1- DOMANI È IL GRAN GIORNO: CE LA FARÀ OPUS LEI A SALVARE L’ALLEANZA PDL-LEGA CON LE NOMINE DEL BERLUSCONES MACCARI AL TG1 E DEL LEGAIOLO CASARIN AL TGR? 2- IL PIDDINO RIZZO NERVO (CHE PUNTA SU SORGI) AFFILA I CAVILLI E POTREBBE AVER TROVATO IL CODICILLO KILLER: “IL CDA HA GIÀ VOTATO CONTRO L’AFFIDAMENTO DI INCARICHI DI RESPONSABILITÀ A DIPENDENTI IN PENSIONE, LA NOMINA DI MACCARI SAREBBE ILLEGITTIMA” 3- E MENTRE MONTIMER MONTI TACE (ERANO QUESTE LE NOVITÀ DI GOVERNANCE PROMESSE CHEZ FABIOLO FAZIO?), ANCHE IL QUIRINALE SAREBBE IN AGITAZIONE PER L’INCOMPATIBILITÀ DEL BERLUSCONES VERRO: IL SUO VOTO INFATTI SARÀ DECISIVO…

1- IL CAVILLO DI RIZZO NERVO: ILLEGITTIMA LA NOMINA DI MACCARI, IL CDA AVEVA VOTATO CONTRO L'AFFIDAMENTO DI INCARICHI A DIPENDENTI PENSIONATI
(Adnkronos) - "L'eventuale nomina di Alberto Maccari a direttore del Tg1, domani, appare anche illegittima". Lo sostiene, in un'intervista al 'Corriere della Sera', il consigliere di amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo, sottolineando che "due anni fa proprio questo Consiglio di amministrazione ha votato una delibera in cui si impegnava a non affidare incarichi di responsabilita' editoriale a dirigenti Rai andati in pensione. Non erano previste deroghe. Invece Maccari, da neopensionato, dovrebbe addirittura dirigere il Tg1 fino al 31 dicembre".

"Direi che Lorenza Lei e' stata piu' 'brava' di Masi, lo dico ironicamente, nell'opera di devastazione dell'azienda. Ha rigorosamente proseguito nel solco di un accordo di ferro Pdl-Lega esterno all'azienda", prosegue Rizzo Nervo che poi, nel merito del voto in cda su Maccari al Tg1 e Alessandro Casarin alla Tgr ribadisce "votero' contro".

Quanto alle ipotesi di un voto contrario del presidente Garimberti, Rizzo Nervo aggiunge: Sara' lui a decidere. Ma ho parlato molto spesso con il presidente, concordando con lui, della necessita' di affidare il Tg1 a una guida sicura e autorevole per rilanciare una testata che ha perso ascolti, credibilita' e prestigio".

"In nessuna azienda editoriale al mondo un direttore generale, che e' un dipendente, proporrebbe la nomina di un direttore sapendo che non incontra il favore del presidente. Non so come Lorenza lei possa, usero' una parola pesante ma molto chiara, fregarsene cosi' altamente dell'opinione di Paolo Garimberti", afferma ancora Rizzo Nervo che, infine, quanto alle eventuali dimissioni dei consiglieri di centrosinistra del cda nel caso passasse la nomina di Maccari, conclude: "Aspettiamo domani, vediamo la fine di questa storia anche in relazione alle scelte individuali".

2- IL CASO VERRO ALLARMA IL QUIRINALE (DICE L'UNITA')
Natalia Lombardo per "L'Unità"


Domani al settimo piano di viale Mazzini scoppierà la guerra per le nomine proposte dal direttore generale, Lorenza Lei, al Tgl e alla Tgr, alle quali si oppone per primo il presidente, Paolo Garimberti. Ancora una volta avviene uno strappo, come se nulla fosse cambiato dagli anni della tv pubblica controllata dagli uomini di Berlusconi.

Che, dall'esterno, continuano a imporre le scelte a un direttore generale che pure aveva voluto presentare di sé un volto meno parziale. Una situazione che preoccupa non poco il Quirinale: un primo punto è l'anomalia contingente di un voto espresso in stato di incompatibilità dal consigliere Pdl Antonio Verro.

Dal 17 gennaio, infatti, è diventato anche deputato, per essere subentrato al sindaco di Brescia, ma non ha alcuna fretta di scegliere tra il Parlamento e il consiglio Rai, come gli impone la legge. E, nell'arco di tempo a disposizione per decidere (un mese, anche se la Giunta per le elezioni della Camera sta accelerando), Verro ha deciso di votare solo a viale Mazzini, dopo un certo numero di voti espressi nell'entusiasmo del primo giorno di ritorno a Montecitorio.

Giusto in tempo perché al pensionato Alberto Maccari, ex braccio destro di Mimun, venga stilato un contratto di collaborazione col quale reggere il tg ammiraglio della Rai per un anno o poco meno. E, contemporaneamente, affidare a un giornalista di area Lega la direzione dell'informazione regionale, ambita dal Carroccio.

Ma in generale il presidente Napolitano non riconosce, nelle decisioni che il direttore generale della Rai sottoporrà al Cda di domani, il necessario spirito di condivisione. Quella che si presenta adesso è la prospettiva di una spaccatura nel Cda, proprio alla vigilia del rinnovo di quest'ultimo. E il ripristino di una maggioranza andata in frantumi e che vede uniti come prima Pdl e Lega solo a viale Mazzini.

Tutto ciò mentre è sempre più pressante la necessità di una legge sulla governance Rai, per la quale servirebbe un'ampia condivisione in Parlamento e che, secondo Napolitano, potrebbe essere affrontata nell'insieme delle riforme istituzionali. Insomma, attorno al Cavallo (morente) Rai il clima resta infuocato. Oggi Lorenza Lei sarà ascoltata ancora dalla commissione di Vigilanza. E certo il presidente Zavoli, anche in sintonia con il Quirinale, non si esimerà dal dire la sua.

3- DG,PER TG1 CONTRATTO CON FACOLTA' RECESSO AZIENDA
(ANSA) - ''Alberto Maccari ha accettato un contratto a tempo determinato ma con facolta' di recesso per Rai senza penali e oneri aggiuntivi per l'azienda''. Lo ha detto il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, in audizione in commissione di Vigilanza. ''Questo elemento - ha aggiunto - non ha precedenti in Rai''.

4- DG LEI, SCELTA MACCARI SEGNO RISPETTO PER ATTUALE E NUOVO CDA...
(AGI) - Aver proposto Alberto Maccari come direttore del Tg1 dev'essere interpretato come un segno di "rispetto istituzionale" verso l'attuale Cda Rai e verso quello che gli subentrera'. Lo ha detto il direttore generale della Rai Lorenza Lei in commissione di Vigilanza, spiegando che questo e' stato l'elemento di partenza per procedere poi in una proposta di 'allungamento' del contratto di Maccari con la Rai fino al prossimo 31 dicembre ma con l'assoluta novita' della possibilita' di recesso senza che l'azienda debba pagare penali o oneri aggiuntivi. Clausola che Maccari ha accettato, e tocchera' domani al Cda di viale Mazzini dire di si' o di no a questa soluzione.

Sottolineare che la soluzione Maccari e' innanzitutto un atto di rispetto istituzionale verso l'attuale organo di gestione e anche verso il futuro - cosi' da non farlo trovare con una soluzione vincolante a proposito della direzione della testata ammiraglia - e' stata una premessa cui la Lei non ha inteso rinunciare per affrontare questo delicato argomento in Vigilanza; rilevando anche che "questo elemento, consentitemi di sottolinearlo, non ha precedenti in Rai ed a mio avviso risulta rispettoso delle volonta' del Consiglio di amministrazione attuale e del nuovo".

Al contrario, "non sarebbe stato rispettoso (e forse praticabile) esporre la professionalita' di autorevoli candidature esterne (anche rispetto ai loro attuali editori) a 48 ore di polemica sui giornali come candidato senza poter garantire loro la certezza di ottenere un ampio consenso consiliare". Poi - se proprio devono esserci - "ben vengano le critiche se mosse su un terreno condiviso e nelle opportune sedi e non certo all'esterno dove il dibattito risente della polemica politica, anch'essa legittima ma che non mi condiziona", ha aggiunto.

5- ZAVOLI, MAI ACCADUTO DIREZIONE TG1 SCAMBIO PER ALTRI INCARICHI DIFFICOLTA' A PENSARE CHE IN AZIENDA NON CI SIA ALTRO GIORNALISTA IDONEO...
(Adnkronos) - "Non e' mai accaduto che il Direttore della principale testata del Servizio pubblico venga nominato da una parte soltanto del Consiglio, e forse come scambio per altri incarichi". Lo ha detto il presidente della commisisone di Vigilanza, Sergio Zavoli nella sua introduzione alla prosecuzione dell'audizione a Palazzo San Macuto del dg di Viale Mazzini, Lorenza Lei.

"Il Consiglio -ha detto Zavoli introducendo l'argomento- appare diviso sulle proposte del Direttore generale di prorogare nella direzione del TG1 un giornalista (in pensione domani) sui cui meriti e capacita' in tanti anni di lavoro in Rai sono stati espressi valutazioni e apprezzamenti positivi. E cio' in deroga a una delibera del Consiglio che prevede l'impegno a non dare incarichi a dirigenti andati in pensione".

"Personalmente -ha sottolineato il presidente della commissione- ho difficolta' a pensare che tra i suoi circa 1.500 giornalisti la Rai non ne abbia uno in grado di dirigere una testata importante con il consenso unanime del CdA. Ammettere che non c'e' nessuno non e' un bel riconoscimento per l'Azienda. Mi chiedo poi con quale stato d'animo possa lavorare un professionista con la fiducia della meta' dei consiglieri e con l'opposizione del Presidente.

E credo che il dott. Garimberti prenda questa decisione, se dovesse prenderla, non certo a cuor leggero. Credo anzi che egli proverebbe un profondo rammarico se dovesse dire 'no' a una proposta che, nell'opinione corrente dei mass media, si da' per maturata fuori dalla Rai, sottratta quindi a ogni valutazione del Presidente di garanzia", ha proseguito Zavoli.

"Del resto -ha detto ancora Zavoli- credo che valga ancora l'affermazione del Direttore generale nella seduta del settembre scorso: 'Lei mi chiede - rivolta a un Commissario - quando diro' basta per il TG1, qual e' per me la soglia. Intanto, ripeto che si dice basta quando, comunque, si ha un progetto davanti, perche' basta non posso dirlo solo io, ma devono dirlo insieme a me anche i consiglieri. Io posso anche portare una proposta in tal senso, ma devo almeno avere un coro, che per me non puo' essere fatto solo di cinque anime'. Affermazioni di grande serieta' e buon senso".

"Non sarebbe la prima volta -ha aggiunto il presidente- che nomine e promozioni avvengono per intese politiche prima di entrare in Consiglio di Amministrazione. Ma non e' mai accaduto che il Direttore della principale testata del Servizio pubblico venga nominato da una parte soltanto del Consiglio, e forse come scambio per altri incarichi".

Sempre sulla proposta della Lei di lasciare alla direzione del Tg1 Alberto Maccari fino a dicembre 2012, Zavoli ha sottolineato: "Dispiacerebbe rilevare come un professionista stimato, che ha servito per tanti anni l'Azienda con riconoscimenti unanimi, concluda la sua carriera restando al centro di una rottura e di una possibile crisi del Consiglio d'Amministrazione".

"La Rai -ha detto poi Zavoli- si avvia probabilmente verso una riforma della sua governance. Non sappiamo in quali modi e in quali tempi. Ma certo e' che contrapposizioni e contrasti non sono il miglior viatico per la ricerca di soluzioni che consentano maggiore autonomia nelle decisioni e un rilancio della Rai". "La politica e l'istituzione Parlamento -ha aggiunto- possono esercitare una loro competenza sull'Azienda per difendere, sviluppare e migliorare la funzione di Servizio pubblico come segnale e interprete dell'evoluzione civile e democratica del Paese".

"Se vogliamo contribuire a questo obiettivo -ha concluso il presidente della Vigilanza- dobbiamo evitare che la Rai si trasformi periodicamente in un campo di battaglia per incontri e scontri tra fazioni politiche e favorire invece la sua autonoma capacita' di elaborare linee operative, decidendo secondo esigenze di sana gestione e criteri di chiare e convenute capacita' professionali".

 

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