dia 1991 parlare poco apparire mai

“NOI SIAMO LO STATO” – LA DIA, L’INCUBO DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CONQUISTA LA TV. ANDRÀ IN ONDA SU RAI 3 IL 29 OTTOBRE IL DOCUMENTARIO “DIA 1991 - PARLARE POCO, APPARIRE MAI” SULL’ORGANISMO D’ÉLITE VOLUTO DA GIOVANNI FALCONE CHE ESPORTÒ E PERFEZIONÒ IN ITALIA IL MODELLO FBI: PARLERANNO GLI INVESTIGATORI, TUTTI DI SPALLE O CON IL PASSAMONTAGNA, E GIUSEPPE AYALA CHE CON IL MAGISTRATO CONDIVISE GLI ANNI DEL MAXI-PROCESSO… - VIDEO

 

Francesco Grignetti per “La Stampa”

 

dia 2

Era trent'anni fa, l'autunno del 1991. Il cervello di Giovanni Falcone, quel cervello che la mafia temeva più di ogni altra cosa e per questo il giudice doveva morire, partoriva un'idea rivoluzionaria per l'arretrata Italia di quei tempi: contro la mafia, occorreva creare una sorta di Fbi italiana.

 

Nacque così la Dia, Direzione investigativa antimafia. Un organismo d'élite di cui non si parla quasi mai, incardinato nel Dipartimento di Ps, dove confluiscono i migliori investigatori delle tre forze di polizia, e che da trent' anni firma alcune tra le indagini più sofisticate contro la criminalità organizzata. Se sono stati arrestati il boss mafioso Leoluca Bagarella oppure il capo dei Casalesi, Francesco "Sandokan" Schiavone, è merito del lavoro silenzioso della Dia.

dia 1991 parlare poco apparire mai 3

 

«Parlare poco, apparire mai», è il loro slogan. Ed ora è anche il titolo di un docu-verità, prodotto da 42° Parallelo e Rai Cinema, scritto da Diana Ligorio, che verrà trasmesso il 29 ottobre, alle 21.20, da Raitre. Per la prima volta, parlano gli investigatori della Dia. Tutti di spalle o con il passamontagna, perché questa è una prima linea dove non si perdona. L'unico che può essere ripreso è l'ex magistrato Giuseppe Ayala, che fu amico e collega di Falcone, e con lui condivise gli anni del Maxi-processo. Dice dunque Ayala: «Noi andavamo spesso a quel tempo negli Stati Uniti.

dia 1991 parlare poco apparire mai 4

 

Ci dissero: voi in Italia combattete il crimine organizzato in un modo disorganizzato». Ed era vero. Ma il «metodo Falcone» era altro; prevedeva condivisione delle informazioni, lavoro in pool, capacità di unire informazioni di carattere finanziario con i risultati delle indagini sul campo. Per questo motivo, alla mafia faceva tanta paura Falcone. «E lui - dice ancora Ayala, che trattiene a stento la commozione - era un innovatore geniale. Creò la Dna (la Direzione nazionale antimafia, per i magistrati, ndr) e la Dia (la Direzione investigativa antimafia, per le forze di polizia)».

dia 1991 parlare poco apparire mai 1

 

Ecco, negli ultimi trent' anni queste due sigle sono l'incubo della criminalità organizzata. Racconta un agente, protagonista della cattura di Leoluca Bagarella, che nel giugno 1995 tenevano da giorni sotto osservazione un galoppino della cosca, con un negozio nel cuore di Palermo. «E già non era facile». Un mattino vedono un tizio fermarsi con la macchina e il mafioso salire a bordo.

 

dia 1991 parlare poco apparire mai 2

«Uno di noi capì che era Bagarella. Ma non potevamo prenderlo lì. Era pieno di uomini suoi. Sarebbe finita male». Perciò gli agenti lo seguono per Palermo. Segue un'azione fulminea, senza aspettare ordini o rinforzi. E questi, alla fine, sono gli agenti della Dia: persone che sacrificano la loro vita per anni, con famiglie a pezzi, votati ossessivamente alle indagini, ma in grado di arrivare al risultato. Ed è l'unica cosa che conta. «Noi siamo lo Stato», dicono. Anche se poi sono costretti a vivere con la pistola sul comodino e devono mettere il «mephisto» in pubblico.

dia 1991 parlare poco apparire mai 7dia 1991 parlare poco apparire mai 5dia 1991 parlare poco apparire mai 6diadia 3

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...