IL DIVANO DEI GIUSTI/1 – IN STREAMING È DAVVERO IMPERDIBILE IL RIDICOLO E DISASTROSO “IN THE HAND OF DANTE” – NEL FILM OSCAR ISAAC È CHIAMATO DA UNA GANG DI CRIMINALI PER CAPIRE SE IL MANOSCRITTO DELLA “DIVINA COMMEDIA” CHE SI TROVA A PALERMO NELLE MANI DI UN BOSS MAFIOSO E DI UN VECCHIO PRETE, SIA DAVVERO O NO OPERA ORIGINALE DI DANTE - PARALLELAMENTE A QUESTA NARRAZIONE, FILMATA IN BIANCO E NERO COME FOSSE UN NOIR ANNI ’50, CE NE È UN’ALTRA, A COLORI, CHE VEDE SCORRERE LA VITA DELLO STESSO DANTE - LE PARTI DANTESCHE CI FANNO RIMPIANGERE DI CUORE IL "DANTE" DI PUPI AVATI, E LA PARTE NOIR È INUTILMENTE VIOLENTA E SEMBRA RIMANDARE A UN ALTRO FILM…
Marco Giusti per Dagospia
oscar isaac in the hand of dante
Che vediamo stasera? In streaming è davvero imperdibile “In the Hand of Dante”, l’ultimo disastroso film del celebre artista americano Julian Schnabel, che venne piazzato a Venezia un anno fa cercando inutilmente di salvarlo con una nobile platea. Recuperato come stravaganza camp su Netflix può anche andare, ma penso che sia stata una di quelle operazioni suicide che lasciano dei segni su tutti, dal regista ai tanti attori.
“Put the gun down… Minchia!”. Quando sul finale assistiamo al folle regolamento di conti sulla laguna di Venezia tra Jason Momoa nei panni di un gangster siciliano vestito di bianco, Gal Gadot come Gemma, moglie di Dante, Sabrina Impacciatore come Beatrice e esperta dantista e Oscar Isaac come Nick Tosches nell’interpretazione più sballata e rischiosa della sua carriera, è impossibile non ridere.
oscar isaac in the hand of dante
Botte da orbi mischiate a frasi della Divina Commedia recitate in inglese... Eppure neanche di fronte a questo ridicolo, disastroso “In the Hand of Dante” che Julian Schnabel ha adattato assieme a Luise Kukelborg dal romanzo omonimo di Nick Tosches, un vero letterato eccessivo, autore di una grande biografia su Dean Martin, “Dino”, che in tanti abbiamo amato, il pubblico di Venezia osò fischiare.
Qualche pervertito anzi applaudì pure un film che non faceva onore a nessuno, né a Schabel né al compianto Tosches né, soprattutto, al povero innocente Dante. Su Netflix è diverso. A casa tua puoi ridere, applaudire, chiudere, buttare pomodori sullo schermo. A Venezia qualcuno si inventò addirittura il Premio Cartier per il regista-artista. Li mortacci… Poco incline alla commedia, Schnabel ha qui osato un’operazione impossibile che quasi vent’anni fa già voleva portare sullo schermo Johnny Depp. E non sarebbe certo stata meno camp.
martin scorsese oscar isaac in the hand of dante
Cioè portare al cinema il romanzo grottesco di questo grande scrittore americano, di famiglia pugliese, autore non solo della memorabile biografia su Dean Martin, “Dino”, che Scorsese voleva filmare, ma di un’altra su Michele Sindona, qui solo accennata, dove lo stesso Nick Tosches, interpretato da Oscar Isaac, è chiamato da una gang di criminali, capitanata dal ricettatore d’arte John Malkovich, e che ha come freddo killer un esagerato Gerard Butler, per capire se il manoscritto della Divina Commedia che si trova in quel di Palermo, nelle mani di un boss mafioso, Franco Nero, e di un vecchio prete, Paolo Bonacelli, sia davvero o no opera originale di Dante.
jason momoa sabrina impacciatore in the hand of dante
Parallelamente a questa narrazione, filmata in bianco e nero come fosse un noir violento anni ’50, ce ne è un’altra, a colori, che vede scorrere la vita dello stesso Dante, sempre Oscar Isaac, il suo esilio da Firenze, i suoi rapporti col potere, con la moglie Gemma, Gal Gadot, e col vecchio prete barbuto Isaia, un Martin Scorsese un filo imbarazzante.
Il risultato è una sorta di lungo sketch parodistico che ci ricorda tanto “La biblioteca di Studio Uno” col Quartetto Cetra dove ogni tanto appare qualche star più o meno famosa. Così vediamo sullo schermo Al Pacino come lo zio di Nick Tosches, un Franco Nero che muore dopo 30 secondi di apparizione come Don Lecco, boss palermitano, Claudio Santamaria, Guido Caprino, Benjamin Clementin come Mefistofele.
Quello che avrebbe dovuto essere, almeno sulla carta, un divertimento bizzarro di un artista-regista circondato da tanti amici celebri, diventa qualcosa di ingestibile dove nessun attore, a parte Al Pacino, riesce a portare a casa al meglio le sue battute. Così le parti dantesche ci fanno rimpiangere di cuore il recente Dante di Pupi Avati, e la parte noir, con tutti morti ammazzati che semina Gerard Butler è inutilmente violenta e sembra rimandare a un altro film, magari più interessante, costruito interamente su Nick Tosches e i suoi rapporti con i gangster.
oscar isaac gal gadot in the hand of dante
La parte italiana, ahimé, è risolta con gli attori americani che fingono di parlare italiano e con Caprino, Impacciatore, Santamaria che fanno quelli che parlano bene inglese. Alla fine il film è una caciara di situazioni e di voci che Schnabel non sa minimamente gestire. Un disastro. Oscar Isaac si perde nel doppio ruolo, Gal Gadot recita come fosse la Gregoraci, l’Impacciatore e Jason Momoa come innamorati e criminali sembrano personaggi di qualche Fantozzi e Benjamin Clementine è una sorta di bonus finale che non serve a nulla. Ovviamente imperdibile.
oscar isaac in the hand of dante
al pacino in the hand of dante
gerard butler in the hand of dante
oscar isaac in the hand of dante 1
oscar isaac in the hand of dante 2
oscar isaac in the hand of dante 3
jason momoa e gal gadot in in the hand of dante
martin scorsese in in the hand of dante
oscar isaac gerard butler in the hand of dante
