CHE FINE HA FATTO FRANK OCEAN? – DIECI ANNI FA USCIVA IL DISCO “BLOND”, CONSIDERATO UN CAPOLAVORO DALLA CRITICA, UNA SORTA DI RIVOLUZIONE PER IL SOUL DEL NUOVO MILLENNIO. DA ALLORA IL MUSICISTA È QUASI SCOMPARSO DALLE SCENE – UN’ASSENZA ROTTA NEL 2023 DA UNA ATTESISSIMA E CONTROVERSA PRESENZA AL COACHELLA CHE SI È RIVELATA UN DISASTRO, UNA PRIMA ESIBIZIONE PARTITA IN GRANDE RITARDO, DEFINITA DIMESSA, E POI LA CANCELLAZIONE DEL SECONDO SHOW – C’È CHI INVOCA UN NUOVO ALBUM E CHI TEME CHE UN RITORNO POSSA SPEZZARE L’INCANTESIMO… – VIDEO
Estratto dell’articolo di Gino Castaldo per www.repubblica.it
Se ne parla ovunque, in tutti i siti musicali del pianeta. Come se da qualche parte si dovesse pur ricominciare, per ritrovare un tocco di grazia e di bellezza. Se ne parla grazie a un anniversario.
Esattamente dieci anni usciva Blond di Frank Ocean, disco di rara e struggente intensità, visionario, ricchissimo, magicamente sospeso tra solidissime radici, che riportano alla storia del soul ma anche a fonti basilari beatlesiane, e sguardi sul futuro.
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Da allora Ocean è di fatto scomparso, non del tutto, ma quasi. Qualche rara apparizione, poca cosa, sostanzialmente un’assenza, rotta nel 2023 da una attesissima e controversa presenza al Coachella che si è rivelata un disastro, una prima esibizione partita in grande ritardo, definita dimessa, e poi la cancellazione della seconda esibizione prevista nel weekend successivo, com’è usanza al festival californiano.
Una esibizione che ha lasciato più dubbi che certezze, ma ha confermato una certa maldestra e fondamentale ritrosia del personaggio. Soprattutto Ocean non ha mai dato segnali di un seguito, ovvero di voler continuare il percorso musicale lasciato in sospeso sulle note di Blond.
Scorrendo nelle maglie della rete e dei social si trova di tutto: immani fesserie, elegie sofferte, invocazioni, congetture, e anche presuntuose affermazioni di chi pensa di sapere cosa sarebbe giusto fare al post di Frank Ocean. Fa bene a rimanere avvolto nel suo indecifrabile silenzio o dovrebbe fare un nuovo disco?
Nel dubbio si ritorna ad ascoltare Blond che, tanto per sottolineare le sue ispirazioni, fu registrato agli Electric Lady studios, che furono creati da Jimi Hendrix e in quelli di Abbey Road. Del resto nel pezzo forse più bello dell’album, White Ferrari, c’è una precisa eco di Here, there and everywhere scritta nel più puro stile McCartney per Revolver.
È un pezzo strabiliante, da ascoltare e riascoltare per godere il piacere dell’invenzione pura, tentativi di fotografare livelli emozionali senza troppe sovrastrutture, senza fretta, senza paura del silenzio, con un approccio d’arte, libero e non convenzionale che del resto attraversa tutto l’album e lo rende così speciale.
Senza dimenticare, seppure non sia un riferimento dichiarato dall’autore, che uno dei dischi più influenti dell’intera storia della musica popolare si intitola Blonde on blonde, il settimo album di Bob Dylan, che ovviamente non ha mai spiegato il significato del titolo, il primo doppio disco della storia, con un brano Sad eyes lady of the lowlands che occupa un’intera facciata e dura 11 muniti e 23 secondi. [...]
Sono passati dieci anni esatti da quel colpo di genio, e qualcuno sostiene addirittura che Frank Ocean non debba tornare per non spezzare l’incantesimo lasciato da Blond. La risposta è ovviamente solo nella testa del musicista, che per ora sta esercitando in modo magistrale l’arte del silenzio.
frank ocean met gala 2021
frank ocean e katonya breaux
Frank Ocean



