eva robin paolo villaggio

“IL PRIMO CONTATTO SESSUALE L’HO AVUTO A OTTO ANNI. PROVOCAI IO QUELL’UOMO” – AMORI, DOLORI E BOLLORI DI EVA ROBIN’S, CHE TORNA AL CINEMA IN “L’ORO DEL RENO”: “ERO PICCOLINA, E ANCHE FORNITA, PAOLO VILLAGGIO UNA SERA COMINCIÒ A SUPPLICARMI DI FARE QUALCOSA, NEANCHE SAPEVA BENE COSA. MI SONO SPOGLIATA. DA LÌ DIVENTAI UNA PRESENZA FISSA ALLE FESTE, MI RITROVAI CON MARTA MARZOTTO, BIANCA JAGGER, CHRISTIAN BULGARI, BARILLA. ALL’INIZIO MI FACEVA PIACERE,  POI HO INIZIATO ANCHE A RIFIUTARLO. ERO DIVENTATA UN GIOCATTOLINO, UN CLICHÉ" -''FRANCESCO NUTI? MI CHIAMÒ UNA SERA AL TELEFONO CON CAROLE BOUQUET, MI FECERO DELLE PROPOSTE. MA IN QUEL MOMENTO MI STAVO FACENDO UN IMPACCO AI CAPELLI E NON ANDAI" – BRASS CHE LA SCARTO’ PERCHE’ "TROPPO SECCA", VERONESI PERCHE’ "TROPPO DONNA", IL PING PONG CON CARMELO BENE, "L’ISOLA DEI FAMOSI" E UN MESSAGGIO A MILLY CARLUCCI PER “BALLANDO”: "OGGI PIU' CHE L'ADRENALINA, HO LA MELATONINA..."

eva robin's

Arianna Finos per la Repubblica - Estratti

 

In arte Eva Robin’s (il nome dalla compagna di Diabolik, il cognome dal noto scrittore Harold), al secolo Roberto Coatti, 66 anni, cantante, attrice di cinema e teatro, dal 3 luglio è in sala (prodotto da Mompracem e Rheingold, distribuito da Europictures) con L’oro del Reno, dell’esordiente Lorenzo Pullega. Racconti ambientati tra presente e passato, sulle sponde del fiume.

 

(...)

eva robins

«Mi sono vergognata quando mi hanno sorpresa mentre amoreggiavo con un compagno del mio stesso sesso. Quella è stata la mia prima grande vergogna, anche perché sono stata punita per questo. Avevo tredici anni. Ero in un collegio di sacerdoti, sul San Luca, a Bologna. Uno dei preti mi prese per i capelli, eravamo in cerchio, sembrava volesse fare la solita ramanzina, poi all’improvviso cominciò a darmi dei calci sul petto. È stato orrendo».

 

In alcune sue interviste parla di rapporti, avuti nell’infanzia, con uomini molto più grandi. Le è mai capitato di ripensarci con occhi diversi, ora che è adulta e consapevole?

«Sì, però allora l’ho vissuto come un gioco. Il primo contatto sessuale l’ho avuto a otto anni. Provocai io l’adulto, ma ovviamente oggi so che una creatura di otto anni non provoca nessuno. Quell’uomo era molto scuro, abbronzato. Ero stata lasciata da un’amica di mia madre a casa di lui. Avevo iniziato una sorta di lotta, un gioco. I bambini non sanno dove può portare una cosa del genere. Lo raccontai a mia madre con entusiasmo, appena tornata a casa. Lei andò subito al commissariato e lo denunciò».

 

Il rapporto con suo padre?

eva robin's

«Aveva solo un limite: non riusciva a chiamarmi Eva, mi chiamava Roberto. Però mi portava fuori a pranzo, si tingeva i capelli molto più di quanto faccia io ora. Una volta lo ricoverano in ospedale, vado a trovarlo, scopro che l’avevano messo nel reparto donne perché aveva i capelli lunghi, con la crescita bianca. Mi dice: “Pensa, mi hanno messo qui, poi mi hanno portato la padella e hanno visto che non ero una donna”. E io: “Vedi che si sbagliano anche con te?”».

 

(...)

 

Ha conosciuto Carmelo Bene.

«Sì, ero una “carmelitana”. Le spiego. A un certo punto dovevamo fare Lorenzaccio di Musset, c’era il personaggio di una marchesa. Cominciai a frequentare Carmelo, andavamo in Versilia insieme, passavamo le vacanze lì. Andavo in tournée con lui.

 

eva robins vogue ita

Voleva che interpretassi quel ruolo, ma alla fine non se ne fece nulla, e la marchesa la fece lui, travestito da donna. Amavo ascoltarlo, mi correggeva su tutto. Passavamo le serate a giocare a ping pong con gli amici. Io, però, ero intraprendente: mi vedevo di nascosto con dei ragazzi del posto, passando attraverso un buco nella rete della villa. Avevo le mie avventure».

 

Sul set di Dario Argento, “Tenebre”, si è divertita?

“Abbastanza. C’erano anche Lara Wendel e John Steiner, è stato tabnti anni fa. Poi c’è stato Hercules: dovevano farmi un calco completo del busto e del viso, per trasformarlo in una maschera.

 

Ricordo che mi sentivo come sotto anestesia, mi avevano messo su un tavolo in una cantina e colato addosso una specie di gesso. Respiravo attraverso una cannuccia, tutta sommersa. E poi Mascara, girato in Belgio. Nacque un bellissimo rapporto con Charlotte Rampling, uscivamo spesso con il regista a cena. Una sera pensavo di essere rimasta sola al ristorante e invece lei era crollata a terra, ubriaca fradicia. Adorabile».

eva robin s eva man 1

 

Di Damiano Damiani, "Gioco al massacro”, che ricorda?

“Un bel ceffone. Avevamo una scena in cui c’era Nathalie Baye, e lei doveva morire. Piangevo tantissimo e il muco colava tutto sui capelli di Nathalie. Poi, per il primo piano, non avevo più lacrime, perché le avevo spese tutte prima. Damiano mi fa: “Bimba, non piangi?”, e mi dà una sberla. E ricomincio a lacrimare. Era così. Un matto. Ma efficace».

 

Nel film c’erano anche Tomas Milian e Elliott Gould.

“Gould l’ho conosciuto a Capri, giravamo a Villa Bismark. Prendevo il sole quasi nuda. C’è una scena in cui si vede tutto, completamente nuda, come nel film di Benvenuti, Bella al bar. Elliot mi chiese: “Ma tu sarai nuda così nel film?”, gli dissi di sì e lui: “Solo questo vale il prezzo del biglietto”. Con Tomas Milian nessun feeling: c’era una scena, diciamo così, erotica, in cui mi inginocchiavo e dovevo aprirgli la zip, lui mi bloccò la mano».

 

Era amica di Sandra Milo, con cui aveva fatto “8 donne e un mistero” a teatro.

«Ricordo un episodio: le avevano tagliato il riscaldamento nella villa e ci serviva il tè indossando una pelliccia di volpe argentata. Eravamo con sua figlia, Azzurra, mi sembra fosse Natale».

eva robins (6)

 

Ai suoi inizi da cantante lavorò come corista, in playback, con Amanda Lear. E ha conosciuto Grace Jones. Tra le due?

«Due animali da palcoscenico pazzeschi. Amanda era particolare. Una volta la introdussi sul palco a Miss Alternative, una manifestazione di drag queen che quell’anno presentavo io.

 

Eravamo mano nella mano mentre salivamo le scale e lei, d’un tratto, mi diede uno schiaffo sul braccio per allontanarsi da me, non voleva ci vedessero così. Grace Jones mi fregava tutti i fidanzati: arrivavo con un ragazzo e lei se lo portava via. Ma una volta cantavo in una discoteca, e lei strappò il segui-persone al tecnico luci e mi fece le luci personalmente, mentre mi esibivo.

 

Un gesto meraviglioso. Ma le voglio raccontare un episodio curioso su Patty Pravo. La incontro a una cena, poi lei torna dopo tre giorni, io sono con la mia compagna, lei fruga tra il cibo ma ci sono solo avanzi. Assaggia una cosa, poi si mette un cappello di lana in testa. Le chiedo: dove vai con quel cappello? E lei: “Vado a mangiare”. Esce. Non l’ho mai più rivista. È uscita anche dalla mia vita. Però era simpatica».

eva robins epoca

 

Cita spesso il suo incontro con Paolo Villaggio.

«Era un uragano intellettuale. Mi sorprendeva con discorsi profondi. Io capitai di soppiatto a una festa, una di quelle situazioni in cui ti imbucavi. All’inizio tutti gli occhi erano puntati sulla mia amica, molto vistosa.

 

Ero piccolina, passavo inosservata. Poi venne fuori che la piccolina era anche fornita… e da lì Villaggio cominciò a supplicarmi di fare qualcosa, neanche sapeva bene cosa. Quella sera, visto che era estate e non faceva freddo, mi sono spogliata. Da lì iniziarono gli inviti, diventai una presenza fissa a feste e cene esclusive, mi ritrovai in mezzo a personaggi come Marta Marzotto, Bianca Jagger, Christian Bulgari, industriali come Barilla… E poi fui adottata dalla moglie di un ricco industriale dell’acciaio tedesco».

 

E tutto questo le faceva piacere?

la cerimonia dei sensi eva robins

«All’inizio sì, poi ho iniziato anche a rifiutarlo. Ero diventata un giocattolino, un cliché. Non è che mi chiedessero di spogliarmi, non erano proposte esplicite. Semplicemente c’era il passaparola da discoteca, battute tipo “vedi quella”… No, per fortuna nessuna richiesta di prestazioni».

 

...come invece accade con Francesco Nuti.

«In verità non lo conoscevo, mi chiamò una sera al telefono con Carole Bouquet, probabilmente erano un po’ brilli, mi fecero delle proposte… Ma in quel momento mi stavo facendo un impacco ai capelli e non andai. Era un periodo disastroso, registravo Primadonna a Roma, il programma con Gianni Boncompagni, mi ero trasferita ma andava malissimo».

eva robin's

 

Boncompagni, che insieme a Antonio Ricci fu uno dei suoi mentori televisivi.

«Sì, peccato però che a un certo punto si sia disamorato. Mi ha abbandonata. Brutto a dirsi, ma probabilmente l’ho deluso in qualcosa. Avevamo un rapporto quotidiano, mi mancava. Con Ricci, invece, è stato tutto strepitoso: Il lupo sanitario era avanguardia visiva. Era avanti, avanti davvero».

 

Ci sono proposte cinematografiche che rimpiange di non aver accettato?

«Quella per Snack bar Budapest di Tinto Brass. Faccio il provino, in una camera con lo specchio dietro al letto. Non ricordo cosa dovessi fare, ma a un certo punto il regista mi guarda e fa una faccia strana. Poi dice “ma com’è secca...”. Da lì non mi hanno più presa. Poi, il provino di Manuale d’amore 2, con Monica Bellucci.

 

eva robins anni 80eva robins teletutto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cercavano una trans per l’episodio con Albanese e Rubini. Arrivo sul set, Monica mi dà un bacio e mi dice “in bocca al lupo, ci teniamo che ci sia anche tu”. Vedo una fila di povere transessuali che aspettavano sotto il sole, mentre a me fanno fare il provino subito. Dico le mie battute, vedo Giovanni Veronesi che guarda il monitor, fa una faccia contrariata e commenta “ma sembra una donna...”. Insomma, mi hanno scartata perché ero troppo donna. Scelsero una brasiliana senza seno, le hanno tagliato tutte le battute, ma tanto volevano solo il cliché».

(...)

eva robins (4)

Invece non si è mai lasciata sedurre dei reality.

«Come no. Per la seconda edizione de L’isola dei famosi, con Belen, condotta da Simona Ventura, avevo già il contratto in mano. Poi un direttore di rete non mi ha voluta, vengo a sapere da Dagospia che non ero più in lista. E poi Ballando con le stelle: dovevo partecipare a un’edizione in cui la “quota diversità” era già riempita. Milly Carlucci mi disse: “Faremo il cavaliere mascherato”. Quando mi ha chiamato per farlo, però, ero impegnata a teatro».

Oggi parteciperebbe a “Ballando”?

«Più che Ballando, sarebbe slogando con le stelle. Ma il programma mi piace. Magari se Milly legge questa intervista…».

 

Oggi?

«La mia vita è fatta di piccole cose. Sono una che va a letto molto presto, la sera. E molte cose accadono di notte… Ma ormai, più che l’adrenalina, ho la melatonina».

Cosa sogna?

«Guardi, mi aspetto da un momento all’altro che cada un fulmine da qualche parte, perché va tutto talmente bene che quasi non ci credo. Se mi reggono la salute e il lato B, ce la posso fare».

eva robins (5)

 

eva robins penthouseeva robins in eva man eva robins 1eva robin s porn video eva robinsEVA ROBINSEVA ROBINSeva robins a teatro con l'avaro di moliereEVA ROBINS - MOANA POZZI - SYUSY BLADYeva robins parla di paolo villaggio a belve eva robins a teatro con l'avaro di moliere eva robins (2)Alessandra Di Sanzo eva robin's vera gemma

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”