mina e ivano fossati

“E DIETRO IL SIPARIO C’E’ LEI. BELLISSIMA, ALTA, STATUARIA, FULVA IN CONTROLUCE..." - IVANO FOSSATI RICORDA LA PRIMA VOLTA CHE VIDE MINA A GENOVA NEL 1970: "IL PUBBLICO AMMUTOLITO NON APPLAUDE SUBITO. QUALCUNO HA ANCHE SMESSO DI RESPIRARE. NON L’AVEVAMO MAI VISTA A COLORI" - IL PRIMO INCONTRO NEL 1978, IL DISCO MANCATO. UN ANNO FA E' LEI AD AVANZARE L’IDEA DI UN ALBUM INSIEME – E LUI? "BUTTO ALL’ARIA I MIEI IMPEGNI, ABOLISCO LE DISTRAZIONI E…” - VIDEO

Ivano Fossati per “Sette - Corriere della Sera”

 

mina sul palco nel 1971

Ho incontrato Mina per la prima volta nel 1970. Io vidi lei ma lei non vide me. Ero fra il pubblico, in galleria, al teatro Margherita di Genova.

 

Il programma di quella sera era un recital di Mina e Giorgio Gaber. Mi piacevano entrambi e ci andai da solo. Un po’ perche i miei amici – venivamo tutti dalla periferia – erano intimiditi dai teatri e i cantanti andavano ad ascoltarli solo nei locali da ballo. E un po’ perche di fronte alla musica mi piaceva stare concentrato, senza distrazioni, quindi da solo era anche meglio. In quel teatro ci avevo sentito Stan Getz, il Modern Jazz Quartet, Charles Aznavour e poi i Rokes e l’Equipe 84. La musica mi interessava tutta.

 

ivano fossati

La serata ando piu o meno cosi: nel primo tempo Gaber spiazza il pubblico presentando per la prima volta il Signor G. Noi genovesi, che ci aspettavamo da lui qualcosa di colloquiale e leggero, ci trovammo faccia a faccia con il Gaber trasformato, profondo e teatrale che da li in poi avremmo sempre piu amato. Era il momento giusto, Genova comprese al volo.

 

Dopo un quarto d’ora di intervallo le luci si abbassano nuovamente e il sipario si riapre. Dietro il sipario, bellissima, alta, statuaria, fulva in controluce... Mina. Il pubblico ammutolito non applaude subito. Probabilmente qualcuno ha anche smesso di respirare. Passano forse tre, quattro secondi di assoluto silenzio che a teatro sembrano interminabili. Io che avrei applaudito al primo istante mi guardo intorno sgomento, e finalmente l’applauso scoppia. Lungo, corale, liberatorio.

Bisogna comprendere: eravamo una platea di genovesi, il che spiega molte cose. E poi non l’avevamo mai vista cosi da vicino. Soprattutto non l’avevamo mai vista a colori.

 

pippo baudo mike bongiorno mina

Maestra internazionale

Mi piace da sempre. Insieme al jazz, al rock. In tutte le fasi della mia musica non ho mai smesso di ascoltarla. Mi sono sempre aspettato qualcosa di sorprendente da Mina. Era lei che ci aveva portato piu vicini Chico Buarque, Juan Manuel Serrat, Tom Jobim, era lei che alle nove di sera in tv duettava con Toots Thieleman. Ci stava insegnando molto e dopo avrebbe fatto ancora di piu. Ecco perche per un paio di settimane mi ero conservato il biglietto del concerto piegato con cura nel portafogli. Ecco perche quella sera non avevo voluto nessun amico seduto accanto a berciarmi nelle orecchie.

 

Mina e amata da tutti i musicisti. A partire da quelli che si guadagnano da vivere suonando nei locali da ballo fino ai piu raffinati jazzisti e compositori, in Italia e non solo. Io all’epoca facevo parte della prima categoria. Avevo ottenuto un ingaggio professionale come chitarrista in un’orchestrina, e non mi sfiorava neppure l’idea che un giorno l’avrei cono- sciuta, o le avrei anche solo parlato. Quando avevo dei soldi in tasca comperavo dischi dei Blood Sweat and Tears, dei Jethro Tull, di Ray Charles e Aretha Franklin, Mina e Lucio Battisti. Quelli degli Stones, dei Beatles, dei Beach Boys, degli Animals e degli Who li avevo consumati da tempo.

mina

 

Ho sempre ascoltato Mina con attenzione perche fra i miei maestri c’e anche lei. Nessuno regola e governa il suono delle parole come lei fa. Nessuno guida e conferisce altrettanto bene, in tempo reale, significato a ogni singolo passaggio e pensiero. Nessuno, o forse pochissimi nel mondo, amplificano o smorzano le emozioni a loro piacimento con la sua stessa maestria, alzando o abbassando la temperatura dell’interpretazione nel corso di uno stesso brano. Fonetica, musica e pensiero si muovono insieme e Mina lo sa.

 

Il primo incontro

mina a sanremo nel 1961

Ci sono voluti altri otto anni perche lei e io ci incontrassimo davvero. Nel 1978 lei decide di non esibirsi piu in pubblico, e nello stesso anno io passo giornate a scrivere canzoni che nessuno vuo-le cantare. In genere gli editori me le rispediscono indietro, trovandogli ogni sorta di difetti. E come se questo non fosse abbastanza per la mia autostima, pubblico un album, La casa del serpente, che non vende nemmeno mille copie.

 

Ma improvvisamente nel suo doppio live Mina live ’78 lei, a sorpresa, reinterpreta due pezzi tratti proprio da quel mio disco di nessun successo. La vado a trovare alla Bussoladomani, il teatro tenda dove si esibisce per l’ultima serie di concerti. Non mi ricordo se in quel primo incontro ho l’ardire di abbracciarla ma spero proprio di averlo fatto. Anche perche nello stesso tempo accade qualcosa: nel giro di un paio di settimane gli editori e i cantanti che avevano rifiutato le mie canzoni mi cercano, mi telefonano, chiedono se possono riascoltarle e se ne ho altre.

mina con il fratello alfredo

 

Nei due anni seguenti non pochi dei brani prima rifiutati diventano successi da classifica.

Sono tuttora grato a Mina, perche sono sicuro che lei c’entra. Ma so altrettanto bene che se le accenno la vicenda sorride, minimizza e taglia corto.

 

Il disco mancato

Negli anni seguenti per me le cose andarono sempre meglio. I miei album finalmente avevano successo e i teatri erano pieni. Facevo anche il produttore e le canzoni che scrivevo non le rifiutava piu nessuno. Mina non la perdevo di vista; ogni tanto lei reinterpretava qualcosa di mio, spesso le canzoni piu particolari, e per me era una sorpresa e una gioia come la prima volta. Un filo sottile a cui tenevo che non si spezzava.

mina con il figlio massimiliano nel 1963

 

Verso la fine degli anni Novanta lei mi fa sapere che vorrebbe registrare un disco insieme a me. Ha gia in mente la lista delle mie canzoni che dovremmo cantare insieme, perche e veloce e mentre pensa una cosa e gia piu avanti della successiva. Io invece fatico a riprendermi dalla sorpresa. Sono disorientato, e di nuovo sgomento come quella volta nel 1970 a teatro quando mi sembrava che l’applauso tardasse ad arrivare. Ci incontriamo in un ristorante di Milano e ne parliamo.

 

Potrebbe venirne fuori un gran bel disco, adesso lo so. C’e entusiasmo, forse un po’ di timore da parte mia, ma lo supero, quindi abbiamo tutto quello che serve. I discografici pero, per motivi che mi sono ancora ignoti, raffreddano gli entusiasmi e insieme tutto il progetto (poi uno si chiede perche la discografia ha fatto la fine che ha fatto. Non e tutta colpa di Internet). Mina e io per un po’ ci perdiamo, ma si fa per dire.

 

mina alberto lupo

Passa altro tempo. Otto anni fa sono io che decido di smettere coi dischi e le tournee. La routine mi ha stancato, quello che ho intorno non mi piace piu come prima. Mi trasferisco a Nizza e vivo una vita tutta differente, viaggio molto con mia moglie e la musica la ascolto e basta; solo quella che mi piace, senza subire il resto. Suono sempre molto, ma lo faccio per me, perche c’e comunque tanto da imparare. E perche la passione di tutta la vita non la puoi spegnere col telecomando come il televisore.

 

ivano fossati

Poi, poco piu di un anno fa, ero appena rientrato da un viaggio in Estremo Oriente, quando Mina mi fa sapere che a quel progetto di tanto tempo prima lei ci pensa ancora, e se fossi d’accordo... Resto disorientato ma me lo faccio passare subito. Uno sano di mente puo dirle di no? Cosi butto all’aria i miei impegni, abolisco le distrazioni, affogo il cellulare dentro la vasca da bagno e comincio a scrivere. Lei dice che sa gia come chiamare l’album: Mina Fossati.

 

E ora in studio con lei

E adesso ci siamo. Proprio mentre scrivo queste righe il disco viene pubblicato. Ne Mina, ne io, pensiamo a come andra; nel farlo c’e stato tutto l’entusiasmo che c’era da aspettarsi, tutta la sorpresa e la meraviglia. Scrivere canzoni e interpretarle insieme a lei e appunto una fonte di meraviglia continua. Uno spostamento attraverso intuizioni diverse. Mina non e solo la grandissima cantante che conosciamo ma e pura intelligenza musicale. Qualsiasi cosa ti aspetti artisticamente da lei devi prepararti a riceverla migliore di come l’hai pensata. Devi essere pronto a imparare ancora. Non so nemmeno se sono in grado di descriverlo.

ivano fossati poco prima del concerto all'auditorium comunale di trento nel 2006

 

Ogni tanto, durante i mesi di lavorazione, fra scrivere e registrare, mi sono sentito per brevi attimi come quella sera a Genova al teatro Margherita. Erano solo momenti, passavano veloci e non glielo dicevo. Dietro le lenti sfumate degli occhiali mi avrebbe fatto uno di quei sorrisi amabili e divertiti che fa, poi di sicuro avrebbe di nuovo tagliato corto.

i delirium (ivano fossati e' il penultimo a destra)fossatifossatiMINA E IVANO FOSSATIivano fossatiivano fossatimina gaber

Ultimi Dagoreport

viktor orban - giorgia meloni - 7

DAGOREPORT – URBI ET ORBAN: IL TONFO DI VIKTOR A BUDAPEST S’È SENTITO FORTE E CHIARO ANCHE A ROMA, E APRE UNA CREPA DENTRO FRATELLI D’ITALIA! TRA VIA DELLA SCROFA E PALAZZO CHIGI, LA “FIAMMA MAGICA” È RIMASTA DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI GIORGIA MELONI A SOSTEGNO DEL SUO “AMICO” UNGHERESE – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY E IL PRESIDENTE UCRAINO DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE IL FASTIDIO VERSO LA DUCETTA. A PAROLE, IL SOSTEGNO ITALIANO NON È MAI MANCATO. NEI FATTI, LA SORA GIORGIA SI È SEMPRE SCHIERATA CON TRUMP (CHE CHIEDE LA RESA A KIEV) E ORBAN, IL BURATTINO DI PUTIN NELL’UNIONE EUROPEA…

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?