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TUTTI CONNESSI, TUTTI CONTROLLATI - ENTRO IL 2017 SARANNO 5 MILIARDI LE PERSONE CON ACCESSO INTERNET DALLO SMARTPHONE - NEL CONSUMO DI DATI BALZO IN AVANTI DI INDONESIA, INDIA E CINA. L’ITALIA E’ AL 12ESIMO POSTO, DAVANTI AGLI STATI UNITI - IN FUTURO CI SARANNO ALTRI ACCESSI AL WEB MA NON DA PERSONE: DA OGGETTI

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Jaime D’Alessandro per “la Repubblica”

 

A un passo dai cinque miliardi. È il numero di persone che nel mondo avranno una connessione al web da dispositivo mobile, uno smartphone nella maggior parte dei casi, entro il 2017. A fine anno abbiamo toccato quota quattro miliardi e 900 milioni e otto miliardi di apparecchi collegati alla Rete in totale. Più tecnologia (mobile) che anime, se si pensa che la popolazione mondiale è di 7,4 miliardi di individui.

 

Lo sostiene l’ultimo rapporto del colosso della rete Cisco, il Visual Networking Index, che pubblichiamo in anteprima. Registra una crescita a doppia cifra nel consumo dei dati su scala planetaria che non riguarda solo i Paesi emergenti. In testa alla classifica c’è l’Indonesia con un più 142 per cento, seguita da India e da Cina. Ma poco dopo troviamo la Francia, la Spagna, la Germania e l’Inghilterra. L’Italia è al dodicesimo posto davanti agli Stati Uniti con un più 47 per cento. L’ultima posizione è della Svezia che si deve accontentare di un’impennata del 23 per cento rispetto al 2015.

 

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«Nel mondo il numero di connessioni cresce a ritmo doppio rispetto alla natalità e con esso il consumo dati», racconta Agostino Santoni, cinquant’anni, amministratore delegato di Cisco Italia. Sui router di questa compagnia californiana passa oltre la metà del traffico web, ecco perché il suo rapporto è specchio delle tendenze in fatto di abitudini digitali. «Aumenta però per motivi differenti» continua Santoni.

 

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«In Indonesia solo il cinque per cento della popolazione ha un telefono o un apparecchio di altro tipo collegato, mentre molti di noi ormai ne hanno tre a testa. Se lì o in India il boom è dovuto ad una prima diffusione dell’accesso alla Rete, in Francia o in Italia è l’uso che cambia e si fa molto più intenso». Merito del costo sempre più basso delle connessioni e di servizi video come Netflix, Sky, Rai o Amazon, che poco più di un anno fa non esistevano.

 

«Aumentare la capacità di un network non porta ad una minore congestione. Quella capacità maggiore viene subito sfruttata e occupata», aveva spiegato poco tempo fa Peter Marx, ex chief technology officer della città di Los Angeles. «Vale per il traffico su strada e vale anche per i dati».

 

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In Italia ne consumiamo ogni mese l’equivalente di 26 milioni di dvd, grosso modo il volume mondiale mensile scambiato sul World wide web del 2001. In totale ci sono ormai 95 milioni di dispositivi connessi, 5,8 milioni quelli aggiunti quest’anno, che diverranno 162 milioni nel 2021. Non cambia però il numero degli utenti essendo un mercato saturo.

 

«I nuovi abitanti della Rete in Italia non saranno persone ma oggetti» confermano alla Cisco riferendosi al cosiddetto Internet delle cose. Categoria vasta, che va dalla lampadina smart agli strumenti che si indossano per tenere sotto controllo le proprie condizioni fisiche, fino ai sensori sparsi per le metropoli per rendere la mobilità un po’ più intelligente. Aumenteranno di tredici volte in cinque anni.

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Singolare che restiamo fra i primi ad adottare tutto quel che passa per lo schermo di un telefono anche se poi sul posto di lavoro continuiamo ad usare tecnologie e logiche vecchie di anni. «Ma no, lo scenario non è così nero» sottolinea Fiorella Crespi, direttrice dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano. «Molte aziende si stanno muovendo ripensando il mondo e il modo di lavorare. Siamo indietro rispetto a Paesi come l’Olanda, ma recuperiamo terreno». Gli investimenti in infrastrutture sono ripartiti e il 5G è alle porte. Perfino l’amministrazione pubblica potrebbe presto cambiare, sostengono alla Cisco. Vedremo. Anzi: speriamo.

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