le tribù pashtun, o nei raid notturni sugli elicotteri, o a caccia di piantagioni di oppio a Kandahar. «E' molto diverso dai film, è tutto più lento, accurato», racconta. Lascia i reparti speciali, per anzianità, nel 2006. Si iscrive alla Columbia University, con tanto di lettera di encomio del generale McChrystal. A 45 anni, ha appena ottenuto la sua prima laurea. In filosofia. «Adesso saresti il prof. di liceo più ganzo della terra», gli dice l'amico. «Mi manca la pazienza - risponde lui - preferisco fare il barista».

 

SOUNDGARDEN article AA DC x JASON EVERMAN DURANTE I COMBATTIMENTI IN AFGHANISTAN JASON EVERMAN JASON EVERMAN JASON EVERMAN CON I NIRVANA JASON EVERMAN Jason Everman article AA AE DC x JASON EVERMAN JASON EVERMAN NIRVANA SOLDIER article AA A D DC x SOUNDGARDEN article AA DC x JASON EVERMAN CON I SOUNDGARDEN

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…