1. FINITO ALL’OSPIZIO BERLUSCONI, INVECE DI ESERCITARSI SULLE CAZZATE QUOTIDIANE DEL NUOVO POTERE RENZIANO, SANTORO HA SCOVATO UN NUOVO “CATTIVO”. ANZI, UNA TERNA DI “CATTIVI”: “GRILLO È IL BERLUSCONI DEL WEB. USA ANCHE IL GOSSIP PER COLPIRE I PRESUNTI AVVERSARI... SI È CREATA UNA COMBINAZIONE MOSTRUOSA CASALEGGIO-DAGOSPIA” 2. VAFFA-WEB! “I COMMENTI SULLA RETE SONO ALLUCINANTI. VAURO MINACCIATO FISICAMENTE” 3. GIGGI ER BULLO: “ORA NON VOGLIO DISTURBARE LA CAMPAGNA ELETTORALE DI GRILLO, MA UNA VOLTA TERMINATA, POTREI ANDARE ANCH'IO NELLE PIAZZE A RACCONTARE COME STANNO LE COSE. SAREBBE UN'OPERAZIONE DI LEGITTIMA DIFESA E PER LA LIBERTÀ DI STAMPA. UNO CHE HA FATTO LA PUBBLICITÀ DELLA YOMO NON PUÒ FARMI L'ESAME DEL SANGUE” 4. E MICHELONE ROSICA SUGLI ASCOLTI SEMPRE PIÙ DECLINANTI DI “SERVIZIO PUBBLICO”: “GRILLO DA MENTANA NON HA FATTO IL BOTTO... IL PASSAGGIO DI FAZIO E SAVIANO A LA7 È STATO CELEBRATO, MA NELLA CLASSIFICA DEGLI ASCOLTI SI COLLOCANO AL 19° POSTO”

1. GRILLO RISCHIA DI FAR SCOPPIARE LA COPPIA SANTORO-TRAVAGLIO
Maurizio Caverzan per ‘Il Giornale'

I giornalisti sono stati convocati per parlare di Announo, il nuovo programma di approfondimento condotto da Giulia Innocenzi, che da giovedì, ospite Matteo Renzi, prenderà il posto di Servizio pubblico. A ben guardare, però, tira aria di rifondazione anche per il talk show di Michele Santoro: un nuovo inizio, una ripartenza, forse anche con un nuovo nome e qualche novità nella squadra. Del resto, Todo cambia: in politica, nell'informazione, nel rapporto con i leader, con Grillo, Renzi, la sinistra. Un cambiamento che potrebbe comportare anche la separazione tra l'ammiraglio e il suo bombardiere più agguerrito.

«Fino a qualche tempo fa era tutto chiaro, il cattivo era riconosciuto», spiega Santoro. «Di fronte a Berlusconi, io e Travaglio eravamo uniti, anche se io ero su posizioni più liberali... Ora chi è il cattivo?». Travaglio sta con Grillo, Santoro no. Inoltre, anche sul piano televisivo assistiamo a un cambiamento profondo: «E io pensavo che Servizio Pubblico fosse un ciclo finito. Ma Cairo, con cui c'è stato un confronto serrato, ci ha chiesto di continuare anche per l'anno prossimo. Sono stato contagiato dalla sua voglia e ho deciso di accettare».

Tanto più che «La7 è il vertice dell'indipendenza e sono onorato di lavorare in una rete in cui nessuno mi dice che cosa devo fare». E la Rai? «Se mi offrisse di fare un programma, anche simbolico, tipo Trasmissione zero, lo farei, perché no? È un lungo pezzo di storia professionale...».

Ma di ritorni, per ora non si parla. Della necessità di cambiare Servizio pubblico invece sì. La riflessione era già in atto. E l'attacco di Grillo ha fatto da detonatore. «Mi auguro che dismetta i toni illiberali. Che impari a rispettare il lavoro dei giornalisti», afferma Santoro. «Contro Vauro ci sono stati toni inaccettabili, fino alle minacce, innescate da una forza politica che avrebbe il dovere di dissociarsi. Il mio amico Travaglio dice che la Rete si esprime così. Io temo che si trasformi in una grande Piazza Tahrir, anti-istituzionale a prescindere.

Grillo è il Berlusconi del web», dice al Giornale il conduttore che con il Cav ospite ha fatto il record storico: «Ti restituisce quello che prende da lì, sull'immigrazione, sulla Tav... Fa il suo mestiere, ma non ha l'autorità morale per dire chi sono i buoni e i cattivi. Usa anche il gossip per colpire i presunti avversari... Si è creata una combinazione mostruosa Casaleggio-Dagospia. Ora non voglio disturbare la sua campagna elettorale, ma una volta terminata, potrei andare anch'io nelle piazze a raccontare come stanno le cose. Sarebbe un'operazione di legittima difesa e per la libertà di stampa».

In difesa, Santoro gioca anche a proposito di crisi «dei cosiddetti talk show». È la tv generalista a essere in crisi, dieci anni fa Rai e Mediaset facevano il 90 per cento di share ora arrivano al 60. E poi, mostrando uno studio dell'istituto di ricerche Barometro, sottolinea che «nella storia di La7 Servizio pubblico compare in 4 posizioni della top 5, in 6 della top 10 e in 15 tra le prime 20 (in share, ndr), mentre nell'ultima stagione ricopre le prime sedici posizioni (in valori assoluti, ndr)». Se quest'anno c'è stato un calo è perché «ora lo spettatore ha un rapporto diverso con la politica». Alla maggioranza del pubblico interessa capire se Renzi ce la fa o no.

Per il resto «siamo invasi da replicanti della politica. Ma anche i big hanno un richiamo limitato: Grillo da Mentana non ha fatto il botto... Lo stesso Berlusconi forse non ha piacere a tornare da noi, perché dovrebbe misurarsi con il 34 per cento dell'anno scorso. Magari avrà più interesse ad andare nel programma di Giulia. Certo, è stato invitato; come pure Grillo». Che però andrà da Vespa. «C'è la campagna elettorale e se gli serve fa bene... Ma mi pare una sconfitta, un'incoerenza. Tra dire che la tv è morta e poi andare da Vespa...», punge Santoro, dribblato dallo Sciamano pentastellato.

«In realtà, la tv si mostra centrale anche quando nei blog si parla per una settimana dell'operaio ospite di Servizio pubblico e per prendere i voti di Berlusconi si attacca il Pd e la nuova peste rossa». Insomma, tutta colpa di Grillo e dei politici se i talk vanno così così. E un po' di autocritica di voi televisivi? «Ci siamo adagiati sul fatto che la temperatura esterna garantiva il successo delle nostre trasmissioni. Ma adesso si riparte...». Auguri.

3. SANTORO: "SMETTILA O SCENDO IN PIAZZA" IL GIORNALISTA PRESENTA "ANNO UNO" (LA7) E REPLICA AGLI ATTACCHI DEL LEADER M5S CONTRO DI LUI E VAURO
Alessio Schiesari per ‘Il Fatto Quotidiano'


L'occasione era la presentazione del nuovo programma condotto da Giulia Innocenzi, Anno Uno, ma Michele Santoro ieri ha parlato di molto altro: innovazione tv, Rai, crisi dei talk-show e, soprattutto, degli attacchi ricevuti dal M5S. Con una promessa: "Dopo la campagna elettorale, potrei andare nelle stesse piazze di Grillo: a difendermi". Il riferimento è ai giorni scorsi, quando Grillo ha inserito Santoro nella rubrica del suo blog dedicata ai cronisti "nemici".

Una nomination per l'intervista, realizzata da Servizio Pubblico, a un operaio di Piombino che aveva criticato il M5S. "Mi auguro che Grillo dismetta i toni illiberali", ha detto Santoro. "Continua a fare campagne di proscrizione: i commenti sulla Rete sono allucinanti. Vauro è stato minacciato fisicamente. Uno che ha fatto la pubblicità della Yomo non può farmi l'esame del sangue".

Poi, si è parlato anche della nuova trasmissione, Anno Uno. La squadra di Servizio Pubblico è confermata, ma con due novità: a condurre il programma sarà Giulia Innocenzi e dalle Iene arriverà Pablo Trincia. Il format prevede un solo politico che risponderà alle domande di 30 ragazzi. Il primo ospite sarà Matteo Renzi, ma Santoro invita anche Berlusconi: "Credo stia pensando di venire a Servizio Pubblico, ma penso che per lui sarebbe più facile andare ad Anno Uno. In un periodo in cui non fa ascolti, misurarsi con lo share dell'anno scorso sarebbe un problema".

Stesso invito per Grillo, ma "alle stesse condizioni degli altri" perché "da noi non si fanno faccia a faccia ma ci si confronta". "Tra l'altro so che Grillo sta trattando con Vespa. Significa che la tv non è morta, come diceva lui. Deve fare autocritica".

Non è morta, ma la crisi si sente. Tanto che Cairo ha chiesto una riduzione del budget e un aumento della pubblicità, 5 minuti in più a ogni puntata. "Ero scettico sull'opportunità di continuare, ma mi ha convinto" perché "La7 resta il vertice dell'indipendenza televisiva italiana". Però ammette che, se la Rai gli chiedesse di collaborare a una nuova produzione, non direbbe di no. Il conduttore rivendica i suoi successi: "Servizio Pubblico è nei primi due posti per gli ascolti in tutta la storia di La7. E non solo per la puntata con Berlusconi, ma anche per un'altra. Il giovedì sera la rete è terza negli ascolti, dietro Canale 5 e Rai Uno".

Poi sceglie un paragone con un'altra trasmissione: "Il passaggio di Fazio e Saviano a La7 è stato celebrato, ma nella classifica degli ascolti si collocano al 19° posto". Santoro, infine, non ha gradito il modo in cui certi giornali stanno affrontando il crollo degli ascolti dei talk-show. Cita il Fatto Quotidiano, che avrebbe "fretta di celebrare il nostro funerale". E commenta sul fatto che la crisi non tocca solo gli ascolti tv, ma anche le vendite dei giornali. Quando però alcune domande provano a soffiare sulla polemica, Santoro non abbocca e parla di "giornalisti che non capiscono come possa esistere la dialettica nello stesso gruppo editoriale. Non sono abituati a essere lasciati liberi dal proprio editore".

Durante l'incontro, è intervenuta anche Cinzia Monteverdi, presidente di Zerostudio's (produce Servizio Pubblico) e amministratrice delegata dell'Editoriale il Fatto Spa, ribadendo che, "per quanto in tanti si affrettino nel dichiarare come negativi i risultati di Servizio Pubblico, nessuno pondera lo share ottenuto in un momento di crisi e di cambiamento dell'informazione".

Esattamente come i giornali stanno subendo il calo delle edicole così anche la tv sta subendo una trasformazione che, "certamente, ci impone coraggio nel cercare nuovi linguaggi". Monteverdi ha concluso ricordando che, nonostante le difficoltà del mercato, i risultati di Servizio Pubblico sono molto positivi, "così come al Fatto siamo orgogliosi di chiudere il quinto bilancio in utile".

3. LA INNOCENZI DEBUTTA CON «ANNOUNO» PRIMO OSPITE RENZI
Da ‘Il Giornale'

Un format con al centro i giova¬ni che si confrontano con i temi della politica, dell'economia, del lavoro e del futuro.Un politi¬co che li ascolta e si misura con loro su una domanda di base della serata. Dopodomani, per quattro giovedì, Giulia Innocen¬zi( nella foto)esordisce alla con¬duzione in «Announo». Primo ospite, il premier Matteo Renzi. «Ma abbiamo invitato anche Berlusconi, Grillo e gli altri lea¬der. Vorremmo che ci fosse un solo politico a confrontarsi, ma a volte potranno essere due», ammette la Innocenzi.

Davanti a loro ventiquattro ragazzi di estrazione, formazione, cultu¬ra, etnia diverse: dalla ragazza dei centri sociali che a Venezia si batte contro il passaggio delle navi giganti a quella che conte¬sta il sindaco di Feltre per la poli¬tica d'integrazio¬ne degli extraco¬munitari a scapi¬to della popola¬zione locale; dal rampollo della dinastia Ferra¬gamo a quello che è emigrato al¬l'estero in cerca di lavoro; dal giovane con la quinta elementa¬re al dottorando; dal musulma¬no al ragazzo che ha partecipa¬to al «Grande fratello» e milita nelle formazioni della destra sociale.

«Lanceremo l'hashtag #stocon per capire su Twitter chi tra i ragazzi avrà il maggior consenso di pubblico eilvincito¬re si confronterà in un faccia a faccia con l'ospite», spiega Inno¬cenzi. «Sarà un esperimento con un mix di generi». Ci saran¬no anche Travaglio, con una fi¬nestra sulla campagna per le Europee, le vignette di Vauro, l'innesto di Pablo Trincia delle «Iene». E naturalmente Santo¬ro, quantomeno con la tradizio¬nale anteprima.

 

 

michele santoro x MARCO TRAVAGLIO CON BEPPE GRILLOsantoro berlusconi grillo travaglio abbraccio lapMICHELE SANTORO E MICHELE SANTORO presentazione libro Walter Molino MARCO TRAVAGLIO CON BEPPE GRILLOBEPPE GRILLO E MARCO TRAVAGLIO - Copyright PizziBRUNO VESPA E MICHELE SANTOROSANTORO DELLA VALLE CARLO ROSSELLA copia SANTORO DELLA VALLE E ROSSELLA SULLO YACHT VIGNETTA BENNY TRAVAGLIO INGINOCCHIATO DAVANTI A GRILLO DA CHI SANTORO ALLE MALDIVE CARLO ROSSELLA DIEGO DELLA VALLE MICHELE SANTORO FOTO DA CHI DA CHI SANTORO ALLE MALDIVE berlusconi, santoro travaglioMICHELE SANTORO E GIULIA INNOCENZI ALLA PRESENTAZIONE DI ANNOUNOSANTORO MATTATORE E BERLUSCONI LEONE travaglio, santoro

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