la nipote

IL DIVANO DEI GIUSTI - SIETE ANCORA IN ATTESA DELLA CONTA DEI VOTI DI BIDEN? PER VOI C'È ''GETTYSBURG'' IN PRIMA SERATA. MA PER I FAN DELLA COMMEDIA SEXY ALLA STESSA ORA PASSA “LA NIPOTE”, ORFANELLA CHE NEGLI ANNI ’50 VA A VIVERE NELLA VILLA PALLADIANA DELLO ZIO. AHI! LUI È IL SOLITO SPORCACCIONE, LA MOGLIE PURE PEGGIO, IL FIGLIO UN GUARDONE. LEI PORTERÀ LO SCOMPIGLIO NELLA COMPAGNIA DI DEPRAVATI. GRANDE SUCCESSO DEL TEMPO - GODARD E LOZNITSA PER I CINEFILI

 

VIDEO - L'INSEGUIMENTO DELLE MINI IN ''THE ITALIAN JOB''

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Il divano dei Giusti 7 novembre

 

Siete ancora in attesa della conta dei voti di Biden e Trump? Avete già visto le attesissime prime due puntate di “Romulus”? E “Suburra”? Io, in attesa dei risultati americani, mi sono rivisto “JFK” di Oliver Stone su Sky, ma mi sono addormentato a metà film sul divano. Diciamo che è un po’ verboso. Meglio forse fare un ripasso di storia americana su La7 alle 21,15 con “Gettysburg”, filmone storico per la tv ma molto ben fatto di 4 ore diretto Ronald F. Maxwell con Tom Berenger, Martin Sheen, Sam Elliott.

 

Venne visto al tempo da 23 milioni di americani. Magari è più divertente, ma ha una fama pessima, “The Women” su Rai Movie alle 21, 10, stroncatissimo ma cultissimo remake del celebre film di George Cukor interpretato solo da donne, qui in versione 2008 diretto da Diane English con un cast che va da Meg Ryan a Annette Bening, da Carrie Fisher a Eva Mendes, da Candice Bergen a Jada Pinkett. Diane English non ha più girato un film da allora.

la nipote

 

Per i fan della commedia sexy vedo che su Cielo alle 21, 15 passa “La nipote” di Nello Rosati con Francesca Muzio, orfanella che negli anni ’50 va a vivere nella villa palladiana dello zio Luigi. Ahi! Lui,  lo zio, Daniele Vargas, è il solito sporcaccione, la moglie Kiki, Annie Karol Edel, pure peggio, il figlio è un guardone. Lei porterà lo scompiglio nella compagnia di depravati. Grande successo del tempo.

 

Con un cast più o meno di sconosciuti, incassa la bellezza di 1 miliardo 62 milioni nella stagione 74-75 e lancia Rossati come regista di commedie sexy. Orchidea De Santis, che nel film ha una grande scena di seduzione del ragazzo, mostrandosi china mentre insapona i panni e lui dovrebbe studiare, “Come deve essere istruito, lei!”, parla bene del film.

 

la nipote

“Lo considero un ottimo film, una perla della mia carriera, perché pur essendo un film minore, realizzato con pochi mezzi, è stato comunque diretto con cura e professionalità. (..) Ricordo bene gli sforzi del vecchio Armando Bertuccioli per non farci dormire sotto i ponti. Un personaggio incredibile. Era quasi sempre senza una lira eppure riusciva, con pochissimo, a portare a termine un film” (“Amarcord”). Non male neanche Vargas che guarda la nipotina sulla scala nella tipica sequenza alla Malizia.

 

Magari è un po’ più interessante il coltissimo “Gemma Bovery” di Anne Fontaine con la bellissima Gemma Aterton e Fabrice Luchini, Rai Movie alle 23, 05, tratto dalla graphic novel di Posy Simmonds e sorta di raffinata rilettura del celebre romanzo di Gustave Flaubert con un panettiere, Luchini, che in Normandia rivede nell’inglese Gemma Bovery e nei suoi amori la stessa storia e le stesse passioni di Madame Bovary. Ottimo per il pubblico femminile, direi.

 

Era un film di grande culto internazionale “Un colpo all’italiana” o “The Italian’s Job” di Peter Collinson, La 7 alle 23, 30, con Michael Caine, Noel Coward, Benny Hill, strepitosa rapina in quel di Torino operata da un gruppo di ladri inglesi sulle Mini Morris che gareggiano con le Fiat per le strade italiane. Un film che fece epoca da subito nel 1969 e che è stato più volte imitato. Ma è difficile ricostruire il sapore d’epoca e il culto delle auto del tempo.

 

the italian job

Per i più cinefili vedo che stasera Rai Tre a tarda notte ha preparato un interessante piattino, “Le livre d’image” di Jean-Luc Godard alle 2 e l’ancor più raro e di culto “Austerlitz” di Sergej Loznitsa alle 5, 40, ispirato in qualche modo al romanzo di Winfried G. Sebald. Sul film di Godard, che vedemmo a Cannes nel 2018 tra le lacrime, scrivevo che ci appariva proprio come il film che segnava la fine del cinema. Altro che il Covid.

 

Scrivevo: Qualcuno si emoziona quando parte un celebre dialogo da Johnny Guitar. "Dimmi una bugia… dimmi che per tutti questi anni mi hai amato". Lo conosciamo a mente, certo. E una scena così va bene anche interrotta con un'immagine nera, non chiusa. Va bene anche se seguito, con un montaggio ironico da un'altra battuta, stavolta godardiana che si unisce bene. Nessuno come Godard sa giocare con le immagini, i dialoghi, toglie, aggiunge, ferma, torna indietro. La scena dei partigiani uccisi nel Po di Paisà di Rossellini è unita a un video simile dell’Isis. Lo stesso orrore.

the italian job

 

A una dotta discussione sull’immagine e il mondo arabo e il cristianesimo (“Il Cristianesimo è la morte dell’immagine”). Curioso poi che proprio nell'anno delle battaglie di Cannes contro i critici da Twitter, che dovrebbero essere distrutti dalla visione in contemporanea dei film pubblico-critica, Godard, in questo magnifico studio-funerale dedicato all'immagine e al suo rapporto con la parola rispetto al cinema e alla nostra percezione, dopo quelli dedicati al Socialismo e al linguaggio, arrivi proprio a stupirci, a toccarci con un film che gioca proprio sul tempo, sulla persistenza dell'immagine nel nostro linguaggio e sulla sua riproposizione continua.

 

“Austerlitz” di Sergej Lotsnitsa, altro film che vi consiglio di vedere o registrare è una sorta di candid camera che riprende, senza trucchi, i turisti di mezzo mondo di oggi che vanno a vedere i campi di sterminio nazisti. I loro sguardi privi di interesse, la voglia di fotografare tutto e niente, la massa di selfie inutili. Ispirato ma solo teoricamente al capolavoro omonimo di Sebald, un libro fondamentale sul 900, non è una specie di Vacanze intelligenti di Alberto Sordi per cinéphiles, coi turisti scemi che si fanno i selfie. Anche se lo sguardo del regista, spesso, è molto ironico e i turisti, tutti vestiti uguali, fanno ridere.

the italian job

 

“Austerlitz”, che forse qualcuno metterà erroneamente tra i film dedicati allo Shoah, è una delle opere più importanti e  moralmente rigorose che si siano viste in questi ultimi anni e traduce dal capolavoro di Sebald due idee fondamentali. La perdita della memoria del 900, che il protagonista del romanzo, appunto Austerlitz, cerca di rincorrere in mezza Europa. E la ricostruzione delle immagini. Nel romanzo Austerlitz, il protagonista del romanzo, che si chiama proprio Austerlitz, scopre il volto della madre facendosi proiettare a ralenti l'unico filmato mai girato dalla propaganda nazista a Theresin.

the italian job 2

 

Lotzintza prende queste idee e le ribalta oggi a Auschwitz. In bianco e nero, a macchina rigorosamente fissa, filmando il flusso di una massa incredibile di turisti che guarda e fotografa distrattamente la memoria del campo di concentramento. Si fanno selfie con la scritta "Il lavoro rende liberi", entrano e escono dai forni. Stiamo perdendo la memoria del 900 e ogni rigore morale affogata nella moltiplicazione infernale delle immagini.

austerlitzloznitsa

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....