paola ferrari

LA SGASATA DELLA FERRARI (PAOLA): “LA SCELTA DI CANDIDARMI CON LA DESTRA FECE STARE MALE MIO SUOCERO DE BENEDETTI - IL TITOLO “PATATA BOLLENTE” SULLA RAGGI NON MI SCANDALIZZA, MI INDIGNANO LE BATTUTE SU ROSY BINDI PER IL SUO ASPETTO - SOGNO UN FIGLIO CON L’UTERO IN AFFITTO E VORREI CONDURRE UN PROGRAMMA COL MIO CANE”

PAOLA FERRARI 15PAOLA FERRARI 15

Alessandra Menzani per Libero Quotidiano

 

Tradizionalista ma favorevole all' utero in affitto, donna di (centro) destra ma con il suocero di sinistra, femminista ma non solidale con tutte le donne, stakanovista del lavoro ma dormigliona. «Dentro di me racchiudo più anime, spesso in lotta tra loro», ammette Paola Ferrari, 56 anni, madre di due figli, moglie da 20 anni di Marco De Benedetti, figlio dell' Ingegnere, signora del calcio in tv dal 1992, insomma un' apripista delle varie D' Amico e Leotta.

 

Dopo Dribbling, La Domenica Sportiva, il martedì della Champions, è tornata alla guida dello storico programma 90° minuto, la domenica su Raidue, «che sta andando bene, abbiamo aumentato di mezz' ora lo spazio, nonostante il campionato ormai non sia più uno spezzatino, ormai, ma un brodo di pollo». Paola è aziendalista ma anche libera e schietta: nei giorni di Sanremo ha attaccato il Festival per aver invitato una giornalista di Sky e non un volto Rai e ha criticato il look troppo audace di Diletta Leotta.

 

Ecco, a Sanremo

«La prego. Non posso parlare di Sanremo, Rai, Leotta».

 

una giovane paola ferrariuna giovane paola ferrari

Allora parliamo di solidarietà femminile tra colleghe...

«È un tema che esiste da 20 anni, dal famoso Branco Rosa del centrosinistra e del centrodestra, formato dalla Gruber, Turco, Daniela Vergara, Santanché. Un articolo di Alberoni parlava del fatto che le donne non fanno gruppo, e qualcosa di vero c' è. In me batte un cuore femminista. Però le donne con cui faccio gruppo le scelgo. Ci sono donne con cui condivido valori e stima, altre no. Io considero le persone, non le donne in quanto tali».

 

Quali sono i valori per lei?

«La serietà, la professionalità, l' approccio al mondo del lavoro. Ci sono delle donne che non mi sono piaciute non solo nello spettacolo. Il buonismo non fa per me, mi ha stancato.

Le donne vanno difese quando lo meritano».

 

Per esempio?

«Il titolo Patata bollente era irriverente ma non mi ha scandalizzata, un gioco di parole: per me era Roma la vera patata bollente. Mi arrabbio quando le donne sono ghettizzate dagli uomini per l' aspetto fisico. Le battute su Rosy Bindi per il suo aspetto mi indignano. Sono una donna che si è emancipata in un mondo maschile. Io la mia strada l' ho fatta. Alle giovani dico che la bellezza va bene ma - attenzione - conta la professionalità».

 

Cosa pensa della battaglia del presidente della Camera Laura Boldrini sulle professioni declinate al femminile: sindaca, assessora, notaia?

PAOLA FERRARIPAOLA FERRARI

«Guardi, non me ne occupo. Dopo l' esperienza in politica che mi ha sconvolta non seguo più queste cose, lo faccio solo da osservatrice esterna».

 

Parla della sua candidatura con La Destra nel 2008?

«No. Quello è stato un gesto di solidarietà per aiutare un' amica, Daniela Santanché, in palese difficoltà. Lasciai il mio lavoro benché avessi poche possibilità di essere eletta, dato che c' era lo sbarramento al 4%. Ma io metto sempre davanti l’amicizia alle sicurezze.

Andai anche contro la mia famiglia. Una follia totale che non farei mai più».

 

Allora a cosa si riferiva?

«A quando mi offrirono un assessorato nella giunta lombarda di Maroni. Una cosa che non mi aspettavo assolutamente, ma dopo gentile insistenza accettai, mi incuriosiva il bel percorso che avrei potuto fare. Lasciai La Domenica Sportiva ma poi scoppiò un caso perché venne fuori che non ho la laurea e si tirarono indietro. Ho capito che ci sono dei giochetti politico-partitici che possono essere mortali per le persone. Rimasi disgustata».

Diceva che si è scontrata con la sua famiglia.

«Mio marito mi sconsigliava di buttarmi in politica, ma non mi ha mai imposto niente».

 

Senta, lei che è una donna di destra «Centrodestra». È cambiata, allora?

«Ci tengo ai valori della famiglia».

 

Va bene. Lei che è di centrodestra, come si è ambientata in una famiglia di sinistra come quella di De Benedetti. Insomma, a cena litigate di politica?

«Parliamo di politica, quello sì. Si può controbattere. Ho un ottimo rapporto con mio cognato Rodolfo ed Emmanuelle (de Villepin, scrittrice, ndr), con i nipoti che hanno idee politiche molto solide e diversissime dalla mia. Un confronto acceso e costruttivo. Poi io sono giornalista, loro una famiglia di editori...».

 

Con l' Ingegnere va d' accordo?

PAOLA FERRARI PAOLA FERRARI

«Sì. Sta tanto con i miei figli, i suoi nipoti. È molto più simpatico di come appare. La scelta di candidarmi con La Destra lo fece stare male, non per motivi politici ma famigliari. La storia della sua famiglia (di origine ebraica, ndr), che tutti conoscono, era decisamente distante dai valori che poteva avere quello schieramento politico. Fui superficiale, me ne pento.

 

E il suo rapporto con Silvio Berlusconi?

marco de benedetti paola ferrarimarco de benedetti paola ferrari

«Ho sempre sperato in una pax tra di loro. In un momento sembrava possibile, poi è sfumata. Giusto così, sono troppo distanti».

 

Del caos Pd cosa pensa?

«Fanno un favore a Grillo, ma se arriva l' uomo giusto al centro può sparigliare ancora tutto».

 

Chi vorrebbe come premier del futuro?

«Non faccio nomi, perché sono giornalista del servizio pubblico. Vorrei un uomo forte o una donna forte. Ma una Le Pen italiana non la vedo. Sono certa che si voterà nella primavera 2018, facciano questa legge elettorale in fretta».

 

Vorrebbe un Trump italiano?

«Alcuni aspetti di Trump non mi piacciono. Lo vorrei meno folkloristico, una via di mezzo tra Trump e Andreotti. Nel senso che serve una certa esperienza politica ma anche il coraggio di abbattere alcune barriere».

Vive a Roma da 16 anni.

 

Dell' amministrazione Raggi cosa pensa?

CARLO DE BENEDETTI 3CARLO DE BENEDETTI 3

«Ho vissuto talmente male Marino che chiunque altro, per me, è meglio. Non mi sento di crocifiggere una persona appena arrivata, prima di lei c' era un tale caos. Viaggio molto, ogni volta che torno a Roma da un lato mi si apre il cuore per quanto è bella e dall' altro mi viene da piangere perché non funziona niente».

Si definisce tradizionalista ma si è detta a favore delle madri surrogate e dell' utero in affitto.

«Ecco la femminista che c' è in me. Vado contro tutto e tutti. Amo la vita e il libero pensiero. In situazioni delicate, in caso di malattie, tumori, problemi di salute, se una donna non può avere figli, perché non darle una possibilità? Ovviamente con regole precise. Per me non è mercificazione né sfruttamento, ma un atto di amore. Ho conosciuto alcune delle donne che affittano l' utero, adorano il potere di dare gioia all' altra».

 

paola ferraripaola ferrari

Lei stessa ha accarezzato l' idea?

«Sì. Dentro di me c' è il fortissimo desiderio di un terzo figlio ma l' ho archiviato, non sepolto, perché Alessandro, il mio primogenito, è fortemente contrario. Dice: ci siamo già noi. Amo i bambini, li adoro, mi occupo di quelli meno fortunati ma il tempo passa e temo che sarà un desiderio che non realizzerò».

I modi per occuparsi degli altri non le mancano.

«Faccio parte dell' osservatorio del bullismo. Oggi più che mai il tema delicato è il sexting, la diffusione dei video di sesso in rete. Come sappiamo può degenerare in gesti estremi».

 

A 90° minuto è riapparsa dopo un intervento al viso per una forma di tumore, è stato difficile tornare in tv?

«Ho avuto paura per l' operazione, non per l' aspetto estetico e le cicatrici. Ci sono bravissimi chirurghi, mi hanno aperto una guancia, a destra, ma non si vede quasi nulla. Certo, mi offende quando ancora leggo i soliti commenti sulle luci, sul trucco. Ma ci passo sopra. Alle donne dico: fatevi controllare senza paura e non avete timori dell' aspetto estetico, non si vede nulla».

paola ferrari marco de benedettipaola ferrari marco de benedetti

Il tema degli insulti la tocca sempre, vedo.

«Sono stata la prima a denunciare Twitter anni fa, cosa che fece scalpore. Da 5 anni faccio parte dell' osservatorio. Se adesso leggo le critiche, spengo il telefono e faccio altro, ma ci sono persone che magari non reggono, cadono in depressione. I social sono una grande fonte di libertà ma anche una grande gabbia».

 

Se dovesse definirsi in tre aggettivi, quali userebbe?

«Libera, onesta, dormigliona».

 

Pigra?

marco de benedetti e paola ferrarimarco de benedetti e paola ferrari

«No, no. È che devo dormire tanto. Il mio bio ritmo è così, lo considero un difetto. La sera porto fuori i cani alle 11, ne ho tre. Poi mi metto a studiare. Il copione, la scaletta, le produzioni cinematografiche che sono la mia nuova sfida: dopo il primo docu-film su Bukowski ne faremo uno sui prigionieri italiani in America durante la Seconda Guerra mondiale. Poi sono vicepresidente del comitato etico Lega Calcio. Vado a letto alle tre e la mattina mi sveglio alle 11. Se non dormo otto ore, collasso».

 

PAOLA FERRARI    PAOLA FERRARI

Il programma tv dei suoi sogni?

«Uno simile alle Invasioni Barbariche, ma con uno sguardo meno distaccato e più legato all' attualità. Da condurre in due: io e il mio Bavaro Bernese Aragon, che capisce le persone al volo, meglio degli umani!».

 

paola ferrari selfie per i follower  paola ferrari selfie per i follower paola ferrari daniela santanchepaola ferrari daniela santancheCARLO DE BENEDETTICARLO DE BENEDETTIpaola ferrari carlo rossellapaola ferrari carlo rossellaa paola ferrari manca gene gnocchia paola ferrari manca gene gnocchipaola ferrari anselma dell oliopaola ferrari anselma dell oliopaola ferrari alessandro sallustipaola ferrari alessandro sallustipaola ferrari paolo sorrentinopaola ferrari paolo sorrentinopaola ferrari a capodannopaola ferrari a capodannoALBA PARIETTI - PAOLA FERRARI ALBA PARIETTI - PAOLA FERRARI

 

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....