sabrina impacciatore

FATE L’ANTIDOPING A SABRINA IMPACCIATORE: “BRUTTE ESPERIENZE? SÌ. VENT’ANNI CON ALMENO SEI TERAPEUTI DIVERSI, DUE SCIAMANI”  – L’ATTRICE SCOPERTA DA BONCOMPAGNI SPARA PAROLE IN LIBERTA’: “VORREI VIVERE LA MIA VITA IN UN MONDO METÀ BIANCO E METÀ NERO. LA SERA, PRIMA DI ANDARE A LETTO IN SUDAFRICA, ABBRACCIAVO CHI VENIVA A PORTARMI LA CENA O IL LATTE, MI SONO ABBRACCIATA TUTTO L’HOTEL” (CE STAVA A PROVA’ CON QUALCHE STALLONE D’EBANO?) - “DI SOLITO MI ALZO TARDI, NELLA SAVANA MI SVEGLIAVO ALL’ALBA: LE CREATURE DELLA NOTTE LASCIANO SPAZIO A QUELLE DEL GIORNO. È ORMAI UNA FORMA DI MEDITAZIONE” - “SE GUARDO ALLA SOFFERENZA CHE HO ATTRAVERSATO, MI PARE CHE L’UNIVERSO, O DIO, ABBIANO DETTO: “DIAMOLE UNA CAREZZA” (MA DIAMOLE UN CALMANTE!)

 

Articolo di Arianna Finos per "la Repubblica” - Estratti

 

sabrina impacciatore in the white lotus 7

Sabrina Impacciatore è incorniciata nella silhouette piovosa di Roma centro, terrazza di un hotel a Porta Pinciana. Raffinata blusa maculata, trucco perfetto e la massa superiore di capelli organizzata in piccoli ciuffi, «è la mia piega fa-da-te».

 

Lunga scelta della tisana giusta, la conversazione parte da G20 , thriller d’azione con Viola Davis presidente degli Stati Uniti al forum dei leader in Sudafrica che si trasforma in Trappola di cristallo : terroristi, ostaggi, e un cane sciolto nell’edificio. Dirige Patricia Riggen, su Prime Video dal 10 aprile.

 

Come è arrivata al film?

sabrina impacciatore in the white lotus 2

«Senza provino, mi avevano visto in The White Lotus . Volevo lavorare con Viola Davis e non avevo mai fatto un film d’azione. I tre mesi in Sudafrica sono stati un’esperienza epifanica che ha cambiato la vita».

 

La sua presidente del Fondo monetario è una sorta di Ursula von der Leyen.

«Da copione era tedesca, l’hanno cambiata in Elena Romano. Sulla carta era solo “un vento freddo”. L’ho costruita come una donna abituata al controllo che si spezza davanti a una situazione estrema e sostiene la presidente».

 

[…]

 

L’esperienza in Sudafrica?

sabrina impacciatore al photocall di call my agent

«Vorrei vivere la mia vita in un mondo metà bianco e metà nero. La sera, prima di andare a letto in Sudafrica, abbracciavo chi veniva a portarmi la cena o il latte, mi sono abbracciata tutto l’hotel . Il razzismo è universale, una malattia del mondo. In Sudafrica, hanno imparato a convivere, anche se il passato è imperdonabile».

 

L’immagine più potente?

«Di solito mi alzo tardi, nella savana mi svegliavo all’alba: le creature della notte lasciano spazio a quelle del giorno. È ormai una forma di meditazione: quando ho paura — spesso — torno lì con la mente».

 

gabriele muccino sabrina impacciatore foto di bacco (2)

Vive tra Roma e Los Angeles.

«In questo momento in America, tutto è un dono del cielo. Sono tornata a Natale da Los Angeles, dopo sei mesi in cui ho girato lo spinoff della serie The office (il titolo è The paper , la redazione di un giornale ndr ). Il creatore è lo stesso, Greg Daniels. Sono la protagonista, con Domhnall Gleeson. Quando sono scoppiati gli incendi a Los Angeles ero tornata a Roma e Daniels mi scriveva “sono giorni tristi. Meno male che siamo al montaggio e ci fai morire dal ridere”».

 

[…]

 

L’incontro più emozionante?

«Tanti. Anne Hathaway mi ferma a colazione, Laura Dern mi abbraccia nella cucina di una festa. Sharon Stone, Jodie Foster… Elton John mi chiede di parlare al suo gala di fondi per l’Aids. Ma troneggia Al Pacino.Sono a cena con una producer italiana, mi fa “guarda chi c’è al tavolo accanto”. Era Pacino. Non posso mangiare, respirare. Lei supplica: “Non andare da lui”. Ma quando si alza per pagare il conto, il mio corpo va da solo verso di lui. Mi inginocchio: “Maestro, grazie”. Si inginocchia anche lui e mi abbraccia per tre minuti».

 

Che direbbero Scola e Boncompagni?

sabrina impacciatore

«I miei mentori. A Cinecittà, accucciata tra le scenografie angosciata per il fine set, Ettore mi disse “piangi? ma questo per te è l’inizio”. Mi definì erede di Monica Vitti. Boncompagni disse ai miei che ero la nuova Carrà. A Mike White, il regista di The White Lotus ricordavo Anna Magnani. Sopra al letto tengo le foto di Vitti e Magnani, icone sante».

 

[…]

 

Gabriele Muccino.

 «Tra i registi che più amo. Ci ho lavorato tante volte e ha sempre riconosciuto il mio contributo».

 

Difficoltà?

sabrina impacciatore sanremo

«Tutta la vita. Una funambola sul punto di precipitare. Se guardo alla sofferenza che ho attraversato, mi pare che l’universo, o Dio, abbiano detto: “Diamole una carezza”».

 

Cosa la faceva soffrire?

«Il rifiuto continuo: non abbastanza bella, personalità troppo forte. Cinque anni fa dissero: “Non potrai più lavorare, sei troppo avanti con l’età”. Mi sentivo intrappolata in un bicchiere, con nessuno che ascoltava le mie urla. Mi ha salvata l’ossessione per la recitazione».

 

Che ha ereditato dai genitori? «Mio padre era campione mondiale di integrità. Io, mamma, mio fratello, una famiglia di cuori puri. Il cinismo è la malattia del mondo». A proposito di amore… «Dico solo questo: il mio cuore è rimasto chiuso per quattro anni. Sono stata sola e libera. Ora si è aperto uno spiraglio».

sabrina impacciatore beatrice granno the white lotus

 

Vissuto brutte esperienze?

«Sì. Vent’anni con almeno sei terapeuti diversi, due sciamani. Ho imparato ad accogliere tutto ciò che la vita mi mette davanti. E ho realizzato che le mie iniziali dicono “SI”. Oggi penso: qualsiasi cosa accada, so che tutto questo è successo».

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