il divano dei giusti

IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? MI RIVEDREI SU CANALE 20 “MATRIX”, IL CAPOLAVORO DI ANDY WACHOWSKI E LARRY WACHOWSKI CON KEANU REEVES. OPPURE PUNTIAMO SULL’HORROR CON “FINAL DESTINATION” SU MEDIASET ITALIA 2 – LA7 CINEMA RIPROPONE “TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE” CON ROBERT REDFORD, DUSTIN HOFFMAN – IN SECONDA SERATA SPUNTA IL TRASHISSIMO E STRACULTISSIMO “BOX OFFICE 3D. IL FILM DEI FILM” DIRETTO DA EZIO GREGGIO: VOLEVA ESSERE PARODIA DI QUALSIASI GENERE. UNA SORTA DI “SCARY MOVIE”. VENNE INCREDIBILMENTE PRESENTATO A VENEZIA – NELLA NOTTE PASSA “UN MAGNIFICO CEFFO DA GALERA” GIRATO DA KIRK DOUGLAS…

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Final Destination

Che vediamo stasera? Puntiamo sull’horror con “Final Destination” di James Wong con Devon Sawa, Ali Larter, Kerr Smith, Kristen Cloke, Daniel Roebuck, Mediaset Italia 2 alle 21. Non male lo war movie con un sergente americano e il suo interprete in Afghanistan, “The Covenant”, diretto da Guy Ritchie con Jake Gyllenhaal, Dar Salim, Emily Beecham, Antony Starr, Jonny Lee Miller.

 

Francamente mi rivedrei su Canale 20 alle 21, 10, “Matrix”, capolavoro di Andy Wachowski e Larry Wachowski con Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving.

 

 

carrie ann moss keanu reeves matrix

Era piuttosto buono anche il primo film da regista di Jodie Foster, “Il mio piccolo genio” con Jodie Foster, Dianne Wiest, Adam Hann-Byrd, Harry Connick jr., Tv2000 alle 21,10.

 

 Su Canale 27 alle 21,10 trovate il riuscito “Le ragazze di Wall Street” o “Hustlers”, tutto al femminile, diretto da Lorene Scafaria con Constance Wu, Jennifer Lopez, Julia Stiles, Keke Palmer, Lili Reinhart, Cardi B, Lizzo.

 

La7 Cinema replica subito, alle 21,15, “Tutti gli uomini del Presidente” di  Alan J. Pakula con Robert Redford, Dustin Hoffman, Martin Balsam. E Cielo alle 21, 20 replica subito anche “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente”, primo film di Bruce Lee da regista con Bruce Lee, Nora Miao, Chuck Norris, Malisa Longo, George Wall.

 

Rai2 alle 21,20 passa il thriller “Girl in the Attic” di David Weaver con Sophia Carriere, Keenan Tracey, Jean Louisa Kelly, John Cassini, Beth Fotheringham. Meglio, decisamente, il catastrofico “Dante's Peak”, ben diretto da Roger Donaldson con Pierce Brosnan, Linda Hamilton, Jamie Reneé Smith, Jeremy Foley.

 

keanu reeves matrix

Passiamo alla seconda serata dove, in un mare di repliche, spunta il trashissimo e stracultissimo “Box Office 3D. Il film dei film”, diretto da Ezio Greggio con Ezio Greggio, Gigi Proietti, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Giorgia Wurth, Anna Falchi. Un film a episodi che voleva essere parodia di qualsiasi genere. Una sorta di “Scary Movie”. Venne incredibilmente presentato a Venezia, in Sala Grande un giorno prima dell’apertura della Mostra, alla presenza di Paolo Baratta, presidente, e di Marco Muller, direttore per l’ultima volta.

 

 

le ragazze di wall street – business is business

Non che non avessimo visto negli anni di peggio, o di molto peggio, a cominciare da molti film di Citto Maselli, un paio di Bevilacqua, l'omnia quasi completa di Elisabetta Sgarbi. E poi, cosa è questo razzismo sul cinema comico italiano? Così eravamo tutti contenti di vedere un film comico con gli occhialini del 3D con Baratta, Greggio e Muller seduti l’uno accanto all’altro.

 

Solo che dopo un'ora di proiezione, alla vista dello sketch "Viagratar", parodia di "Avatar"' partì un moralistico "vergogna!". I fan di Greggio applaudivano alla fine di ogni episodio, quasi tutti ispirati a film di successo, da "Il Codice Da Vinci" a "Harry Potter", ma davvero nessuno rideva alle battute del professor Strong chiamato Stronz, ai giochi di parole tra Fibonacci e Li Mortacci, tra accolita e colica. Un disastro.

 

le ragazze di wall street – business is business 6

I pochi vecchi critici erano quasi atterriti, ma non proferivano parole. Lo spettacolo era davvero gigantesco. Grande provocazione mulleriana.

 

Eppure Greggio ha gusto, si muove agilmente tra un’estetica alla Giorgio Simonelli e una alla Mel Brooks, riempie i suoi film di vecchi gloriosi comici minori, come Gianni Zullo dei Brutos nei suoi film precedenti e qui un vecchissimo ma glorioso Ric che si presenta come 007 col pannolone o il napoletano Sergio Solli come "Q".

 

tutti gli uomini del presidente

Ma al cinema non ha ritmo. Incredibile. Il cast, composto da un manipolo di eroi del cinema comico degli ultimi anni, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Biagio Izzo, Giani Fantoni, con illustri comparsate come Gigi Poietti, Gina Lollobrigida, Luca Giurato e Cesara Bonamici, faceva quel che poteva per salvare un film quasi insalvabile. Tra gli episodi più riusciti ricordo uno Zorro con Biagio Izzo e Erry Fotter con Greggio, Fassari e Proietti. Bisogna ricuperarlo.

 

La5 alle 23,30 propone la commedia “Un paradiso per due” di tal Pier Belloni con Vanessa Incontrada, Giampaolo Morelli, Laura Esquivel, Gaston Soffritti, Ricky Memphis. Boh?

 

 

box office 3d. il film dei film 4

La7 Cinema alle 23,45 passa invece “Sesso & potere” commedia drammatica di Barry Levinson con Dustin Hoffman, Robert De Niro, Anne Heche, Denis Leary, Woody Harrelson. Italia 1 alle 0, 35 passa la commedia gay friendly “Io vi dichiaro marito e… marito” di Dennis Dugan con Adam Sandler, Kevin James, Jessica Biel, Dan Aykroyd, Ving Rhames.

 

Rai 2 alle 0,35 propone il primo film da regista di Marco Martani, socio storico di Fausto Brizzi alla sceneggiatura. Questo è un noir alla Di Leo con Nicolas Vaporidis, Giorgio Faletti, Carolina Crescentini, Dario Cassini, Matteo Urzia. Doveva essere il risveglio del poliziesco in Italia. Fu un flop. Peccato.

box office 3d. il film dei film 3

 

 La7 Cinema all’1,35 passa “Rappresaglia”, ricco film diretto dal greco George P. Cosmatos sull’attentato di Via Rasella tratto dal libro di Robert Katz con Richard Burton, Marcello Mastroianni, Leo McKern, Renzo Montagnani, Anthony Steel, Peter Vaughan, Duilio Del Prete, Delia Boccardo e Guidarino Guidi. Collaborò alla sceneggiatura l’artista Fabio Mauri.

 

Rete 4 alle 2,20 propone l’avventuroso girato in Kenya “6.000 km di paura” o “Safari Rally” diretto da Bitto Albertini con Joe Dallesandro strafattissimo, Eleonora Giorgi, Marcel Bozzuffi, Olga Bisera. Mai visto.

 

box office 3d. il film dei film 2

Cine 34 alle 2,20 propone “4 marmittoni alle grandi manovre” di Franco Martinelli alias Marino Girolami con Gianfranco D'Angelo, Sergio Leonardi, Gianni Agus, Lino Banfi, Alida Chelli, Tony Ucci. Carino, Rai Movie alle 2,45, “Cyrano e D'Artagnan”, tardissimo film di Abel Gance con José Ferrer come Curano e Jean-Pierre Cassel come D’Artagnant, Sylva Koscina, Daliah Lavi, Philippe Noiret e Polidor, che aveva conosciuto Abel Gance ai tempi del muto.

 

Piuttosto interessante “Un magnifico ceffo da galera” o “Scalawag”, cioè “L’isola del tesoro” come la volle girare Kirk Douglas, che fa a modo suo il vecchio Long John Silver, Mark Lester il ragazzino protagonista, Neville Brand ben due pirati gemelli, George Eastman, Don Stroud, Lesley-Anne Down, Danny De Vito, Iris alle 3,05.

 

box office 3d. il film dei film 3

Visto che ci mette i soldi, Kirk caccia tutti e mette la moglie Anne alla produzione, i figli, tranne Michael, ovunque, riscrive la sceneggiatura di Albert Maltz lui stesso con Albert Sidney Fleischman. Il film doveva essere diretto da Irvin Kershner come “Scalawag”, ma aveva una storia diversa, «un sudista bianco agisce da repubblicano durante il periodo della ricostruzione dopo la guerra civile».

 

Come sia diventato L’isola del tesoro non è chiaro. Alla fine, nelle parole di Kirk Douglas «È una versione di 'Treasure Island' ambientata nel vecchio West a cavallo. C'è l'avventura, la violenza e c'è il romanticismo: una ragazza canta una canzone romantica mentre sogna un bel ragazzo. Sì, è vecchio stile, ma è quello che mi piaceva da bambino. Immagino di non aver perso né il mio amore per il romanticismo né il mio senso di innocenza».

 

un magnifico ceffo da galera

 A tardissima notte partono titoli ancora più rari. Come una vecchissima spy story come “La guerra segreta”, Rete 4 alle 3, 50, cotruito su tre episodi, diretti da altrettanti registi di buon livello, il nostro Carlo Lizzani, il francese Christian-Jacque e Terence Young pre-Thunderball, con protagonisti diversi, Vittorio Gassman, Henry Fonda e Bourvil, uniti dalla voce e dalla presenza di Robert Ryan, per raccontare come era realmente il mondo delle spie nei primi anni ’60.

 

Non male, ma nessuno degli episodi ha la forza dei primi 007 e neppure un po’ della follia dei primi 007 all’italiana. Alla fine il pubblico rimase freddo rispetto a quello che era soprattutto un film di coproduzione pensato però per il pubblico americano. Nell’episodio italiano, diretto da Carlo Lizzani, Vittorio Gassman è l’agente italiano, tal Perego, alle prese con uno scienziato rapito inventore di una formula segreta per la benzina degli aerei. Americani e comunisti cercano di arrivare alla formula in un clima di scontento per ogni causa.

 

colpo rovente 4

Nel secondo, diretto da Christian-Jacque, il nostro 007 è il comico francese Bourvil, che dichiara da subito di non essere James Bond a Annie Girardot: “Io non sono James Bond e tu non sei Pussy Galore”. Alle prese con situazioni di spionaggio classico Bourvil ha la grazia di affrontare tutto con realismo e un po’ di ironia. Nel terzo episodio, quello diretto da Terence Young, e ritenuto da quasi tutta la critica il migliore, Henry Fonda è una spia dormiente a Berlino Est.

 

Ancor più stracult “Colpo rovente”, opera prima e unica di Pietro Zuffi, già celebre scenografo, scritto da Ennio Flaiano, prodotto da Roberto Loyola, con Michael Reardon, Barbara Bouchet supernuda appena arrivata dall’America, Carmelo Bene doppiato da Ferruccio Amendola in un ruolo assurdo, David Groh, Isa Miranda, ma ci sono anche Margaret Lee e Helen Mirren. Pieno di nudi frontali femminili.

 

colpo rovente 3

La lavorazione, nel ricordo del suo produttore esecutivo, Angelo Jacono, ma vedo che ci lavorò anche Valerio De Paolis, fu un disastro. Si girò dieci volte quello che serviva e il film era praticamente immontabile. Franco Arcalli riuscì a salvare il salvabile, e dire che la fotografia era di Pasqualino De Santis, le musiche di Piero Piccioni, era cioè una produzione ricca.

 

Lo feci vedere nella rassegna “Italian Kings of B’s” a Venezia. E non riuscimmo, allora, neanche con le forze della Fenice, a ritrovare Zuffi, morto due anni dopo, nel 2006. Passa su Iris alle 4, 45. Chiudo con “Scherzi da prete” di Pier Francesco Pingitore con Pippo Franco, Lino Toffolo, Cochi Ponzoni, Oreste Lionello, Bombolo, Cine 34 alle 5,20.

colpo rovente 2Final Destination

Ultimi Dagoreport

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…