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CHE FA DI NOTTE LORENZETTO? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DAL SITO DELLA "REPUBBLICA": "MATTEO MESSINA DENARO, LE FOTO CON GIUSEPPE GRAVIANO IN PLATEA AL MAURIZIO COSTANZO SHOW 'PER UCCIDERLO'". ECCO DI CHE COSA È MORTO LO SHOW - GIORGIA ROMBOLÀ, CONDUTTRICE DEL "TG3", NELL’EDIZIONE DELLE ORE 19 RIFERISCE COSÌ LE PAROLE PRONUNCIATE DA PAPA FRANCESCO NEL GIORNO DI NATALE: "STOP A GUERRE E LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI". ECCO PERCHÉ NON VENGONO RILASCIATI DA HAMAS...

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi” (http://www.stefanolorenzetto.it/pulci.htm)

 

 

 

La Repubblica, uccidere il Maurizio Costanzo show

Giorgia Rombolà, conduttrice a tutto decibel che si distingue regolarmente per il tono sovreccitato con cui annuncia i titoli del Tg3, nell’edizione delle ore 19 riferisce così, telegraficamente, le parole pronunciate da papa Francesco nel giorno di Natale: «Stop a guerre e liberazione degli ostaggi». Ecco perché non vengono rilasciati da Hamas.

 

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Titolo dal sito della Repubblica: «Matteo Messina Denaro, le foto con Giuseppe Graviano in platea al Maurizio Costanzo Show per ucciderlo». Ecco di che cosa è morto lo show.

il manifesto, l'Ucraina confina con la Finlandia

 

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Cristina Piccino sul Manifesto: «Intanto la radio continua parlare della guerra in Ucraina, con la quale la Finlandia confina per migliaia di kilometri». Devono essere i quasi 1.500 chilometri, e i quattro Stati, che separano la prima dalla seconda. (E comunque «continua a parlare», non «continua parlare»).

 

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Dal Foglio: «La metà degli argentini sono poveri e il restante 10 per cento sono indigenti». Quindi è lecito supporre che in Argentina il 40 per cento non faccia statistica. Dalle parti del Foglio di sicuro.

 

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ANDREA MONDA CON PAPA FRANCESCO

Titolo della rubrica Il corsivo del giorno di Maria Serena Natale sul Corriere della Sera: «Guerra e pene degli “altri” ci riguardano». La famosa invidia del pene di freudiana memoria.

 

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In un editoriale, Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, si cimenta con la Bibbia, che forse figura nella libreria di casa sua ma che evidentemente apre poco. Scrive infatti che «il “dove sei?” di Dio ad Adamo» è «il primo discorso diretto che troviamo nella Bibbia». In realtà, nei due capitoli che precedono il supposto primo discorso diretto, ce ne sono ben 13, di discorsi diretti di Dio, a cominciare da quello che compare fin dal terzo versetto della Genesi: «Sia la luce!». Chissà che cosa insegnava nell’ora di religione l’ex docente Monda.

 

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Carlo Cinelli e Federico De Rosa sull’Economia, supplemento del Corriere della Sera, informano che «Gianni Origoni ha vissuto una stagione intensa», beato lui. Solo che non si tratta di una persona, bensì di Gianni & Origoni, studio legale internazionale, con 11 sedi nel mondo, di cui 5 in Italia.

 

GIORGIA MELONI - ER MES - MEME BY DAGOSPIA

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Veronica De Romanis smonta sulla Stampa le motivazioni con cui la Camera ha negato la ratifica del Mes (Meccanismo europeo di stabilità): «Chi ha votato contro il Mes, tuttavia, non sembra preoccupato. Del resto, come dicono molti esponenti della maggioranza, “le famiglie italiane hanno molti risparmi”. Questa affermazione è certamente vera, anche se lo stock di risparmi si va via via assottigliandosi». Forte in economia, ma piuttosto debole in grammatica, De Romanis. Avrebbe dovuto scrivere che «lo stock di risparmi si va via via assottigliando» oppure «va via via assottigliandosi». Un pensiero, il suo, esageratamente riflessivo. La prossima volta risparmi un si, così fa economia.

 

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PAPA FRANCESCO

Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera scrive ogni tanto di Vaticano, ma si vede che non è pane per i suoi denti. Riferendo di una controversa iniziativa papale nel pieno della guerra a Gaza, riporta che il Pontefice ha ricevuto «nell’Auletta Paolo VI» un gruppo di palestinesi. Si tratta in realtà di un ambiente adiacente alla grandiosa Aula Paolo VI progettata e realizzata da Pier Luigi Nervi per le udienze generali e così chiamata dalla fine del 1978, quando Giovanni Paolo II decise d’intitolarla a papa Montini, che l’aveva inaugurata nel 1971. E, sempre a proposito di pontefici, secondo la collega il Papa si chiamerebbe «Jose Maria Bergoglio», e qui gli errori sono ben tre: il nome di Francesco è Jorge Mario, mentre José e María si scrivono con gli accenti acuti.

 

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GENNARO SANGIULIANO CON IL PRESEPE

Michela Tamburrino sulla Stampa: «A scrivere la missiva pare sia l’avvocato salernitano Silverio Sica, ma alcuno, nello specifico legale e Ministro, ha confermato la notizia». Tralasciando la borbonica iniziale maiuscola riservata al ministro dei Beni culturali, Gennaro Sangiuliano (che, essendo di origini napoletane, avrà di sicuro apprezzato), alcuno si usa al posto di nessuno solo in frasi negative, sia come aggettivo sia in funzione di pronome indefinito al posto di qualcuno. Esempio: «Non vi fu alcuno che prendesse la parola».

 

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In un’infografica del Corriere della Sera si legge che in Germania «il cancelliere federale è eletto dal Bundestag tedesco su proposta del presidente federale» e che egli «ha diritto di nomina e revoca dei ministri (in Italia è appannaggio del Quirinale)». È vero solo per la nomina (articolo 92 della Costituzione). Per la revoca, la faccenda è più complicata. Una sentenza emessa dalla Corte costituzionale il 6 dicembre 1995 stabilisce che «spetta a ciascuna Camera approvare una mozione di sfiducia anche nei confronti di un singolo ministro» e che «spetta al Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sostituire il ministro nei cui confronti una Camera abbia approvato una mozione di sfiducia, quando questi non si sia dimesso». Il caso esaminato dalla Consulta riguardava la mozione di sfiducia individuale contro Filippo Mancuso, ministro della Giustizia del governo Dini, approvata il 19 ottobre 1995.

 

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BENJAMIN NETANYAHU CON I SOLDATI ISRAELIANI IL GIORNO DI NATALE

Francesca Caferri sulla Repubblica: «Ma né le perdite né gli avvertimenti americani hanno fatto cambiare posizione a Netanyahu, che in questa guerra combatte – ed è opinione diffusa fra gli analisti israeliani e non – oltre che per la proclamata sopravvivenza di Israele, anche per la propria». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché, da solo, costituisce un’intera frase – è soltanto no. Quindi Caferri avrebbe dovuto scrivere «analisti israeliani e no».

 

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guido crosetto alla camera 1

Felice Manti sul Giornale: «Una autorevole studiosa come Lucilla Scaraffia sulla Stampa parla di tutti gli errori sul caso Becciu». Eccone un altro, di certo minore: si chiama Lucetta.

 

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Didascalia dal Corriere della Sera: «In una Camera praticamente vuota il ministro della Giustizia Guido Crosetto risponde all’interpellanza urgente di Della Vedova (+Europa)». Ma Crosetto non era ministro della Difesa?

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