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MARIANNE DALLE GRANDI TETTE...E DALLE GRANDI SCOPATE! DARIO SALVATORI IN RICORDO DI MARIANNE FAITHFULL, SCOMPARSA A 78 ANNI – LA PARTECIPAZIONE AL FESTIVAL DI SANREMO DEL 1967, IL SOGGIORNO ROMANO A CASA DI ANITA PALLENBERG, IL COLPO DI FULMINE PER MARIO SCHIFANO (ALIMENTATO DA UNA BOTTIGLIA D’OTTIMA COCA) E MICK JAGGER CHE SCAPOCCIA E PER LA PRIMA VOLTA NON ACCETTA LE CORNA DI MARIANNE (FU ANITA A METTERE LA PULCE DEL TRADIMENTO NELL’ORECCHIO AL FRONTMAN DEGLI STONES) – “LA FAITHFULL È STATA QUALCOSA DI STRAVOLGENTE. HA PROVATO DI TUTTO. ANCHE CHIEDERE L’ELEMOSINA A SOHO. ANCHE A MORIRE. DICEVA: “VOGLIO DI NUOVO CAMMINARE SUL FILO, MA QUESTA VOLTA SENZA CADERE” – VIDEO

https://www.dagospia.com/media-tv/barbara-costa-in-ricordo-mario-schifano-oggi-avrebbe-compiuto-90-anni-408709

 

Dario Salvatori per Dagospia

 

mick jagger marianne faithfull anita pallenberg e keith richards a roma

Tutto partì da Anita Pallenberg. Modella, attrice, stilista e altro ancora. Aveva già vissuto a Roma, sapeva tutto, dove andare, scovare qualcosa, luoghi e persone “kinky”. Il “Piper”, ovviamente. Dove trascinò Keith Richards e Brian Jones, ma non Mick Jagger. Li aspettavamo tutti i giorni davanti all’ hotel Parco dei Principi, con le nere Mercedes pronti ad ogni evenienza. Uscivano e partivano.

 

La Pallenberg no, conosceva strade e direzioni, prese a camminare, la seguimmo e con il mio perfido inglese dissi: “Anita ma è vero tu e Keith avete chiamato vostro figlio Marlon in onore a Marlon Brando?”. E lei in romanesco: “Si, si però nu’ spigne e non toccà”. Rimasi basito. Del resto l’estate dell’amore, quella del ’67, si sarebbe rivelata torrida, visti i personaggi. La Pallenberg aveva lasciato Brian Jones, cadendo nelle braccia di Keith.

marianne faithfull all'hotel rocce del capo di ospedaletti

 

Nella foto sulla copertina dell’album “Big Hits” si vede Brian con una vistosa ingessatura alla mano. L’ufficio stampa mise una pezza, sostenendo che si era gettato in mare da uno scoglio e del resto passava per un provetto nuotatore. Fatto sta che il povero Brian non fu più grado di suonare la chitarra.

 

Anita affittò un grande casa in via del Governo Vecchio, dietro a Piazza Navona, quando gli Stones tornarono a Londra, arrivò Marianne Faithfull e soggiornò in quella casa. Anita non faceva altro che fare provini per il cinema e quando Marianne le fece una domanda non capì.

 

“Dove si trova via delle Mantellate?” chiese Marianne. “Al carcere.” “Al carcere?”, disse Anita. Certo, il carcere più antico. Aveva in tasca un biglietto. In via delle Mantellate c’era lo studio di Mario Schifano, il cosiddetto “pittore maledetto”. In realtà faceva parte dei pittori di piazza del Popolo, insieme a Renato Mambor, Tano Festa, Franco Angeli. C’era stato un antefatto.

marianne faithfull fotografata da mario schifano

 

Marianne Faithfull tre mesi prima aveva preso parte al Festival di Sanremo con una canzone scritta per lei da Pace, Panzeri e Colonnello, in coppia con Ricky Maiocchi, che era appena uscito dai Camaleonti.

 

Il brano non fece nessun effetto. Però per lei arrivò una gradita sorpresa: l’arrivo di Mick Jagger. Sapeva che era una gara fra cantanti, molto importante per il mercato. Jagger affittò un piccolo aereo, arrivò a Montecarlo, prese alloggio ad Ospedaletti nell’unico hotel disponibile, ma non mise piede a Sanremo. Giorni felici, incandescenti, ma Marianne aveva i suoi demoni. La breve vacanza di lui e lo scivolone di lei su quel palco misero a tacere un po’ tutto.

 

Fu Anita mettere una pulce nell’orecchio a Mick.

 

anita pallenberg mario schifano

Andava a trovare il suo pittore. Marianne non riusciva a capire come poteva essere che questo pittore autografasse i suoi stessi quadri falsi? Lo faceva, per soldi. Mick, per la prima volta, non accettava corna, al punto di rintracciarla nella casa di via del Governo Vecchio. “Ti sei portata a letto un mandolinaro eh!”. Ripartì per Londra nello stesso giorno. Marianne Faithfull è stata qualcosa di stravolgente. Ha provato di tutto. Anche chiedere l’elemosina a Soho. Anche a morire. Nei mesi diceva sempre: “Voglio di nuovo camminare sul filo, ma questa volta senza cadere.”

dario salvatori

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