DOPO APPENA SETTE GIORNI DALLA SUA BOMBASTICA CULO-PERFOMANCE, MILEY CYRUS È GIÀ A PEZZI: “NON SONO UNA NORMALE”

Fotomontaggi tratti da Tmz.com
Marianna Baroli per "Libero"

Sette giorni. Non è l'ennesima profezia di un film horror ma la data di scadenza di Miley Cyrus. La giovane ex star Disney è durata solo una settimana sotto il fuoco dei media, scatenati dopo la sua oltraggiosa e provocante esibizione agli Mtv Video Music Awards a Brooklyn. Ieri, sfinita dalla critiche, ha deciso di arrendersi. Come? Scatenando attorno al suo nome l'ennesimo polverone.

Proprio quando infatti la sua criticatissima esibizione sembrava essere caduta nel dimenticatoio, pronta a essere classificata come l'ennesimo momento di declino di una star, la ex signorina Hannah Montana ha sfoderato in un'intervista al Sunday People tutto il vittimismo più inutile del mondo. «Non sono normale»: così Miley, appena ventenne, avrebbe giustificato la sua performance live per Mtv. «Ho così tanti problemi. Sono incasinata. Tutti fanno cose stupide quando sono incasinate. Non ho una vita normale. Ogni tanto mi prendo un pausa, ma non sono molto brava a fermarmi».

Parole che, invece di attirare cori di compassione, hanno scaraventato su Miley il disprezzo del pubblico. La trasformazione della sorridente starlette in femme fatale non è infatti piaciuta a nessuno, familiari compresi, stanchi delle pressioni mediatiche contro la famiglia e di chiedersi dove avessero sbagliato. Portata alla ribalta a soli 12 anni dallo show televisivo Hannah Montana, il programma più di successo mai trasmesso da Disney Channel, Miley sembra aver colto solo il lato negativo della fama.

La goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno di errori è caduta proprio sette giorni fa, quando davanti a milioni di spettatori, la Cyrus si è esibita nel «twerk», un ballo provocante che consiste nell'agitare ai quattro venti il sedere addosso a un partner. La posizione, che ricorda fin troppo la pratica sessuale, fa discutere da anni negli Stati Uniti.

Nata negli anni Novanta nel mondo hip hop, ma con origini da ricercare tra le danze jamaicane, ora sembra diventata una vera e propria mania tra i teenager grazie a Miley. A nulla è servito il tentativo di passare come la triste fanciulla mossa come un burattino da spietati manager e case discografiche.

L'America, e i fan di tutto il mondo, non ci sono cascati. Infuriati, infatti, sono milioni i messaggi che rimbalzano tra i forum e i social network contro Miley. «Non è più quella di una volta», «Che delusione!», e attacchi contro il suo aspetto fisico e il suo stile, definito «eccessivo, non adatto per la sua età, volgare» non scalfiscono la giovane cantante che, dalla sua, nella parte dell'avvocato del diavolo, ha addirittura Lady Gaga.

L'irriverente cantante, infatti, si è schierata contro i media e i criticoni difendendo a spada tratta Miley Cyrus e invitando giornalisti e colleghi a «farsi i fattacci propri». Dal suo conto, Miley, continua imperterrita a voler sottolineare come lei non viva una vita normale e come tutto questo le pesi, forse troppo: «Tutto quello che faccio è per lavoro, così ho da mangiare per vivere e andare avanti. Le persone si impressionano quando sanno che posso dormire anche solo 45 minuti, ma io sono così», spiega al Sunday People.

Miley ha anche cercato di raccontare il suo modo d'essere, la sua quotidianità, stralci di una vita privata tutt'altro che tranquilla e noiosa: «Suppongo di essere un cavallo di battaglia. Mi piace lavorare in studio e quando sono in vacanza mi annoio. Penso al lavoro come qualcosa che devo fare».

All'indomani dell'uscita del suo nuovo album Bangerz Miley non ha mancato di sottolineare come spera di dare un calcio definitivo alla vecchia immagine Disney, abbandonando definitivamente l'epoca di Hannah Montana a favore di una sua immagine totalmente rinnovata: «In questo momento, quando la gente va su iTunes e ascolta la mia vecchia musica per me è irritante perché non posso cancellare quella roba e ricominciare. Mi sento così disconnessa dal mio primo disco, avevo 16 o 17 anni quando l'ho fatto. Quando hai 20 anni non riconosci più quella parte di te».

 

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