la seduzione

IL DIVANO DEI GIUSTI - IL FILM PIÙ STRACULT MI SEMBRA “LA SEDUZIONE” DI FERNANDO DI LEO, UNA SPECIE DI “MALIZIA” GIRATO A CATANIA. DELLA STORIA RIMANE UN TRIANGOLO CLASSICO, UNA MADRE E UNA FIGLIA ADOLESCENTE IN COMPETIZIONE PER UN MASCHIO - LA FIGLIA È UNA JENNY TAMBURI PARTICOLARMENTE SCATENATA CHE ENTRÒ NEL FILM ALL’ULTIMO PER SOSTITUIRE ORNELLA MUTI . DI LEO RICORDAVA : “NON SONO PENTITO DELLA DISGRAZIA CHE MI SUCCESSE PERCHÉ SENNÒ ERA OVVIO CHE LA MUTI UNO SE LA VOLESSE SCOPARE E…” - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

la seduzione 4

Che vediamo oggi? Beh. Il film più stracult della serata mi sembra “La seduzione” di Fernando Di Leo, Cielo tv alle 21, 15, con Lisa Gastoni, Maurice Ronet e Jenny tambury, una specie di “Malizia” girato a Catania e tratto da un romanzo di Ercole Patti. Non lo vedo da allora. Più drammatico di “Malizia”, perché Di Leo è più interessato al melodramma siculo che a fare davvero una commedia sexy.

 

Della storia rimane un triangolo classico, una madre e una figlia adolescente in competizione per un maschio. La madre è la vedova Caterina, una Lisa Gastoni non ancora appassita, che si innamora di Giuseppe, un Maurice Ronet con la sua faccia storica e triste che torna nella sua Catania dopo un lungo soggiorno a Parigi. La figlia, Graziella, è una Jenny Tamburi particolarmente scatenata.

 

la seduzione 6

Dei tre quella che ci sembrò funzionare meglio allora era proprio la Tamburi, che entrò nel film all’ultimo momento per sostituire Ornella Muti per volontà della Gastoni. Lo stesso Di Leo lo ricordava sulle pagine di “Nocturno”: “Ma non sono pentito della disgrazia che mi successe… perché sennò era ovvio che la Muti uno se la volesse scopare e non ci sarebbe stata nessuna seduzione da parte della ragazzina al buon Ronet.

 

la seduzione 2

Quando vide Ornella, la Gastoni ebbe quello che a Roma si dice lo sturbo, mi pregò: ‘Se io devo venire a fare la bella donna e poi arriva questa ragazzetta, ho chiuso…’. Aveva ragione. Anche cinematograficamente. Bisognava prendere una ragazza meno sexy di quanto fosse la Muti, altrimenti Maurice Ronet sarebbe caduto nel peccato. Mentre giocate così, con la Tamburi, le scene di seduzione della ragazzina, poco appariscente ma con la forza dell’adolescenza, funzionarono molto meglio”.

 

la seduzione 5

Vi segnalo anche su Rai 3 alle 21, 20 il notevolissimo ”Audace colpo dei soliti ignoti” di Nanni Loy, rapidissimo sequel del capolavoro di Mario Monicelli con lo stesso cast del film precedente, Vittorio Gassman, Claudia Cardinale, Carlo Pisacane, Tiberio Murgia e l’entrata clamorosa nella serie di Nino Manfredi al posto di Marcello Mastroianni. L’idea, però, è del colpo grosso dei romani a Milano, proprio mentre gioca la Roma. Attenti che ci sono anche Gastone Moschin e la Sora Lella.

 

audace colpo dei soliti ignoti 2

Per i fan degli spaghetti western Cine 34 punta tutto su un raro film di Nando Cicero, “Professionisti per un massacro” con l’urugagio George Hilton, lo spagnolo George Martin e l’americano Edd Byrnes nei panni di  tre banditi che si sono arruolati tra i sudisti solo per poter compiere più facilmente i loro colpi. Scoperti dall’infido Tenente Logan, Milo Quesada, vengono incaricati di una missione segreta. Il recupero delle casse d’oro rubate dal maggiore Lloyd, il torvo Gerard Herter, che è alla guida di un gruppo di sudisti traditori.

johnny west il mancino

 

Violentissimo e scanzonato, vede una serie di ammazzamenti feroci, chi esplode con la dinamite, chi viene chiuso in una giara e, con la testa di fuori, serve da bersaglio per i pistoleri migliori. In questa saga dell’orrore brilla la banda di José Bodalo, chiamata dei Carniceiros. Per Hilton era “Un western sopra le righe dove ero particolarmente spietato”. A seguire Cine 34 propone “Johnny west il mancino” , primo western di Gianfranco Parolini e primo distribuito dalla Titanus di Goffredo Lombardo.

professionisti per un massacro

 

Ma c’è una certa confusione e un serio problema di casting. Il problema centrale è che Parolini mette insieme lo spaghetti americano, quello nostrano, la commedia e il dramma in un pentolone in cui neppure il suo protagonista Dick Palmer, cioè Mimmo Palmara, con cui ha fatto già molti peplum, crede troppo. Per di più ne fa un meticcio cherokee civilizzato.

 

E né Palmara né il suo personaggio sono adatti alla commedia western, soprattutto se in anticipo sui tempi. Ha dichiarato il regista: “Fu un film fatto per favorire il mio amico Mimmo Palmara... per lui m’inventai la storia di Cherokeee, un indiano civilizzato. Scrissi anche la canzone molto carina che venne cantata da Katyna Ranieri, che poi è la moglie del noto compositore Riz Ortolani”.

free state of jones

 

Sembra che in un primo tempo il film fosse tutto costruito su due fratelli un po’ maneschi chiamati Dinamite interpretati da Mimmo Palmara e Alan Steel. Fu poi Mimmo Palmara a voler portare in risalto il personaggio dell’indiano Cherokee e farne il protagonista. Lo spiega lo stesso attore: “Parolini mi aveva fatto leggere un copione che puntava su due personaggi che erano due lottatori, interpretati da me e da Alan Steel. Gli dissi che era una stronzata.

 

Ti pare che due protagonisti di un film western non fanno altro che menarsi dall’inizio alla fine? Invece, c’era un personaggio minore che era figlio di un’indiana e di un bianco e non era accettato né dai bianchi né dagli indiani che era più interessante drammaticamente”. Per un pubblico più moderno, diciamo, ci sono “Rush Hoir 3” di Brett Ratner con Jackie Chan e Chris Tucker in missione a Parigi.

rush hoir 3

 

Il cattivo è il grande Max Von Sydow e tra i personaggi francesi troviamo addirittura Roman Polanski, grande fan della serie, che non ha il nome sui titoli perché ricercato dalla polizia americana. Può interessare un pubblico più moderno anche “Free State of Jones” di Gary Ross con Matthew McConaughey come Nigel Knight, il fattore che si oppose a unirsi ai Confederati nella Guerra di Secessione americana e mantenne la propria libertà. Una storia che Gary Ross voleva dirigere prima di “Hunger Games” ma i produttori non ritennero l’argomento così forte. La 7 alle 21, 15 propone il classico “Philadelphia” di Jonathan Demme con Tom Hanks malato di aids, Antonio Banderas come il suo compagno e Denzel Washington come il narratore della storia.

 

a proposito di donne

Non vedo da quando uscì il drammone ottocentesco “L’eredità Ferramonti” diretto con grande rigore storico, almeno credo, da Mauro Bolognini, Rai Storia alle 21, 10. Ci sono Anthony Quinn come il vecchio fornaio romano arricchito Ferramonti, padrone di un tesoro che tutti i parenti vogliono, Dominiqe Sanda come la nuora avidissima pronta a tutto, Fabio Testi come sciupafemmine e Gigi proietti come pavido marito della Sanda.

 

rush hoir 3

Deve esserci un grande nudo della Sanda, se non sbaglio. In seconda serata, tra il solito film con Nicolas Cage, “Looking Glass” di Tim Hunter su Rai 4 akke 22, 55, un grande film drammatico di Spike Lee con Edward Norton, “La 25a ora”, La 7 alle 23, 30, un recente e violento western olandese col predicatore criminale, “Brimstone” di Martin Koolhoven con Guy Pearce, Dakota Fanning e Kit Harrington, Rai Movie alle 23, 55, sarei più tentato dalla grtande commedia al femminile di Herbert Ross “A proposito di donne”, Paramount alle 23, con Whoopi Goldberg, Mary Louise Parker e Drew Barrymore. Il superstracult della nottata arriva su Cine 34 alle 00, 30.

 

la 25a ora

“Chiavi in mano”, di Mariano Laurenti, remake della sua Ubalda tutta nuda e tutta calda con un cast che va da Martufello a Angela Cavagna, da Cinzia Roccaforte a Ramona Badescu, da Sergio Vastano a Roberto Da Crema, il celebre Baffo televenditore. “Un tentativo non riuscito di rifare dopo 25 anni il filone dell’Ubalda”, ammise lo stesso regista, “Ma oggi non c’è più il pubblico che gradisce il genere, non si trovano le sale e non ci sono più attori importanti”.

 

philadelphia 1

Ricordo che prima di “Chiavi in mano”, il mitico Galliano Juso, forte di una recensione di Walter Veltroni dedicata al film (ma era ironica…) cercò di convincere il produttore Luciano Martino a farne un remake dell’Ubalda diretto da Enrico Ghezzi dal titolo “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta (ri)muda e tutta (ri)calda”. Ovviamente non si fece mai. Martino si riprese il film e lo passò a Mariano Laurenti, già regista del primo film. 

 

Alle 2, 10 su Cine 34 passa un rarissimo e raffinato film di Enzo Muzii scritto assieme a Tommaso Chiaretti e a Ludovica Ripa Di Meana, “Una macchia rosa”, tutto girato a Positano, credo, con Giancarlo Giannini, Valeria Moriconi, Delia Boccardo, Orchidea De Santis. Molto erotico al tempo.

 

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Con bellissime musiche di Shawn Philipps, presente anche nel primo film di Muzii, “Come l’amore”. Come abbia fatto a comprarlo Cine 34 proprio non capisco. Rai 3, invece, propone alle 2, 45 un documenatrio di Tonino Guerra e Andrei Tarkovski, “Tempo di viaggio”  seguito dall’imperdibile “Rosabella: La storia italiana di Orson Welles”, girato nel 1993 da Ciro Giorgini e Gianfranco Giagni, viaggio nella follia wellesiana in Italia con rarissime interviste ai suoi collaboratori, come i montatori Maurizio Lucidi e Mauro Bonanni…

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