divano dei giusti

IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? SU RAI TRE PASSA “LOVE AFFAIR”, COMMEDIA SENTIMENTALE CON WARREN BEATTY E ANNETTE BENING CHE FANNO GLI INNAMORATI CHE TRADISCONO I LORO PARTNER – LA7 CINEMA PROPONE UN GRANDE FILM DI GUERRA DI OLIVER STONE, “PLATOON” – SU IRIS TROVATE L’OTTIMO “POTERE ASSOLUTO” DI CLINT EASTWOOD CON GENE HACKMAN NEI PANNI DI UN PRESIDENTE AMERICANO PIÙ CATTIVO DI TRUMP – IN SECONDA SERATA C’È “ROBA DA RICCHI”: STREPITOSO L’EPISODIO DI LAURA ANTONELLI CAFONISSIMA BARESE ARRICCHITA SPOSATA AL RE DELL’ORECCHIETTA LINO BANFI, CHE SI INNAMORA DI MAURIZIO MICHELI… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Love Affair

Che vediamo stasera? Beh, in chiaro vedo che passa su Rai Tre alle 21,25 “Love Affair”, che non è solo una commedia sentimentale diretta nel 1994 da Glenn Gordon Caron con Warren Beatty e Annette Bening che fanno gli innamorati che tradiscono i loro partner, Katharine Hepburn nel suo ultimo film in assoluto, Garry Shandling, Pierce Brosnan, Brenda Vaccaro, Kate Capshaw e Peter Mazursky.

 

Ma è il remake di due commedie capolavoro di Leo McCarey, “Love Affair” con Charles Boyer e Irene Dunne del 1939 e la più recente versione a colori in Cinemascope “An Affair to Remember” del 1957 con Cary Grant e Deborah Kerr.

 

Love Affair

Gli sceneggiatori dei due primi film erano Delmer Daves, Mildred Cram e Donald Ogden Stewart, che vinse un Oscar nel 1941 per “Scandalo a Filadelfia” e venne costretto dal maccartismo a scappare in Inghilterra. Script doctor di questa versione del 1994 con una coppia celebre di Hollywood, fu addirittura Carrie Fisher.

 

Leggo che per la prima volta in assoluto sentiremo Katharine Hepburn pronunciare la parola “fuck”. Warren Beatty ci mise tutta la sua grazia per convincerla a tornare a recitare.

 

 

adam driver in ferrari

Rai Due alle 21,20 propone un altro film piuttosto forte, anche se non del tutto riuscito, almeno per me, “Ferrari”, diretto da Michael Mann con Shailene Woodley, Adam Driver, Penélope Cruz, Sarah Gadon, Patrick Dempsey. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì. Brumm… Brumm…

 

Non arricciate troppo il naso rispetto al “Ferrari” diretto da Michael Mann, ricostruito da una vecchia sceneggiatura di Troy Kennedy Martin (“The Italian Job”, “Danko”), pensata per la regia di Sydney Pollack, e infatti ai due autori scomparsi una decina d’anni fa è dedicato non a caso il film, perché anche se non siamo a livello di “Heat” e si sente che il biopic, inoltre un biopic su un genio dell’ingegneria automobilistica e delle corse italiano, anzi modenese, non è il piatto preferito del regista americano.

 

ferrari di michael mann 7

E che, probabilmente, il Sidney Pollack di “Un attimo una vita” sarebbe stato decisamente più a suo agio con questa storia. Come forse lo sarebbero stati come Enzo Ferrari sia Christian Bale che Hugh Jackman, le prime scelte di una decina d’anni fa.

 

Ma Michael Mann porta comunque a casa un film solido e assolutamente funzionale. Rispettando il codice ferrariano (ma era anche il codice di Argan…) “Quando una cosa funziona è anche bella esteticamente”. E il decisamente troppo alto e troppo americano Adam Driver ha solo il nome adatto all’operazione, truccato da commendatore italiano coi capelli bianchi sembra pronto per il biopic su Giovanni Malagò, ha comunque modo di rifarsi con tre-quattro scene di grande e fine recitazione.

 

ferrari di michael mann 5

Soprattutto quando ragiona sul costruirsi un muro di difesa a protezione della sua passione mortale per le auto da corsa con tutti i rischi che questo può comportare su famiglie e bambini, e quando deve affrontare l’erinni Penelope Cruz, troppo incazzosa e incazzata come moglie-partner-socia che non riesce a sopportare né i tradimenti del marito, il fatto che le sia malamente morto l’unico figlio e erede del patron e la scoperta che esista un altro figlio erede della dinastia Ferrari, avuto dall’amante Lina Lardi, interpretata da Shailene Woodley.

 

ferrari di michael mann 3

Certo, direte che come Ferrari e signora avremmo visto meglio un Gino Cervi per non dire un Favino truccato che parla in modenese e una Serena Grandi in versione massaia, ma quello che vediamo è un film hollywoodiano, parlato in inglese che deve essere visto in tutto il mondo. E allora vanno bene anche Adam Driver e Penelope Cruz.

 

E Michael Mann è decisamente più in forma, oggi, di un Ridley Scott, che è scivolato nel ridicolo con il suo caso Getty. E sfodera tutta la sua grinta sia nel colpo di pistola che Penelope Cruz spara al marito traditore a inizio film (non ce lo aspettavamo, no?) sia nella strepitosa costruzione delle Mille Miglia e dell’incidente di Guidizzolo che non ricordavo proprio più.

 

sul set di platoon

Ma, e qui penso che il disegno di tutto il film si capisca meglio e che debba più al genio cinematografico di Michael Mann che alla sceneggiatura, nello strutturare tutta la storia del personaggio nel 1957, nel momento umanamente importante della scoperta del figlio e di un’altra famiglia da parte della moglie, assieme alla unione con la Fiat di Gianni Agnelli, interpretato da Tommaso Basili, per la costruzione delle Ferrari da vendere, cosa che lo salverà dalla bancarotta, e alla preparazione della Mille Miglia del 1957, con lo scontro con le auto della Maserati e la vittoria di Piero Taruffi, qui interpretato da Patrick Dempsey, e la tragica fine del pilota Alfonso de Portago,  interpretato dal brasiliano Gabriel Leone, allora fidanzato con la bella attrice messicana Linda Christian, interpretato da Sarah Gadon, che vedrà morire l’anno dopo anche il suo precedente e storico marito, Tyrone Power.

 

Pur con tutta questa carne al fuoco, Mann riesce a costruire un racconto che non molla mai lo spettatore in uno spettacolo che non è mai solo artigianato, ma diventa, pur se solo a tratti, grande cinema. Come dimostra la scena clou dell’incidente.

 

 

locandina platoon

La7 Cinema alle 21,15 propone un grande film di guerra di Oliver Stone, “Platoon” con Charlie Sheen, Tom Berenger, Willem Dafoe, Forest Whitaker, Kevin Dillon e Johnny Depp. Quando uscì, nel 1989, i film di guerra sul Vietnam sembravano finiti. E invece vinse ben quattro Oscar, miglior film, migliore regia, suono e montaggio. Non vinsero, ma vennero candidato sia Tom Berenger che Willem Dafoe, bravissimi.

 

Leggo che Stone scrisse il primo trattamento del film nel 1971 e lo mandò a Jim Morrison sperando di averlo protagonista. Quando arrivò il copione era già morto. Oliver Stone divenne l’unico veterano del Vietnam a aver diretto un film sulla guerra che aveva combattuto.

 

Su Canale 20 alle 21,10 trovate il divertente e fracassone “Bullet Train” di David Leitch con Brad Pitt, Sandra Bullock, Michael Shannon, Joey King, Aaron Taylor-Johnson, Zazie Beetz. Io rimasi deluso, mi sembrò una baracconata dove Brad Pitt e una serie infinita di killer cercano di uccidersi sul treno che da Tokyo arriva a Kyoto.

 

 

kevin dillon in platoon

Malgrado la ricchezza dei mezzi e il fascino del treno stesso e dei paesaggi giapponesi. Un pizzico di Tarantino, un pizzico di “Train to Busan”, questo “Bullet Train” alla fine non va da nessuna parte, malgrado il grande cast, Aaron Taylor-Johnson e Brian Tyree Henry con Tangerine e Lemon, Michael Shannon come “La morte bianca”, Zazie Beets come “The Hornet”, le apparizioni di Sandra Bullock, Channing Tatum, Ryan Reynolds. Ma le battute che dovrebbero fare ridere non mi fanno mai ridere e tutto questo fracasso non mi piace. Detto questo si vede.

 

Alternative? Su Cine 34 alle 21 la commedia “Casa mia casa mia…” di Neri Parenti con Renato Pozzetto, Paola Onofri, Athina Cenci, Alberto Capone, Gianfranco Agus. Su Mediasaet Italia 2 alle 21,05 il remake del capolavoro di George A. Romero “La città verrà distrutta all’alba” diretto da Breck Eisner con Timothy Olyphant, Radha Mitchell, Joe Anderson, Danielle Panabaker, Christie Lynn Smith.

 

 

bullet train

Ho un ottimo ricordo di “Il ponte di Remagen” diretto da John Guillermin con George Segal, Ben Gazzara, Robert Vaughn, E.G.Marshall, Bradford Dillman, Peter Van Eyck, Anna Gael, Hans Christian Blech, Bo Hopkins, Rai Movie alle 2110. Fu un film pieno di problemi di lavorazione, anche perché si pensò bene di girarlo in Cecoslovacchia per risparmiare, quando inaspettatamente per la produzione i russi invasero il paese e cacciarono Dubcek.

 

Il cast si salvò con l’arrivo di 28 taxi. Il ponte venne ricostruito a Castelgandolfo e il film venne completato tra l’Italia e la Germania. Detto questo era ridicolo l’anno della sconfitta in Vietnam parlare della guerra del 1945.

 

bullet train 1

Tv2000 alle 21,10 passa una recente versione di “La guerra dei bottoni”, diretta da Christophe Barratier con Laetitia Casta, Guillaume Canet, Kad Merad, Gérard Jugnot, Jean Texier. Su Canale 27 alle 21,15 trovate l’action comedy pieno di animali feroci “Due nel mirino” diretto da John Badham con Mel Gibson, Goldie Hawn, David Carradine, Bill Duke, Stephen Tobolowsky, Joan Severance, Jeff Corey. Era stato pensato come un film per la coppia Kurt Russell – Goldie Hawn, ma Kurt Russell doveva girare “Tango&Cash”, quindi venne chiamato Mel Gibson.

 

 

gene hackman - potere assoluto

Su Iris alle 21,15 trovate l’ottimo “Potere assoluto” di Clint Eastwood con Gene Hackman nei panni di un presidente americano più cattivo di Trump, Clint Eastwood, Laura Linney, Scott Glenn, E.G. Marshall, Ed Harris.

 

Su Cielo alle 21,20 passa “La ragazza dall’orecchino di perle” diretto da Peter Webber, tratto dal romanzo di grande successo di Tracy Chevalier con Colin Firth, Scarlett Johansson, Tom Wilkinson, Judy Parfitt, Cillian Murphy.

 

clint eastwood potere assoluto

Italia 1 alle 21,25 propone “Harry Potter e i doni della morte” di David Yates con Daniel Radcliffe, Ralph Fiennes, Emma Watson, Alan Rickman, Helena Bonham Carter, Italia 1 alle 21,25.

 

Passiamo alla seconda serata con “Roba da ricchi”, commedia diretta da Sergio Corbucci con episodi scritti da Gianni Romoli e Bernardino Zapponi e una serie di star del tempo come Pozzetto-Villaggio-Banfi assieme a Laura Antonelli, Serena Grandi, alla nuova venuta Francesca Dellera e a una giovanissima Claudia Gerini, Cine 34 alle 23.

 

 

roba da ricchi

Strepitoso l’episodio di Laura Antonelli cafonissima barese arricchita sposata al re dell’orecchietta Lino Banfi che si innamora di Maurizio Micheli. Il pranzo dei baresi cafoni sulla Costa Azzurra vale tutto il film.

 

La7 Cinema alle 23,30 passa il thriller erotico “Perfect Stranger” di James Foley con Halle Berry, Bruce Willis, Giovanni Ribisi, Gary Dourdan. Cielo all’1,15 propone il catastrofico “13 minuti” di Lindsay Gossling con Thora Birch, Amy Smart, Anne Heche, Paz Vega, Sofia Vassilieva.

 

roba da ricchi 4

La7 Cinema all’1,30 passa uno dei miei film preferiti di Oliver Stone, lo sportivo “Ogni maledetta domenica”, storia di un allenatore di rugby con Al Pacino in forma spettacolare, Jamie Foxx, Cameron Diaz, Dennis Quaid, James Woods. Montaggio incredibile che si perderà un po’ in tv.

 

Su Rai2 all’1,40 rimaniamo in tema sport. On la commedia sarda “L’arbitro” diretto da Paolo Zucca con Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Francesco Pannofino, Alessio Di Clemente e Benito Urgu se non ricordo male. Faceva piuttosto ridere. Iris alle 2,10 propone il Nixon di Oliver Stone, “Gli intrighi del potere. Nixon” con Anthony Hopkins, Joan Allen, Ed Harris, James Woods, Bob Hoskins. Da vedere.

 

 

laura antonelli roba da ricchi

Su Cine 34 alle 2,50 arriva la commedia sexy “La cameriera” di Roberto Bianchi Montero con Daniela Giordano, Mario Colli, Enzo Monteduro, Carla Calò. Così così. Daniela Giordano parla oggi di Montero come una brava persona. Pochi i suoi nudi. “Nudo integrale non l’ho mai fatto. Mettevo il cache-sex, poi si toglieva. Di solito venivo eliminata ai provini quando dicevo che non facevo nudo integrale”.

 

Su Rete 4 alle 3,50 trovate un vecchissimo western italiano, “Djurado”, diretto da Gianni Narzisi con Montgomery Clark alias Dante Posani, Scilla Gabel, Mary Jordan alias Mariangela Giordano e Margaret Lee, curioso, povero spaghetti western tutto giocato sul nome del protagonista e sulla presenza delle ragazze Scilla Gabel e Margaret Lee.

 

serena grandi roba da ricchi

Molto carine le animazioni dei titoli e del trailer, ma il film è di una povertà disarmante. Fortunatamente Gianni Meccia, fresco del “Pullover” canta la sua composizione “Solo il vento lo sa” e fa anche un’apparizione nel film. Montgomery Clark non era adatto a fare il protagonista. Neanche Narzisi, operatore alla macchina di Bava e Dallamano, a fare il regista. 

 

Chiudo su Iris alle 5,25 con “Amarti è il mio peccato”, mélo diretto da Sergio Grieco con Jacques Sernas, Luisa Rossi, Elisa Cegani, Alba Arnova, Gino Bramieri.

roba da ricchi 1roba da ricchi 2

 

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO