mario brega

1. CARLO VERDONE RICORDA SCAZZI, GAG E PUGNI DI MARIO BREGA: "MENAVA SEMPRE. LO SA VOLONTÉ CHE NON AVEVA SALDATO UN DEBITO DI POKER…" - "QUANDO GLI SPEDII IL COPIONE DI 'BIANCO, ROSSO E VERDONE' VENNE A CASA MIA: "M'HAI DATO SOLO CIIINQUE POSEEEE!". POI CONCLUSE LO SFOGO CON UNO SPUTO SULLO SCRITTO- "DOPO 'TROPPO FORTE' SI È INCAVOLATO E SE QUALCUNO GLI DOMANDAVA DI ME, RISPONDEVA SEMPRE: 'VERDONE? NON..." - VIDEO

 

Alessandro Ferrucci per il “Fatto quotidiano”

 

mario brega 77

Marcello, alias Christian De Sica, in Borotalco ne era certo: "Se c' è 'na cosa che m' accide è l' indifferenza". E magari quella lezione era stata metabolizzata anche da Mario Brega, offeso, anzi offesissimo con chi gli aveva regalato ruolo e fama; ruolo ed eternità cinematografica: "Dopo Troppo Forte si è incavolato perché non gli ho più ritagliato uno spazio, e se qualcuno gli domandava di me, rispondeva sempre: 'Verdone? Non lo conosco'. Era così, negli ultimi anni di vita mi ha offerto lo stesso trattamento riservato un tempo a Sergio Leone".

 

Alto quasi un metro e novanta, o più, dipende da chi lo ha visto tranquillo o iroso, un addome che definire importante è riduttivo, mani da carpentiere o da picchiatore specializzato, una vita spesso al limite, a Roma definita da "coatto antico", quando la criminalità diventava quasi fisiologica, l' oro addosso il parametro di valutazione e la paura andava sfidata. Qui in mezzo c' era Mario Brega, uno dei grandi caratteristi della cinematografia italiana, maschera per Leone prima, Verdone poi, quindi i Vanzina nel padre di tutti i Vacanze di Natale e altri ammennicoli da set (su Brega è uscita una biografia, Ce sto io poi ce sta De Niro di Ezio Cardarelli, edizioni "A est dell' Equatore").

mario brega 2

 

Verdone, quindi non la conosceva: il casus belli?

Un giorno gli ho chiesto il perché dell' attrito con Leone, e Mario: "Sergio me doveva dà trenta pose, alla fine so' diventate tre". E parliamo di C' era una volta in America, dove a sentire lui aveva recitato quasi alla pari di De Niro.

brega cover

 

(...)

Nasceva da una famiglia dignitosa ma non benestante, con il padre lavoratore e olimpionico su percorsi lunghi, tipo 1.500 metri e 3.000 Però mitomane. Un po' sì, con un carattere in grado di travolgere gli altri, e con l' utilizzo di una bella faccia tosta; Mario Brega lo dovevi prendere per due motivi: o perché avvertivi un certo timore, o perché realmente ti serviva una figura del genere.

 

In scena portava se stesso. Ha accentuato i suoi lati per crearsi un personaggio.

No, sono stato io a segnargli un percorso: nei film di Leone era sempre il cattivo, pronunciava una o due parole e poi prendeva a cazzotti Clint Eastwood o Lee Van Cleef. Basta. Menava. Menava sempre. Compreso Volonté.

brega

 

Brega era il triplo di Volonté.

Lo so, però Gian Maria aveva uno sguardo un po' da matto; comunque a Mario non je ne fregava niente: siccome Volonté non aveva saldato un debito di poker, allora lo gonfiò di botte e parolacce.

Picchiare Volonté era sacrilegio.

Per tutti noi Gian Maria era un rivoluzionario con il quale si scherzava poco, e sapere che era stato picchiato da Mario e per il poker, ci causò qualche risata. Lo ammetto.

 

Brega se ne sarà vantato.

Era il suo repertorio, così come la scazzottata con Gordon Scott, quando i due recitavano nello stesso film, Buffalo Bill, l' Eroe del Far West (1964) e Mario lo stese con un pugno al volto perché, secondo lui, aveva subìto qualche cazzotto reale durante le riprese. Sì, Brega nel cinema portava le sue imprese, e in qualche modo narrava sempre la stessa vicenda.

MARIO BREGA E CARLO VERDONE

 

Di scazzottate.

Il copione era: un tizio gli diceva qualcosa di sbagliato, lui replicava, poi partiva il cazzotto con il quale gli frantumava le mucose, rompeva il setto nasale, cadeva a terra come Gesù Cristo mentre lui infieriva urlando: "Arzateeeee!".

 

Ha assistito a una sua rissa?

Mai, però l' ho visto incazzato, e suscitava paura.

Con lei si scocciò per le poche pose in "Bianco, Rosso e Verdone".

Quando gli spedii il copione, il giorno dopo venne a casa mia: "M' aveva detto Sergio che nel film ce dovevo sta' come er prezzemolo, e invece tu m' hai dato solo cinque pose. Ciiinque poseeee!". Poi concluse lo sfogo con uno sputo sullo scritto, "trovate n' antro attore". Andò via.

MARIO BREGA

 

 

E lei?

Per superare l' effetto-Brega l' unica chance era quella di restare in silenzio, allargare le braccia e adottare un' espressione sottomessa. Il giorno dopo si presentò con un paio di scarpe, sempre di marca.

 

In "Bianco, Rosso e Verdone" il suo personaggio è cult.

mario brega angelo infanti

Sono contento di un aspetto: aver fermato nel tempo gli ultimi grandi caratteristi del cinema italiano, Mario Brega ed Elena Fabrizi (Sora Lella); quando Roma resisteva aggrappata alla sua storia popolare e trasteverina, quando si chiacchierava da finestra a finestra, la strada era un teatro, la piazza un enorme palcoscenico. Poi dagli anni Ottanta tutto è mutato.

 

(...)

Torniamo a Brega, e a due parole chiave: poker e donne.

Mai vista una donna, su questo era riservato, e poi lo incontravo solo sui set o a casa di Sergio Leone.

Frequentava così tanto Leone?

Credo tutti i giorni, addirittura più volte al dì. Si presentava con una serie infinita di regali, magari una cassetta di melanzane, un' altra di carciofi, poi le arance, l' olio: "A Se', assaggia! Senti che d' è!" (Verdone allunga il dito indice, mima la scena, e sembra uno sketch del suo "Borotalco").

 

Proprio a casa di Leone ha deciso di prenderlo per "Un sacco bello".

Spesso andavo a lavorare da Sergio e un pomeriggio mi dice: "Dobbiamo decidere chi interpreta il padre dell' hippie". E giù ipotesi, nessuna emozionante. Dopo un po' entra nella stanza Brega con la montatura degli occhiali d' oro, un crocifisso enorme al centro del petto, una serie di anelli, il suo vestito di lino bianco, e le solite cassette di frutta e verdura: "Tié, queste arrivano daaaa Calabria".

mario brega 15

Lei si illumina

Guardo Sergio: "È lui". Brega capisce: "Ma che me stai a propone 'na parte?". Sì. "Bello vie quaaa", e mi abbraccia quasi a stritolarmi. Improvvisamente ero diventato il suo idolo.

 

Perché questo rapporto tra Brega e Leone?

Mi meravigliavo perché uno come Sergio, uno molto tosto, con Brega derogava.

 

Brega andava spesso in via Veneto?

verdone leone brega

Ai tempi della Dolce Vita era fisso, conosceva tutti i camerieri, era bello come dava le mance, come domandava da bere, come si rapportava ai proprietari dei night club; e manteneva un occhio a 360 gradi su quello che scorreva attorno, era come una telecamera. Allora se ti potevi permettere di perdere tre ore della tua vita in via Veneto, significava che eri uno arrivato.

 

Il cinema per lui è stato più un mezzo che passione?

Era innamorato del personaggio che interpretava, era un po' vanesio, e con quel carattere complicatissimo. Era pure capriccioso. Imponeva sempre il suo truccatore e il suo parrucchiere.

Una star.

Si portava dietro tre capigruppo: uno reggeva il pettine, un altro il phon, il terzo lo spazzolava. Erano ex pugili, chiamati solo con il soprannome.

(..)

 

 

 

In "Borotalco" quante volte avete girato la scena storica dell' alimentari?

mario brega

Pochissime. Il racconto di Mario Brega dentro al negozio, quando picchia due persone per strada, è un episodio reale della sua vita, quindi l' ho lasciato libero; mentre la battuta dell' oliva 'greca' è una mia improvvisazione. Con lui l' aspetto complicato era ottenere un tono più baso della voce, come quando parlava con l' hippie in Un sacco bello. Urlava perennemente. Perennemente sopra le righe.

Angelo Infanti è molto conosciuto grazie al suo personaggio di Manuel Fantoni.

Angelo era un attore vero, bravissimo e con un carattere raro per mitezza e allegria.

Brega riuscì a litigare pure con lui.

(...)

 

Mario Brega era fascista?

Le sue idee politiche si avvicinavano lì, soprattutto per tradizione familiare: il padre, da sportivo, per una medaglia aveva ricevuto l' encomio del Duce.

 

MARIO BREGA E LA RISSA CON GORDON SCOTT

E quando avete girato la scena del "a zoccole' so' comunista così!", con lui che alza due pugni chiusi?

Non fu semplice convincerlo, avrebbe preferito il braccio teso; alla fine si arrese, con la frase: 'Va bene, accetto, ma la giro comunque a modo mio'.

Urlando Come sempre Però a noi deve interessare l' attore. Quello conta. Il privato vale fino a un certo punto.

(E come diceva Brega in "Bianco Rosso e Verdone": "'Sta mano po' esse fero e po' esse piuma: oggi è stata 'na piuma". Vale anche con le parole

MARIO BREGA E LA RISSA CON GORDON SCOTTvacanze di natale amendola brega ovindoliVOLONTE'MARIO BREGA E LA RISSA CON GORDON SCOTTMARIO BREGA E LA RISSA CON GORDON SCOTT

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