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IL DIVANO DEI GIUSTI - IL FILM DI STASERA IN CHIARO? DIREI, NELLA PRIMA SERATA, “QUO VADO?”. DOPO TUTTI I DISASTRI, LE BOMBE, I MORTI, CHE ABBIAMO VISTO IN QUESTI DUE ULTIMI MESI CI STA UN FILM COMICO DI QUESTO TIPO – ALTERNATIVE? “INSOSPETTABILI SOSPETTI”, IL REMAKE DI“VIVERE ALLA GRANDE” UN GRANDE FILM COI VECCHIETTI ARZILLI CHE RAPINANO UNA BANCA – NELLA NOTTE TORNA “THE TRUMAN SHOW” ANCORA OGGI DICE SE NON TUTTO MOLTO SULLA REALTÀ CHE VIVIAMO – I FAN DI SABINA CIUFFINI, ALLORA VALLETTA DI MIKE BONGIORNO IN TV, IMPAZZIRANNO PER LA COMMEDIA SEXY “OH MIA BELLA MATRIGNA… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

checco zalone - quo vado - il posto fisso

Il film di stasera in chiaro? Direi, nella prima serata, “Quo vado?” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Lino Banfi, Canale 5 alle 21, 20. Faceva molto ridere. E dopo tutti i disastri, le bombe, i morti, che abbiamo visto in questi due ultimi mesi ci sta un film comico di questo tipo.

 

Quando uscì fu qualcosa di più di un grande successo, visto che esordì in sala il 1° gennaio del 2016 con 7 milioni di euro il primo giorno e 7 il secondo, per arrivare a 65 alla fine delle feste di Natale. E fu subito polemica sul fatto che fosse comicità di destra o di sinistra, che al tempo si traduceva in renziana o antirenziana.

 

quo vado

La Mancuso dal “Foglio” aveva cominciato ancor prima dell’uscita del film a titolare che “Zalone fa paura alla sinistra da salotto” (mortacci!) o “Serviva Zalone per svelare il segreto di Fabio Fazio” (ari-mortacci!) o “Ha voglia Franceschini a dire che la sinistra non deve aver paura di Zalone: la fifa resta” (ari-ari-mortacci!”). Christian Raimo sull’”Internazionale” sbandierò come titolo “Critico col renzismo ma indulgente con tutto il resto. La commedia all'italiana bonaria per il ceto medio impoverito e spaventato”.

 

quo vado 2

 Poi Luca Telese, sentendo odor di antirenzismo, volò al cinema in cerca di reazioni del pubblico alla canzoncina celentenasca anti-renziana che oggi nessuno ricorda più. Ma sarò stata davvero anti-renziana? Vediamo. "La prima repubblica non si scorda mai/La prima repubblica tu cosa ne sai/ Ed i debiti pubblici si ammucchiavano come conigli Tanto poi erano cazzi dei nostri figli". Non troviamo però nel film le strofe che riguardano proprio Renzi ("Ma il Presidente è toscano e l'è un gran burlone/Ha detto scherzavo Piuttosto che il senato Mi taglio un coglione"). Pazienza.

 

checco zalone quo vado

Anche perché il chiodo fisso dei nostalgici della Prima Repubblica non riguarda certo Renzi, quanto il posto fisso. Diciamo anzi che questo graziosissimo, divertente, intelligente "Quo Vado?", scrivevo quando uscì il film, è una specie di monumento al "posto fisso". Alla domanda "che cosa vuoi fare da grande?" un Checco bambino risponde pronto "Io voglio fare il Posto Fisso".

 

quo vado?

E lo farà, visto che otterrà un posto alla Provincia, nel suo paese pugliese, alla sezione Caccia e Pesca dove per dieci anni non farà assolutamente nulla salvo timbrare permessi di caccia e pesca in cambio di quaglie, salami e altre delizie. Ma è proprio il perfido Governo Renzi che un bel giorno deciderà di tagliare le province e l'unico a rischio, perché senza handicap, senza parenti malati, senza una moglie, ha solo una fidanzata brutta che non si decide mai a sposare, è proprio lui, Checco.

 

La perfida Dottoressa Sironi (come il pittore), una favolosa Sonia Bergamasco più avvezza al teatro di Carmelo Bene e ai Bertolucci che al mondo di Zalone, gli offrirà una buonuscita di 27 mila euro se lascerà il posto. Ma Checco sa, complice il grandioso onorevole pugliese ex dc Binetti, un Lino Banfi perfetto, che il Posto Fisso è la sua vita. E non firmerà.

 

quo vado? 3

La Sironi, cattivo braccio destro di un ministrto del lavoro, Ninni Bruschetta, ancora più perfido e renzianissimo, lo tormenterà mandandolo nei peggiori posti d'italia, in Val di Susa fra i no-tav, a Lampedusa fra gli immigrati, ma Checco non mollerà mai. Finirà per mandarlo in Norvegia, a far da guardiaspalle a una ricercatrice italiana alle prese con pericolosi orsi bianchi.

 

quo vado checco zalone

E lì non solo riuscirà a ambientarsi, ma si innamorerà anche, ricambiato, della ragazza, Eleonora Giovanardi, che lo porta nella sua famiglia allargata, tre figli di tre diversi uomini. Lei gli aprirà la mente, lo costringerà a pensare in maniera più civile e meno italiana. Diventato un talebano della civiltà nordica, Checco cederà non tanto quando arriveranno i genitori pugliesi o quando si scoprirà geloso, ma quando si renderà conto, vedendo in tv il Festival di Sanremo, che Al Bano e Romina hanno riformato la coppia. E lui, in Norvegia, ha perso tutto questo. Tornerà quindi in Italia e dovrà alla fine scegliere se abbandonare o no il posto fisso tanto amato.

Doomsday – Il giorno del giudizio

 

Alternative? Su Cine 34 alle 21 l’action con virus, malati, la solita Inghilterra a pezzic, “Doomsday – Il giorno del giudizio” di Neil Marshall con Rhona Mitra, Bob Hoskins, Malcolm McDowell, Caryn Peterson, Adeola Ariyo, Emma Cleasby. Così ncosì. Tv2000 alle 21, 10 ci porta “Miracoli dal cielo” di Patricia Riggen con Jennifer Garner, Kylie Rogers, Martin Henderson, Queen Latifah, Brighton Sharbino, dove una ragazza malata può essere salvata solo da un miracolo.

morgan freeman, alan arkin, e michael caine in insospettabili sospetti

Ci siamo. Su Canale 27 alle 21, 10 il remake di un grande film coi vecchietti arzilli, “Vivere alla grande” di Martin Brest con tre star dello spettacolo americano come Art Carney, George Burns e Lee Strasberg, che diventa qui “Insospettabili sospetti”, diretto da Zach Braff con Morgan Freeman, Alan Arkin, Michael Caine, Ann-Margret, Joey King, Matt Dillon.

 

La storia la sapete. Tre vecchietti, Joe, Willie e Albert, interpretati da Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin, decidono di andarsene con classe e, visto che non hanno nulla da perdere, rapinano una banca. Lo dirige in maniera “moderna”, addolcita ma un po’ loffia Zach Braff su un buon copione di Theodore Melfi, acclamato regista di Il diritto di contare.

 

insospettabili sospetti 4

Stavolta i tre vecchietti non si mettono le maschere da Groucho Marx per rapinare la banca, che nel vecchio film era una trovata riuscita perché vedere George Burns col volto di Groucho valeva già il prezzo del biglietto, ma quelle del Rat Pack, cioè Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr.

 

Non solo. L’azione non si sposta più da New York a Las Vegas, la regia non ha più nulla della New Hollywood anni ’70, e l’idea è di farne un film di vecchi ma decisamente meno triste e duro dell’originale, anche se non possiamo non notare la scarsa mobilità della mano sinistra di Morgan Freeman.

 

morgan freeman, alan arkin, michael caine, e john ortiz in insospettabili sospetti

 Albert, il grande Alan Arkin, ha qui addirittura una fidanzata, una Ann-Margret ancora in forma, al punto che fanno pure sesso e si esibiscono in un numerino cantato niente male, mentre tra gli amici vecchietti del trio compare un Christopher Lloyd svitato ma molto divertente. Mettiamoci anche un Matt Dillon poliziotto che indaga sulla rapina. E un’America trumpiana che non sembra molto più allegra di quella della fine degli anni ’70.

 

I tre vecchietti decidono di diventare rapinatori proprio della banca che sta rapinando gli averi di Joe, Michael Caine, portandogli via la casa e tutta quello che ha. E la ditta dove hanno lavorato i tre per tanti anni, spostandosi in Vietnam per motivi fiscali, ha deciso di tagliare le pensioni ai vecchi dipendenti. Si tratta più di un esproprio proletario, insomma, come si diceva una volta, che di una vera e propria rapina.

 

the gunman

 Su Rai Movie alle 21, 10 il modesto “The Gunman”, thriller diretto da Pierre Morel con Sean Penn anche sceneggiatore e produttore, Idris Elba, Javier Bardem, Ray Winstone, Jasmine Trinca, Mark Rylance. Già vedere la nostra Jasmine Trinca fra Javier Bardem e Sean Penn dovrebbe piacerci, ma il film, è un mezzo disastro. Non che sia tanto meglio la versione cafona americana di “King Arthur” diretto da Antoine Fuqua con Clive Owen, Keira Knightley, Ivano Marescotti, Stellan Skarsgård, Stefania Garello, Canale 20 alle 21, 10.

 

Andate sul sicuro con il sempre divertente “Beverly Hills Cop”, il primo, diretto da Martin Brest con Eddie Murphy, Lisa Eilbacher, Judge Reinhold, John Ashton, Ronny Cox, Steven Berkoff. Senza scaldarsi troppo è buono pure “Il giurato”, legal thriller di Brian Gibson con Demi Moore, Alec Baldwin, Lindsay Crouse, Tony Lo Bianco, La7 Cinema alle 21, 15.

 

Mission Impossible Fallout

Italia 1 alle 21, 30 punta sul sicuro con “Mission: Impossible – Fallout”, sesta avventura della serie fracassona iniziata oltre vent’anni fa e sequel dirette del “Rogue Nation”, primo episodio diretto dallo specialista Christopher McQuerrie, con Tom Cruise, Henry Cavill, Ving Rhames, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Sean Harris.

 

In America fu primo nell’estate del 2018, senza guerre né pandemie, con 61 milioni di incasso in patria solo alla prima settimana, esordio in 36 mercati con altri 92 milioni per un totalino di 154 milioni alla faccia del budget di 178. Solo nella Corea del Sud incassò 24 milioni. Il film aveva dalla sua anche l’appoggio di tutta la critica. “Il plot è stupido, ma le scene d’azione sono terrificanti. Un capolavoro”. Su Tv8 alle 21, 30 passa il catastrofico “2012” diretto dallo specialista Roland Emmerich con John Cusack, Amanda Peet, Thandie Newton, Woody Harrelson, Danny Glover.

la scorta 1

Passiamo alla seconda serata con “La scorta”, forse il miglior film diretto da Ricky Tognazzi con Claudio Amendola, Enrico Lo Verso, un grande Carlo Cecchi, Ricky Memphis, Leo Gullotta, Cine 34 alle 23, 10. All’epoca venne visto come un grande film violento di poliziotti e mafiosi su cui puntare. Alle 23, 25 su La7 Cinema torna “The Truman Show”, film epocale di Peter Weir con un meraviglioso Jim Carrey, Laura Linney, Ed Harris, Noah Emmerich, Natascha McElhone. Divenne da subito virale, si cercò di imitare inutilmente. Ancora oggi dice se non tutto molto sulla realtà che viviamo.

 

Tv8 alle 0, 30 propone il film con i forzuti riuniti non più giovanissimi “I mercenari. The Expendables”, diretto da Sylvester Stallone con Sylvester Stallone, Mickey Rourke, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Eric Roberts. Fece parecchio colpo quando uscì. Rai Movie all’1, 20 propone il polpettone “Vento di passioni” diretto da Edward Zwick con Brad Pitt, Anthony Hopkins, Julia Ormond, Aidan Quinn.

 

gianfranco butinar in non escludo il ritorno

Iris all’1, 45 il polpettone storico “Maria di Scozia” diretto da Josie Rourke con Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn, Martin Compston, Brendan Coyle. I fan del Califfo e quelli di Stefano Calvagna trovano i loro eroi nel biopic “Non escludo il ritorno” diretto da Calvagna con Gianfranco Butinar come Franco Califano, Enzo Salvi, Michael Madsen, Nadia Rinaldi, Franco Oppini.

 

Cielo alle 2, 45 ci presenta “Colonia” diretto da Florian Gallenberger con Emma Watson, Daniel Brühl, Michael Nyqvist, Richenda Carey, Vicky Krieps, August Zirner, dove una giovane coppia europea rimane incastrata nel golpe cileno del 1973. Lui è messo in prigione e lei cercherà di farlo scappare dalla terribile Colonia Dignidad, un posto da dove nessuno è mai riuscito a evadere.

sabina ciuffini oh mia bella matrigna

Non avete idea di quanto impazzirono i tanti fan di Sabina Ciuffini, allora valletta di Mike Bongiorno in tv, a vederla recitare nella commedia sexy “Oh mia bella matrigna” di Guido Leoni con Gianfranco de Angelis, Crippy Yocard, Gloria Piedimonte, Cine 34 alle 2, 45. Qualche mese dopo l’uscita il regista Guido Leoni dichiarerà a La Stampa la sua opinione sulla protagonista: «Sabina non è riuscita a liberarsi del tutto dalle pruderie televisive e dai residui di una educazione ancora piena di tabù». Tradotto: si spogliava poco.

 

Anche secondo i miei ricordi, Sabina non mostrava granché, non si levava neanche le mutandine, per dire, ma aveva un grande ingresso sexy vestita da hippy, con treccine e slippino, nella camera di Claudio. E lui si buttava subito sulle tette di lei. Ha anche una scena sotto alla doccia, come al solito. Mostrava, però, molto di più l’altra fidanzata del ragazzo, Crippy Yocard.

 

Sui problemi che ha Sabina a spogliarsi dice ai giornali: «Per fortuna ho instauarato un rapporto paterno con il direttore delle luci (sessanta anni). I primi approcci sono stati terribili: mi sentivo ridicola. Pensate che ho già i miei complessi in spiaggia!». Il film passa qualche guaio legale lo stesso. Prima viene prima bloccato dalla prima commissione della censura, 3 marzo 1976, per uno shake ballato nudo, si diceva sulle cronache, da Sabina.

oh mia bella matrigna 2

 

Poi la stessa Ciuffini passa i guai suoi per le dichiarazioni su Il Messaggero, 28 marzo 1976, riguardo proprio a questa scena, in cui rivelava che a ballare lo shake «senza essere coperta neanche da un velo è una giovanissima», cioè la Yocard alias Cristina Amodei, che prontamente la querela. «È vero che mi mostro nuda mentre ballo in camera mia. Ma Sabina appare in scene anche più erotiche, in una appare sotto la doccia, mentre il suo ragazzo le sfila le mutandine». Dice la Amodei su un’altra testata. E poi insiste: «Lei per i suoi nudi ha preso 10 milioni, io ho accettato per la mia parte la tariffa sindacale».

costantino il grande

 

Pochi mesi dopo Crippy, celebre per i suoi spogliarelli in un tv libera milanese, si dichiarò incinta del pugile Carlos Monzon. Ma lui non lo sapeva. Su Iris alle 3, 55 passa “Costantino il grande”, polpettone diretto da Lionello De Felice con l’americano Cornel Wilde, la bellissima Belinda Lee, Massimo Serato, Fausto Tozzi, Christine Kaufmann.

 

 Wilde, “uomo squisito”, come lo ricordava Umberto Lenzi, “si trovò male con De Felice, che non conosceva una parola d’inglese, tanto che Joseph Levine, che aveva messo dei soldi sul film, dovette chiamare un dialogue couch sul set”. Umberto Lenzi che, assieme a Paolo Bianchini, fece da aiuto a De Felice sul film, ricorda il regista non particolarmente a suo agio sul set. Cresciuto alla scuola di Alessandro Blasetti, De Felice ne aveva ripreso certi eccessi da regista.

 

costantino il grande

Avrebbe voluto fare grandi movimenti di macchina e scene complesse che erano irrealizzabili con un set così complesso e pieno di comparse. Prima di girare una scena, ricorda Lenzi, attori e maestranze dovevano aspettare ore le idee fumose di De Felice. Dalle cronache del tempo, infatti, si sa che Belinda Lee ritornò infuriata a Roma dalla Jugoslavia per l’inutile fatica sprecata sul set. Tutto questo fece lievitare i costi e obbligò il produttore a rigirare anche gran parte del materiale a Roma e dintorni, soprattutto a Viterbo, sotto la regia di Mario Costa, regista più pratico e attento.

 

costantino il grande

Lenzi ricorda che il produttore, Felicioni, il direttore di produzione, Jacopo Comin, e lo stesso De Felice, erano vecchi fascisti (Comin aveva addirittura il busto del Duce in ufficio). L’arena è molto piccola e sarà utilizzata in altri péplum minori: la scelta è però giustificata in sceneggiatura da una battuta di Serato, che afferma di preferirla a quelle frequentate da troppa gente.

 

cornel wilde costantino il grande 1

Molto visibile la revisione dei dialoghi operata da Diego Fabbri, presumibilmente Per gli esterni in Jugoslavia, però, vennero non poco aiutati dall’esercito di Tito. Per la battaglia tra Costantino e Massenzio, girata nella pianura di Zagabria, ci sono ben 6000 soldati a cavalli. Perfino Ponte Milvio è ricostruito in Jugoslavia. quando si parla di fede e di cristianità. Compare, fra i tanti sceneggiatori, anche Franco Rossetti, che era un abituale “negro” della fattoria di De Concini.

 

 “Si era un esercito”, ricorda Rossetti, “Si lavorava a gruppi su parti separate del copione. Io, ad esempio, su questo film lavoravo con Guglielmo Santangelo, che era un giornalista e abitava a Corso Vittorio a Roma. De Concini non l’ho mai visto su questo film. Mi aveva portato Felicioni, che faceva da prestanome al padre, che era il vero produttore”.

catherine spaak bruciati da cocente passione

Rete 4 alle 4, 05 propone “Il camionista” diretto da Lucio Gaudino con Giorgio Tirabassi, Simona Borioni, Pippo Delbono, Elena Cotta, Nicola Nocella. Mai visto. Cine 34 alle 4, 10 propone la buffa commedia sexy diretta da Giorgio Capitani, scritta da Luciano Vincenzoni “Bruciati da cocente passione” con Jane Birkin, Aldo Maccione, Cochi Ponzoni, Catherine Spaak, Daniele Formica..

 

Molto piacevole, non ebbe forse il grande successo sperato, ma i toni erano meno agguerriti di altri film simili. L’idea è quella di una specie di doppio Strano incontro alla Romanzo popolare. Ma senza drammaticità. Tutto molto leggero. Trionfo, allora, di Catherine Spaak, e della bellissima Jane Birkin che nello stesso tempo appariva in “Je t’aime, moi non plus” diretta dal marito Serge Gainsbourg.

 

Catherine Spaak, intervistata sul Corriere della Sera, 14 settembre 1976, dice invece di essere uscita da un momento difficile grazie al film: «Sono stata due anni senza lavorare, perché ero in crisi. Avevo bisogno di pensare. È stata l’esperienza teatrale che mi ha dato consapevolezza della mia inadeguata preparazione, dell’insufficienza del mio bagaglio di studio. [...] Per questo mi era presa una gran paura e quando Capitani mi ha chiamato, in un primo momento ho rifiutato, poi ci ho ripensato e sono rimasta molto soddisfatta. Avevo perso la sicurezza. Ora l’ho ritrovata.

 

bruciati da cocente passione 3

Tutto quello che ho fatto per dar vita al personaggio l’ho costruito dall’inizio alla fine. Non c’è nulla di autobiografico. Non voglio più fare me stessa come avveniva un tempo, voglio fare finalmente l’attrice, l’attrice vera». Per l’occasione, si legge sul Corriere d'informazione, si spoglierà pure. Per la prima volta. «Non sono una puritana. Non dico il seno no, il pelo no, la chiappa no. Ma deve avere un senso, non solo per compiacere i segaioli dei cinema di provincia. Nel film di Capitani lo faccio in maniera comica. È uno spogliarello accelerato. Molto divertente. Non è solo un pretesto gratuito per compiacere il produttore».

 

il leone di san marco

Chiudo con “Il leone di San Marco” di Luigi Capuano con Gordon Scott, Rik Battaglia, Gianna Maria Canale, Franca Bettoja, Rai Movie alle 5. Gran lavoro dei nostri stunt più famosi, Franco Fantasia e Attilio Severini. Chi se lo ricorda più…

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