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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO COSA ABBIAMO STASERA? IN SECONDA SERATA, MAGARI È LA SERATA BUONA PER VEDERSI “L’ESORCICCIO”. MA VEDO CHE PASSA ANCHE UNA GRAN BELLA COMMEDIA SUL GIORNALISMO TELEVISIVO AMERICANO INVEDIBILE DA ANNI, “DENTRO LA NOTIZIA” – “MEDIASET ITALIA 2” ALLE 23, 05 FRA TANTE REPLICHE, PASSA “IL FANTASMA DI SODOMA”, TARDO HORROR DI LUCIO FULCI NELLA NOTTE ARRIVA IL “SATYRICON” DI GIAN LUIGI POLIDORO, SCRITTO DA RODOLFO SONEGO, CON DON BACKY E FRANCO FABRIZI, UGO TOGNAZZI, TINA AUMONT, MARIO CAROTENUTO. UNO DEI FILM PIÙ IMBARAZZANTI CHE SI SIANO MAI FATTI IN ITALIA... - VIDEO

 

Il divano dei giusti 22 agosto 2026

Marco Giusti per Dagospia

 

l'esorciccio

E in chiaro cosa abbiamo stasera? In seconda serata, magari è la serata buona per vedersi “L’esorciccio”, folle parodia dell’Esorcista di William Friedkin, diretta e interpretata da Ciccio Ingrassia nel ruolo dell’Esorciccio, Lino Banfi protagonista, Didi Perego, Mimmo Baldi, Tano Cimarosa, Ubaldo Lay, Jimmy il Fenomeno, Cine 34 all’1, 10.

 

Ma vedo che passa, in seconda serata, una gran bella commedia sul giornalismo televisivo americano invedibile da anni, “Dentro la notizia” o “Broadcast News”, scritto e diretto da James L. Brooks con Holly Hunter produttrice divisa tra il più bello William Hurt, e il più tranquillo Albert Brooks, Jack Nicholson che ha fatto il film gratis per il regista suo amico con il quale aveva girato “Voglia di tenerezza”, Joan Cusack, Robert Prosky, Lois Chiles. Il personaggio di Holly Hunter è ispirato a quello reale della produttrice di CBS News, Susan Zirinsky.

 

 

william hurt dentro la notizia

Leggo che James L. Brooks aveva scritto il ruolo della protagonista per Debra Winger, che rimase incinta e venne sostituita da Holly Hunter, che vinse l’Orso d’Argento a Berlino. Il film, candidato a sette Oscar, non ne vinse nessuno.

 

In prima serata avete un grande classico del cinema estivo italiano, “Sapore di mare” dei fratelli Vanzina con Jerry Calà, Marina Suma, Christian De Sica, Isabella Ferrari, Karina Huff, Virna Lisi, Cine 34 alle 21.

 

Rai Movie alle 21, 10 propone l’ottimo “La via del male” o “King Creole” di Michael Curtiz con Elvis Presley, Carolyn Jones, Walter Matthau, Dolores Hart, Dean Jagger, Liliane Monteevecchi, Vic Morrow, con Elvis che canta al King Creole per mantenere il padre disoccupato. E’ il film preferito di Elvis. Dolores Hart cinque anni dopo mollò il cinema per diventare suora e così chiarì la sua chiamata: «God Is the Bigger Elvis».

 

 

La via del male - King Creole - Elvis Presley

Il film è tratto da un romanzo di successo di Harold Robbins. In un primo tempo si pensò a farlo fare a James Dean. Marlon Brando venne a visitare Elvis sul set. Walter Matthau si trovò molto bene con Elvis («Non era un punk. Era molto elegante, calmo, raffinato e sofisticato»). Anche Michael Curtiz lo riteneva un buon attore.

 

Canale 20 alle 21, 10 propone il thriller canadese “Extraction” di Steven C. Miller con Bruce Willis, Kellan Lutz, Gina Carano, D.B. Sweeney, Summer Altice, Dan Bilzerian. Su La7 Cinema alle 21, 15 passa “The Shipping News” di Lasse Hallström, tratto dal romanzo premio Pulitzer di Anne Proulx con Kevin Spacey, Julianne Moore, Judi Dench, Cate Blanchett, Pete Postlethwaite, Rhys Ifans, Scott Glenn, storia di un uomo modesto che, in un villaggio di pescatori in Terranova, cresce da solo la figlia che la madre naturale aveva cercato di dare in adozione.

 

Iris alle 21, 15 passa un tardissimo cappa e spada diretto dal maestro genere, “Il cavaliere di Lagardere” di Philippe De Broca con Daniel Auteuil, Marie Gillain, Vincent Perez, Fabrice Luchini, Philippe Noiret.

 

sylvester stallone e Burt Young - rocky

La7 alle 21, 15 torna sul primo “Rocky” di John G. Avildsen con Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Burgess Meredith. Stallone, che stava a pezzi, con 106 dollari in banca, nessun lavoro (si era anche venduto il cane, Buktus), accettò di venderlo a Irwin Winkler e Robert Chartoff solo a patto che lui fosse protagonista. Ma la United Artists, quando seppe che il protagonista sarebbe stato lui e non, come volevano loro, una star del calibro di Robert Redford, Burt Reynolds, Nick Nolte, James Caan, tagliò il budget da 2 milioni di dollari a 1 milione di dollari.

 

 

65: Fuga dalla terra.

Per poterlo fare Winkler e Chartoff ipotecarono le loro case per 100 mila dollari, visto che il film cosò 1 milione e 100 mila dollari. Fu il maggior successo del 1976. Nel ruolo di Paulie, interpretato da Burt Young, Stallone avrebbe voluto Harvey Keitel. Talia Shire, sorella di Coppola, fece il film nel ruolo di Adriana, la donna di Rocky, per 7500 dollari.

 

Italia 1 alle 21, 20 propone “Baywatch”, versione cinematografica della celebre serie, diretto da Seth Gordon con Dwayne Johnson, Zac Efron, Alexandra Daddario, Ilfenesh Hadera, Kelly Rohrbach. Cielo alle 21, 20 passa “Il triangolo delle Bermuda. Il mare del nord” diretto da Nick Lyon con Hannes Jaenicke, Bettina Zimmermann, Karoline Eichhorn, Josefine Preuß, Max Herbrechter.

 

alexandra daddario e in baywatch

Su Rai 4 alle 21, 20 il fantascientifico “65 – Fuga dalla terra” di Scott Beck e Bryan Woods con Adam Driver, Ariana Greenblatt, Chloe Coleman, Nika King, Brian Dare. Rete 4 alle 21, 30 si butta su un film stravisto ma sicuro come “Il fuggitivo” di Andrew Davis con Tommy Lee Jones, Harrison Ford, Joe Pantoliano, Julianne Moore.

 

Passiamo alla seconda serata con il fortunato “Cloverfield” diretto da Matt Reeves, scritto da Drew Goddard con Lizzy Caplan, Jessica Lucas, Michael Stahl-David, T.J. Miller, Mike Vogel, Odette Yustman, Rai4 alle 22, 50, dove un gruppo di amici cerca di scappare dalle grinfie di un mostro gigantesco. Girato con le telecamerine, all’epoca molto innovativo, cambiò un po’ le regole del catastrofico americano.

 

Mediaset Italia 2 alle 23, 05 fra tante repliche, passa “Il fantasma di Sodoma”, tardo horror di Lucio Fulci con Robert Egon, Teresa Razzanti, Alan Johnson, Al Cliver. Rai Movie ale 23, 15 propone “Sei mai stata sulla luna?” commedia meridionalista di Paolo Genovese con Raoul Bova, Liz Solari, Sabrina Impacciatore, Neri Marcoré, Giulia Michelini e Nino Frassica.

 

 

sei mai stata sulla luna

Con la pala in mano alla bella protagonista snob e viziata venuta dalla città, Liz Solari, che dovrebbe essere una giornalista di moda, ma nella realtà è una modella e attrice argentina figlia e sorella di un’intera famiglia di calciatori (Eduardo è il padre, anche allenatore, i fratelli Santiago, Esteban e David hanno giocato, rispettivamente, all’Inter, al Venezia e al Chioggia).

 

Non è tanto un film dove un cittadino, in questo caso la bella Guia, giornalista di punta di “Marie Claire”, esperta di moda, sul punto di andare a vivere a Parigi, torna al paesello per problemi familiari e sprofonda magicamente nella tranquillità di una cultura pre-tecnologica anni ’50. E’ semmai un film dove il ritorno alla campagna, allo spalare merda, alla mungitura delle mucche, vengono visti come parti di un processo inevitabile per evitare il disastro della falsa e stressante vita di città. Liz Solari e Raoul Bova non sono Ornella Muti e Celentano.

 

il maratoneta

Italia 1 alle 23, 30 passa la commedia americana “40 anni vergine” di Judd Apatow con Steve Carell, Catherine Keener, Paul Rudd, Romany Malco, Seth Rogen, Elizabeth Banks, dove tre amici cercano di far perdere la verginità a un quarantenne, appunto Steve Carell. Notevole. La7 alle 23, 30 passa un filmone come “Il maratoneta” di John Schlesinger scritto da Willaim Goldman con Dustin Hoffman, Laurence Olivier, Roy Scheider, Marthe Keller, Fritz Weaver, Marc Lawrence.

 

Laurence Olivier, già gravemente malato di cancro accettò il ruolo del dottor Mengele per lasciare a sua moglie e ai suoi figli una solida somma come eredità. Robert Evans, il produttore, rischiò che Olivier morisse mentre lavorava senza assicurazione perché, in quanto malato, nessuno lo avrebbe assicurato. Non solo finì il film, ma venne candidato all’Oscar e il cancro si fermò.

gravity

 

Fuori orario/Rai Tre alle 23, 35 passa l’ottimo “Sex” di Dag Johan Haugerud con Jan Gunnar Røise, Siri Forberg, Birgitte Larsen, Anne Marie Ottersen, Lars Jacob Holm. E’ il primo capitolo della saga che include «Sex - Drømmer - Kjærlighet», tre film, chiamati la “trilogia di Oslo” dedicati all’amore nei suoi diversi aspetti.

 

Iris alle 23, 50 passa “L’ultima missione”, polar di Olivier Marchal con Daniel Auteuil, Olivia Bonamy, Catherine Marchal, Francis Renaud, Gérald Laroche. Rete 4 alle 23, 55 propone il bellissimo “Gravity” Alfonso Cuarón con Sandra Bullock, George Clooney. Vi giro quello che ne scrissi quando il film aprì Venezia qualche anno fa.

 

La storia è, come capitava nei piccoli film di fantascienza anni 60, una specie di avventura western trasferita nello spazio. George Clooney è Matthew Kowalski, pilota della Nasa all'ultima missione con voglie di battere il record di durata in assenza di gravità del russo Anatoli qualchecosa. Sandra Bullock è il dottor Ryan Stone, ricercatrice alla sua prima missione con un brutto passato da dimenticare.

 

 

george clooney gravity

La sua bambina di quattro anni è morta per uno stupido incidente e lei non ha più amore per la vita. Dopo una tempesta di detriti, cattiva come la tempesta di sabbia nel deserto del Texas del fondamentale "Three Godfathers" ("In nome di Dio") di John Ford, Matt e Ryan si ritrovano solo nello spazio. Tutti gli altri componenti della missione spaziale sono morti. E loro devono tornare a casa.

 

Se nel film di Ford, sempre targato Warner Bros, i tre padrini, John Wayne, Harry Carey Jr. e Pedro Armendariz, devono attraversare il deserto per tornare a casa, e non tutti ce la faranno, qua Matt e Ryan devono attraversare lo spazio per salvare la loro dignità e il ricordo della bambina scomparsa. Con un buffo riferimento al marziano a cartoni animato della Warner inventato da Chuck Jones, Marvin T. Matian, il film si sviluppa in una bellissima prima parte iniziale in piano sequenza di grande effetto con i due astronauti, e un terzo che morirà subito, che cercano di riparare un guasto alla navetta spaziale e procede per una serie di più o meno riuscite invenzione che non sveleremo.

 

george clooney gravity morte astronauta

Malgrado qualche momento retorico e la gran lacrima che Sandra Bullock lancia agli spettatori nelle prime file protetti dagli occhialetti del 3D, "Gravity" e' un gran film d'apertura di festival. Certo George è superpiacione e non la smette di parlare, lei troppo concentrata nel mostrare i risultati di anni di lifting e di palestra, e a tratti ci ricordiamo con nostalgia dei grandi film di avventure spaziali di Antonio Margheriti e Mario Bava ("Dotto' lo spazio è pronto!") per non recuperare Franco e Ciccio nello spazio come Frankoski e Cicciornia, ma quando George Clooney torna a prendere Sandra Bullock nello spazio sorridente e' un momento di grande cinema fordiano.

 

genitori contro influencer

Cielo all’1, 35 punta su “Genitori vs Influencers” commedia di Michela Andreozzi con Fabio Volo, Ginevra Francesconi, Giulia De Lellis, Paola Tiziana Cruciani, Nino Frassica. Me lo sono perso. Canale 20 all’1, 40 passa “Vanguard”, ricco action asiatico diretto da Stanley Tong con Jackie Chan, Yang Yang, Miya Muqi, Lun Ai, Ruohan Xu, Zhengting Zhu, Desmond Aldridge.

 

Su Rai Tre all’1, 45 passano due capolavori di Ozu, “Tokyo monogatari” con Setsuko Hara, Chishu Ryu, Sô Yamamura, Chiyeko Higashiyama, Haruko Sugimura, e “Buon giorno” con Keiji Sada, Yoshiko Kuga, Chishu Ryu, Kuniko Miyake, Masuo Fujiki, Eiko Miyoshi.

 

satyricon di gian luigi polidoro 4

Cine 34 alle 2, 40 passa il “Satyricon” di Gian Luigi Polidoro, scritto da Rodolfo Sonego, con Don Backy e Franco Fabrizi, Ugo Tognazzi, Tina Aumont, Mario Carotenuto. Uno dei film più imbarazzanti che si siano mai fatti in Italia. Assurda operazione di Rizzoli, Bini, Polidori e, soprattutto, Sonego, alla rincorsa del progetto di Fellini. Anche se Sonego lo scrisse, come spiega nel libro che gli ha dedicato Tatti Sanguineti, anni prima della disfida con Fellini. Di per sé non era malissimo, nei ricordi del tempo. Le visioni successive riportano un film monco che poco ha a che vedere con l’originale

 

satyricon di gian luigi polidoro 5

Tognazzi è divertente come Trimalcione, fra peti e rutti. Tina Aumont, che poi arriverà davvero a Fellini col Casanova, è una bellissima Circe, Carotenuto, che doveva esserci nel Satyricon “vero”, è un ottimo Eumolpo. Ma Don Backy e Franco Fabrizi sono una scelta un po’ azzardata e un po’ trash.

 

Il vero problema è che il Satyricon felliniano, che uscirà pochi mesi dopo, si rivelerà un capolavoro e allora del film di Polidoro, anche per colpa della censura che lo porterà via dalle sale per quasi un anno, non importerà più niente a nessuno. Il film viene finanziato, malamente, da Angelo Rizzoli, che «non aveva mai perdonato a Federico di averlo tradito dopo Giulietta».

 

 

satyricon di gian luigi polidoro 3

Ma tira fuori solo 380 milioni. «Non bastano neanche per i costumi», si lamentava Alfredo Bini. I guai del film cominciano subito. È subito guerra di querele tra Fellini e Bini. Ugo Tognazzi, in data 24 ottobre 1968, rivela che sarà (come da titolo di giornale) un «Trimalcione per dispetto». Dispetto a Fellini, ovviamente, al quale rimprovera di avere fatto promesse non mantenute.

 

Così, per ripicca, fa il Satyricon di Polidoro, assieme a altri ‘felliniani’ come Franco Fabrizi o altri rifiutati dal Maestro, come Mario Carotenuto. Il film, «ancor più sbrindellato di quanto avessi proposto io», spiega Sonego, «uscì sei mesi prima di quello di Fellini. Incassò 270 milioni in soli tre giorni riuscendo quasi a rientrare nei costi. La guerra legale fra Rizzoli e gli avvocati degli americani che avevano i diritti mondiali del film di Fellini fu spietata.

 

ugo tognazzi nel satyricon di gian luigi polidoro

Dopo tre settimane il nostro film, già denunciato per oscenità e sequestrato per pornografia, si beccò addirittura un’accusa di pedofilia. Sbucò un testimone a dichiarare che aveva visto Franco Fabrizi importunare un bambino. Poi gli americani diedero 300 mila dollari sull’unghia a Rizzoli e chiusero il negativo del film in un frigorifero di Los Angeles».

 

Al di là del racconto di Sonego, è vero che il film rimase bloccato un anno. E il bambino del racconto è in realtà il minore Francesco Pau, di 14 anni, nei panni di Gitone, che viene adescato dall’Ascilto di Franco Fabrizi. Più o meno come da copione, però. Il processo, e qui siamo d’accordo con Sonego e Sanguineti, stroncò la carriera di Franco Fabrizi «attore ambiguo e capovolto a cui si sarebbe potuta tagliare la battuta più censurata dal copione: Ma non vedi che è frocio?»

 

satyricon di gian luigi polidoro 2

In data 9 ottobre 1969 si legge che saranno processati il regista, lo sceneggiatore, il produttore e pure l’attrice Valerie Lagrange e il distributore Eraldo Leoni. Solo Tognazzi ne rimane fuori. Chiudo con due film di genere alla Bud&Terence ma con attori importanti, come “Arrivano Joe e Margherito”, prodotto da Carlo Ponti, diretto da Giuseppe Colizzi con Keith Carradine, Tom Skerritt, Sybil Danning, Pepe Calvo, Rai Movie alle 3, 15, che venne lanciato in America come “Run, Run, Joe” e presentato a Los Angeles al tarantiniano Cinerama Theatre (“dopo Grand Prix, 2001, La battaglia dei giganti, lo schermo gigante del Cinerama torna di nuovo vivo con…”), e “Panama Sugar” di Marcello Avallone con Scott Plank, il mitico Oliver Reed, Lucrezia Lante Della Rovere, Duilio Del Prete, Memé Perlini, Rete 4 alle 3, 25.

ugo tognazzi nel satyricon di gian luigi polidoro satyricon di gian luigi polidorosatyricon di gian luigi polidoro 1

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