scrittori alcol

ALCOLISTI NON ANONIMI – FITZGERALD E HEMINGWAY, CHEEVER, CARVER E TENNESSEE WILLIAMS: UN LIBRO RIPERCORRE L’EUFORICA E DOLOROSA RELAZIONE CON L’ALCOL DEI GRANDI SCRITTORI AMERICANI – LE TRINCATE INDIMENTICABILI A LIONE DI FRANCIS SCOTT E ERNEST: PER L’AUTORE DEL “GRANDE GATSBY” SMETTERE DI BERE SIGNIFICAVA NON TOCCARE SUPER ALCOLICI: LI SOSTITUIVA CON LA BIRRA...

Gaia Manzini per “il Foglio”

 

OLIVIA LAING - VIAGGIO A ECHO SPRINGS - STORIE DI SCRITTORI E ALCOLISMO

Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: 'Ho bevuto troppo ieri sera'". Comincia così Il nuotatore di John Cheever, forse uno dei racconti più belli mai scritti. Uscito nel 1964 nel New Yorker, Il nuotatore narra di Ned e della sua impresa in un pomeriggio d' estate. Alto, snello, atletico, Ned sta bevendo un bicchiere di gin a bordo piscina, nel giardino di alcuni vicini di casa.

 

Si alza, respira profondamente come se volesse trasformare in ossigeno tutte le componenti di quel momento: il calore del sole, il cielo terso, la coscienza di far parte di una comunità di amici. Ecco cosa farà, pensa Ned, tornerà a casa a nuoto attraversando il sobborgo di Bullet Park e tuffandosi in tutte le piscine che incontrerà sulla strada, magari facendosi ogni tanto un bicchiere con qualche amico.

 

zelda e francis scott fitzgerald

"Il sentirsi avvolto e sostenuto da quell' acqua verdognola gli sembrava non tanto un piacere quanto un ritorno a una condizione naturale". Ma la condizione naturale - nuotata dopo nuotata, superalcolico dopo superalcolico - coinciderà per Ned con la sconvolgente presa di coscienza del proprio fallimento, della propria inesorabile caduta. La memoria vacilla, il senso di realtà è offuscato. Ned non fa più parte da tempo di quella comunità, da tempo ne è stato escluso. Il suo è il punto di vista di una persona confusa, che non vuole accettare la verità. La versione di qualcuno che ha bevuto troppo.

ernest hemingway e l'alcol 1

 

Nel racconto di Raymond Carver Perché non ballate, un uomo è alla finestra. Osserva il giardino dove ha disposto tutti i mobili di casa sua in modo da ricostruire perfettamente ogni ambiente. L' uomo sta bevendo, ma è come se fosse lucidissimo. Spia la sua vita per quella che deve essere stata un tempo: da dentro spia un fuori, in una sorta di disposizione ribaltata della scena. Non sappiamo cosa sia successo a quest' uomo: sospettiamo solo che voglia vendere tutto - ogni mobile, ogni oggetto -, che voglia liberarsi della sua esistenza passata. La sua esistenza, lì in giardino.

john cheever

 

Quando arrivano un ragazzo e una ragazza decisi a comprare parte dei mobili, sembra non volerli lasciare andare; non contratta, non affretta la trattativa, versa da bere. Poi si mette a ballare con la ragazza, forse gli ricorda qualcuno. Quest' uomo ha bevuto tutto il tempo e ora danza: è un ballo intimo, come se per un attimo volesse tenere ancora la sua vita per sé, coltivare un' ultima speranza d' amore.

 

john berryman

Nel 1973, a Iowa City, Cheever e Carver salgono a bordo di una Ford Falcon due volte alla settimana e vanno allo spaccio per comprare lo scotch che poi bevono nella stanza di John. Cheever ha sessantun anni e insegna al famoso Writers' Workshop, Carver ne ha trentacinque ed è arrivato da poco in facoltà. Appena si sono incontrati, hanno riconosciuto l' uno nell' altro una matrice comune di solitudine e disperazione: insieme non fanno altro che bere. Si presentano in classe, ma non sono mai lucidi.

 

raymond carver 1

Per tutto il tempo che passano insieme nessuno dei due tocca neanche una volta la macchina da scrivere. Olivia Laing, scrittrice e critica letteraria inglese, è autrice di un saggio narrativo - Viaggio a Echo Spring, Il Saggiatore - sui grandi scrittori americani e la loro euforica e dolorosa relazione con l' alcol. Scrive inseguendo un' ossessione che attinge alla propria autobiografia. Scrive di una dipendenza che sembra un anestetico per una dipendenza più grave, quella dal la vita.

 

Scrive della fede nella letteratura come antidoto per entrambe, unico modo per esplorare le regioni più oscure dell' esperienza umana. Nell' introduzione a Recovery, il romanzo postumo del poeta John Berryman, Saul Bellow osservava: "L' ispirazio ne conteneva una minaccia di morte.Mentre scriveva le cose che aveva atteso e per cui aveva supplicato, l' alcol era uno stabilizzatore. Riduceva in qualche modo quell' intensità fatale".

 

ernest hemingway e l'alcol

Fitzgerald, Hemingway, Tennessee Williams, Cheever, Carver, Berryman: quello di Olivia Laing è un reportage di viaggio attraverso l' Ameri ca di questi autori, attraverso il loro senso di inadeguatezza, l' odio per se stessi, la sessualità conflittuale, l' amore per Echo Spring, come Brick Pollitt nella Gatta sul tetto che scotta chiama l' armadietto per i liquori.

Rotte della dipendenza, sentieri della disintossicazione.

 

fitzgerald e labirra

Non erano solo Carver e Cheever a bere insieme. Lo stesso era successo a Hemingway e Fitzgerald, soprattutto durante la loro indimenticabile gita a Lione. Si erano piaciuti subito. Fitzgerald l' aveva presentato al famoso editor Max Perkins, a cui aveva suggerito di mettere sotto contratto quel giovane promettente. Entrambi amavano la bella vita e soffrivano d' insonnia per colpa dell' alcol, anche se Scott insisteva nel dire che tutto era iniziato dal tormento di una zanzara in una stanza d' albergo a New York, nel 1932.

 

Gli piaceva minimizzare. Lo stesso accadeva con l' alcol: per lui smettere significava non toccare super alcolici; li sostituiva con la birra, che considerava alla stessa stregua dell' acqua. E intanto scivolava, incapace di frenare la sua inesorabile caduta - Zelda ricoverata in un ospedale psichiatrico, il suo successo affievolito dopo la pubblicazione di Tenera è la notte. Eppure a Fitzgerald rimaneva un' unica certezza: bere rendeva migliore il suo lavoro ed era una fuga dal mondo, anche se poi era difficile equilibrare ragione ed emozione.

truman capote e l'alcol

 

"Ho bevuto troppo e questo di sicuro mi sta rallentando. D' altra parte se non avessi bevuto non sarei riuscito a sopravvivere stavolta". In una lettera in cui cercava di spiegare la disperazione del suo amico morto ormai da dieci anni, Hemingway parlava dell' alcol che aiuta a vivere, che si usa come Ammazza -giganti e che per Scott era diventato veleno. Lui in fondo si era sempre meravigliato - un po' inor ridito - per la scarsa capacità di Fitzgerald di tollerare gli alcolici. Ammazzare i giganti, resistere, credere nella propria forza di uomini.

 

ernest hemingway e l'alcol 2

Padri suicidi o aspiranti tali, il continuo desiderio di morte, l' infanzia infelice che accomuna questi autori.Clarence Edmonds Hemingway, il padre di Ernest, era stato perseguitato dalle preoccupazioni economiche. Il 6 dicembre 1928 bruciò alcune carte nel seminterrato, poi urlò a sua moglie che era stanco e voleva fare un pisolino prima di pranzo. Andò in camera da letto e si sparò alla testa con la sua Smith and Wesson.

 

tennessee williams e l'alcol

Scrive in questo saggio Olivia Laing: "Dentro di me stava prendendo corpo la sensazione che ci fosse un legame nascosto tra le due strategie dello scrivere e del bere e che entrambe fossero legate al sentimento che qualcosa di prezioso fosse andato in pezzi e al desiderio di ricomporlo". Da qualche parte qualcosa si è rotto e preme per emergere. Nelle Nevi del Kilimangiaro, il protagonista Harry sperimenta continue visioni sulla propria morte, nell' ultima si trova a sorvolare la foresta, proprio come aveva fatto Hemingway, vedendo zebre e gnu che corrono a grandi falcate nel giallo grigio delle pianure.

 

raymond carver

Harry si rende conto di avere distrutto il proprio talento di scrittore evitando di usarlo, tradendo se stesso, bevendo tanto da smussare l' acutezza delle proprie percezioni. In quelle righe si avverte la presenza di un altro Hemingway, quello che conosceva fin troppo bene la voluttuosità della disperazione, "la spinta gravitazionale che la morte esercita nei confronti dei suoi sudditi".

 

Nelle sue lettere era stato proprio Hemingway a minacciare il suicidio, forse era quello il gigante cui si riferiva. Ma alla fine quel gigante vinse su di lui. Ernest si sparò in Idaho, dieci giorni prima del suo sessantaduesimo compleanno. Tennessee Williams è morto il 25 febbraio 1983 nella in una suite all' ho tel Elysée a pochi minuti da Brodway.

 

john cheever 2

Aveva settantun anni: era infelice, sottopeso, dipendente dalle droghe e dall' alcol, paranoico fino al delirio. Era venuto la prima volta a New York nel 1928 invitato del suo amato nonno, il reverendo Walter Dakin, per un tour insieme ad alcuni parrocchiani avventurosi. Non aveva mai bevuto in vita sua, ma nel loro gran tour non mancò mai lo champagne francese, non mancarono mai i suoi attacchi d' ansia, fin quando le due cose - l' alcol e quello che lui chiamava processo di pensiero - non iniziarono a viaggiare insieme.

Bere come antidoto al terrore, ma anche alla timidezza, nonostante negli ultimi anni avesse aggravato l' inson nia e le palpitazioni. Diceva di soffrire di una doppia nevrosi, paura di parlare e nevrosi cardiaca. Forse era per questo che amava viaggiare: l' accele razione di energia che arriva quando si sta per cambiare posto gli faceva dimenticare il resto.

ernest hemingway e l'alcol 3

John Cheever aveva bevuto ininterrottamente per quarant' anni, soffriva di afasia e di perdita di memoria, era talmente sprofondato nelle sue illusioni difensive che si era inventato una moglie maniaco -depressiva. E mai si dimenticava di suo padre sbronzo che sulle montagne russe di Nagasakit minacciava di buttarsi di sotto, tra le risate degli sconosciuti. Per lui, che aveva preso la prima sbronza insieme all' editore Malcolm Cowley, l' alcol aiutava ad attenuare la percezione di essere un impostore tra le persone della classe media. Chiunque abbia letto i suoi diari conosce quel divario doloroso tra apparenza e interiorità.

 

Ogni mattina Cheever prendeva l' ascensore a Sutton Place, giacca, cravatta, stile impeccabile. Ma mentre gli altri uomini vestiti come lui confluivano nella hall per affrettarsi in ufficio, Cheever scendeva nel seminterrato, si spogliava e si sedeva in mutande davanti alla macchina da scrivere.

raymond carver e l'alcol

 

John Berryman, premio Pulitzer nel 1964, beveva perché era un nevrotico, soffriva d' insonnia e passava la notte a camminare per le vie di Detroit. Nel 1940 divenne docente di Letteratura inglese a Harvard. Si sottoponeva a un programma frenetico di studio e insegnamento, non mangiava quasi niente e soffriva di allucinazioni; diceva di sentirsi come un personaggio secondario di un romanzo scadente di Fitzgerald. Anche lui era figlio di un suicida, anche lui era ossessionato dal proprio passato. Era impossibile non mescolare successo e autodistruzione.

 

Per lui l' ispirazione conteneva una minaccia mortale, ma non erano stati i suoi Canti onirici a ucciderlo. Non erano le poesie ad aver causato il delirium tremens, provocato la ginecomastia; non lo avevano fatto cadere dalle scale, vomitare o defecare in pubblico.

ernest hemingway francis scott fitzgerald

Forse l' alcol aveva placato la sensazione di panico, ma un drink dopo l' al tro aveva plasmato una vita di angoscia e disgregazione fisica e morale.

 

"Perché un uomo beve? ", si chiede Tennessee Williams in una lettera a Elia Kazan, dandosi subito due risposte: se la fa sotto dalla paura per qualcosa; non riesce ad affrontare la verità su qualcosa. In Three Players of A Summer Game (New Yorker, 1° novembre 1952), Brick dice che un uomo quando beve è due persone insieme: una che afferra la bottiglia e l' altra che lotta per impedirglielo.

francis scott fitzgerald

 

Torna l' idea dell' impostura, dell' essere dimidiati, costretti a un doppio gioco con sé stessi; come sapeva bene Cheever, come succede con ogni dipendenza - anche se lui alla fine riuscì a disintossicarsi. Si comincia con un' alchimia, col lavoro duro, e si finisce quando si permette a un lato orribile e perverso di insediarsi nel nido e squarciare ogni speranza di lavoro. E' come avere un incendio nel petto: "La sorprendente coesistenza del bene e del male, la scioccante dualità di un singolo cuore".

 

raymond carver e l'alcol 1

E poi c' è l' acqua. Ritorna spesso nelle opere degli scrittori alcolisti. L' acqua che è l' elemento ideale per rinascere. C' è nel Nuotatore come ritorno a se stesso, possibilità per quanto tragica di vedere il presente con lucidità. C' è per Hemingway quella voglia di buttarsi a capofitto tra le onde dal ponte della Pilar, buttarsi a capofitto nella vita. C' è l' acqua terribile dei Canti onirici di Berryman, che è quel mondo sommerso dove si è nudi, completamente soli, irraggiungibili.

 

john cheever 1

L' ac qua di Key West dove Tennessee Williams annegava le delusioni. Ci sono i torrenti amati da Carver, con la loro musica, la loro purezza, l' eco di una nuova possibilità per lui che non credeva in Dio ma nella resurrezione, nel fatto che il recupero fosse una questione di fede: "Su questo non c' è alcun dubbio. Quando mi alzo al mattino sono felice di farlo". L' acqua che forse è la letteratura: il potere dei racconti di dare senso allo strazio e alla solitudine, e di trovare un altro mondo. Come diceva Fitzgerald, scrivere bene non è altro che nuotare sott' acqua e trattenere il respiro.

tennessee williams e l'alcol 2ernest hemingway e l'alcol 5ernest hemingway e l'alcol 6ernest hemingway e l'alcol 4

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…