marco damilano rai tre

COME SI FA A RENDERE L'OFFERTA "INFORMATIVA" DELLA RAI, E DI RAITRE IN PARTICOLARE, ANCORA PIÙ SBILANCIATA A SINISTRA? CON MARCO DAMILANO, IL GURU DEL PROGRESSISMO ORECCHIABILE - "LIBERO" ATTACCA: "IL GRAN SACERDOTE DEL BANALMENTE CORRETTO, UN CONCENTRATO VIVENTE DI LUOGOCOMUNISMO. DAMILANO È FURBO, SVELTISSIMO A SINCRONIZZARSI SULLO SPIRITO DEL TEMPO. SI DEDICHERÀ ALLE COSCIENZE ARCOBALENO”

Giovanni Sallusti per “Libero Quotidiano”

marco damilano foto di bacco

 

L'impresa non era facile, ammettiamolo. Una vera e propria sfida alle leggi della possibilità. Come facciamo a rendere l'offerta "informativa" (leggi para-propagandistica) della Rai, e di Raitre in particolare, ancora più sbilanciata a sinistra? Questa dev' essere stata più o meno la domanda che si sono fatte le teste d'uovo alla guida della televisione di Stato.

 

Ed essendo piuttosto bravi in questo genere di cose hanno trovato anche la risposta, ufficializzata ieri alla presentazione dei palinsesti per la prossima stagione: basta affidare una striscia quotidiana dedicata al fatto del giorno a un giornalista che lascia appena intuire lievissime simpatie progressiste, come Marco Damilano.

 

L'ex direttore de L'Espresso condurrà infatti sulla terza rete dal lunedì al venerdì alle 20.35 Il cavallo e la torre, dieci minuti di commento/monologo. Dieci minuti che il telespettatore avrà nell'orecchio già da sempre, in quanto Damilano è appunto ormai il guru della sinistra orecchiabile, il gran sacerdote del banalmente corretto, un concentrato vivente di luogocomunismo.

fausto bertinotti marco damilano foto di bacco

 

Basta riepilogare in ordine sparso alcune copertine della sua gestione alla guida del settimanale (più) radical (che) chic, per trovare già svolto il canovaccio che gli utenti pagatori di canone (azzardiamo non tutti elettori del Pd) si vedranno rifilato all'orario di cena. 15 giugno 2018: prima pagina divisa in due, a sinistra una persona di colore, a destra l'Orco, l'Impresentabile, Matteo Salvini. Titolo: "Uomini e No", capolavoro insuperato di quel razzismo al contrario e di quel manicheismo etico che costituiscono i capisaldi del Soviet buonista. Lo decidono Damilano e i suoi compagni di aperitivo (luogo -simbolo che ha scalzato da tempo la fabbrica nell'immaginario della sinistra), chi appartiene al cerchio dell'umanità e chino.

 

marco damilano

Così come decidono chi ha i titoli per salire al Colle più alto, tanto che il 7 gennaio 2022 aprivano il giornale con fotona del Cavaliere, e l'imperativo categorico: "Lui No". Non era proprio dato in natura, per il prossimo condottiero del servizio pubblico, che il fondatore del centrodestra nonché inventore della Seconda Repubblica potesse essere valutato per il Quirinale, un'ovvietà spacciata per bestemmia. Ma non preoccupatevi, il nostro è pluralista nell'esercizio del pensiero critico, nel senso che se l'è presa anche con la Meloni.

 

"Io sono lobby", la copertina dedicata l'8 dicembre 2019 alla leader di Fratelli d'Italia, con sottotitolo dadaista: "Da Big Tobacco a Huawei. Fino a Scientology. Inchiesta sulle relazioni pericolose di Giorgia Meloni". Mentre Letta e i maggiorenti dem, come è ampiamente noto, frequentano soltanto fruttivendoli, pescatori e disoccupati.

 

marco damilano ignazio la russa

FURBISSIMO Damilano è furbo, sveltissimo a sincronizzarsi sullo spirito del tempo, e ha un talento indubbio per ricavarne il bigino, la sintesi pubblicitaria e mainstream (non avrebbe ottenuto una finestra quotidiana in Rai, diversamente). Il 14 maggio 2021, ad esempio, celebra la "Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia" con una captatio semplificatoria che persino Vladimir Luxuria avrebbe avuto pudore a propinarci: il disegno di un corpo maschile visibilmente "incinto", con scritto sul pancione d'ordinanza "la diversità è ricchezza". Come fai a non essere d'accordo con lui, a non immedesimarti seduta stante, in barba al dato biologico, psicanalitico, anatomico?

marco damilano roberto d agostino paolo cirino pomicino foto di bacco

 

E dirigeva uno storico settimanale in disarmo, figuratevi in prima serata Rai: si dedicherà alla pittura compulsiva delle coscienze arcobaleno. Del resto, tocca riconoscerlo, nell'arte del ribaltamento del reale l'ex direttore è un maestro. Il 5 settembre 2020 mise in copertina un faccione, accompagnato dal titolo "Il coraggio di dire No". Il faccione era quello di Elly Schlein, sotto campeggiava la trionfalistica descrizione: "Femminista. Ambientalista. Progressista. Di governo.

 

Elly Schlein è il volto di una nuova generazione. Che vuole cambiare il modo di fare politica". Cioè, un riassunto del conformismo contemporaneo spacciato per "il coraggio di dire No". L'ossimoro, appunto, di un ribellismo "di governo". Ne vedremo delle belle. A meno di prendere la decisione probabilmente più saggia, e premere il tasto rosso del telecomando.

marco damilano foto di baccomarco damilano jas gawronski foto di baccopaolo guzzanti marco damilano foto di baccomarco damilano a linea notte. marco damilano foto di baccomarco damilano foto di bacco

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....