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FLOP A CINQUE CERCHI PER MAMMA RAI! PER I GIOCHI DI RIO VIALE MAZZINI HA PERSO SU SHARE E COSTI: MENO ASCOLTI DI PECHINO E LONDRA, SPESI 70 MILIONI DI EURO PER SOLO 7,5 DI INCASSI: RIPAGATO SOLO UN DECIMO - IL PIDDINO ANZALDI INFILZA CAMPOSANTO DALL’ORTO CHE SPARA LA CIFRA-MONSTRE DI 42 MILIONI DI TELESPETTATORI SU 55 MILIONI DI ITALIANI! - TRA I TELECRONISTI OTTIMI BIZZOTTO E BRAGAGNA

ANZALDIANZALDI

Renato Stanco per www.lettera43.it

 

Dici Olimpiadi e pensi subito in grande. Perché fuori e dentro i cinque cerchi il piccolo non ci sta più da tempo. Tutto è espanso, dilatato, portato al massimo delle capacità. E non solo dal punto di vista sportivo. Anche ciò che ruota intorno soffre di gigantismo. Una malattia che ha contagiato la Rai, al punto da indurre il vertice di Viale Mazzini a dare letteralmente i numeri.

 

Come sottolinea con estrema sagacia il deputato del Partito democratico e membro della Vigilanza Michele Anzaldi, diventato il fustigatore degli sprechi pubblici catodici, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha entusiasticamente annunciato urbi et orbi che le Olimpiadi «sono state viste da 42,3 milioni di italiani». Una cifra enorme, un dato d’ascolto da Guinnes dei primati.

 

ASCOLTI ECCESSIVI

Però secondo l’Istat, sottolinea l’esponente dem, «al primo gennaio del 2016 gli italiani erano 55,6 milioni. Ora, considerando i connazionali all’estero in vacanza o per lavoro, i ricoverati, i moribondi, i bambini» e via di questo passo, secondo il dg «tutti gli italiani, nessuno escluso, sarebbero stati per l’intero mese di agosto davanti alla tivù». Anche a voler essere ottimisti è una tesi difficile da sostenere.

 

RAI SPORT OLIMPIADI RIORAI SPORT OLIMPIADI RIO

«Con tutta la buona volontà il dato non è credibile, anzi è un po’ scorretto», sostiene il membro della Commissione di Vigilanza, «è evidente che è la somma dell’audience medio giornaliero, e quindi se per esempio un italiano ha visto le Olimpiadi 6 volte, significa che è stato conteggiato 6 volte». Un salto triplo con doppio avvitamento, roba da medaglia d’oro.

 

PROGRAMMI NON CRIPTATI

olimpiadi raiolimpiadi rai

Anche perché la Rai ha pensato bene di non criptare i programmi, pur avendo l’esclusiva, in modo da poter conteggiare anche i telespettatori delle piattaforme a pagamento, come quella di Sky. La verità, secondo lo stesso Anzaldi che ha elaborato e comparato i dati, è che le Olimpiadi di Rio hanno fatto registrare l’ascolto più basso delle ultime edizioni (Pechino 2008, Londra 2012).

 

EMORRAGIA DI SPOT ANCHE PER COLPA DEL PERIODO

La voglia di grandezza ha fatto compiere al vertice aziendale un salto in alto fuori dalla propria portata. E la storia dei numeri moltiplicati si sposa perfettamente con quella dei costi alle stelle a fronte di incassi magri, dato  che le nefaste previsioni della vigilia sono state ampiamente rispettate. Cifre alla mano la Rai ha speso quasi 70 milioni di euro per far vedere agli italiani le imprese dei nostri atleti e dei loro rivali.  Ma gli incassi derivati dai contratti pubblicitari si aggirano attorno ai 7,5 milioni di euro. 

 

RIPAGATO UN DECIMO

CAMPO DALL ORTOCAMPO DALL ORTO

Praticamente la televisione pubblica ha ottenuto solo un decimo di quanto pagato, quasi sufficiente a coprire gli 8 milioni di euro sborsati per la produzione. Tre sono stati usati per il personale (trasferte e soggiorno) inviato in Brasile: 180 addetti tra giornalisti, tecnici e impiegati. E cinque per i costi industriali di realizzazione dei servizi. A determinare questa emorragia di spot in parte ha contribuito il periodo, visto che agosto televisivamente parlando è un buco nero per i venditori, e in parte gli Europei di calcio che hanno fatturato 60 milioni di euro cannibalizzando il mercato tra giugno e luglio.

 

PACCHETTI PROIBITIVI

Resta il fatto che i listini degli spot confezionati dalla Rai (si vendevano pacchetti complessivi da uno o due milioni di euro o passaggi giornalieri da 60-100 mila euro) non hanno certo invogliato le aziende a farsi avanti.

 

CAPITOLO GIORNALISTI: A SALVARSI SONO STATE LE TELECRONACHE

E poi c’è il capitolo inviati e commentatori. Il direttore di Rai Sport Gabriele Romagnoli, che non ha certo brillato alla sua prima vera uscita in video, ha detto che a lavorare sulla copertura delle Olimpiadi sono stati in 199 giornalisti e tecnici. Considerato che molte cose non si sono viste per sovrapposizioni o mancanza di indicazioni chiare, e quelle andate in onda avevano un corredo giornalistico non proprio all’altezza, il bilancio è da sufficienza risicata.

FRANCO BRAGAGNAFRANCO BRAGAGNA

 

A salvarsi sono state le telecronache. Su questo fronte la Rai è ancora al top, potendo contare su eccellenze del giornalismo sportivo italiano. Un merito che va al di là delle idee del direttore Romagnoli, sempre meno amato dalla redazione che ora teme tagli e riduzioni nella programmazione per contenere i costi, e della stessa dirigenza.

 

OTTIMI BIZZOTTO E BRAGAGNA

ROMAGNOLIROMAGNOLI

Tra i più bravi e amati dagli sportivi ci sono senza dubbio Stefano Bizzotto (per i tuffi, con Oscar Bertone, e il calcio) e Franco Bragagna. A loro si aggiungono le collaudate coppie telecronista-commentatore composte, per il ciclismo, da Francesco Pancani (degno erede di Adriano De Zan) e Silvio Martinello (bravissimo a spiegare il ciclismo su pista, la Bmx e la Mountain Bike), Andrea Fusco e Igor Cassina per la ginnastica (con le gradite incursioni di Jury Chechi e Carlotta Ferlito), Tommaso Mecarozzi e Luca Sacchi, affiatatissime voci del nuoto, Maurizio Colantoni e Consuelo Mangifesta per il volley e il beach volley femminili, Alessandro Antinelli e Andrea Lucchetta per il volley e il beach maschili.

 

QUALCHE CRITICA SUI SOCIAL

Su quest’ultima coppia spendiamo due parole in più. Sui social network gli utenti si sono lasciati andare a commenti duri contro Lucchetta perché non ne capivano i giochi di parole. Ma lui è così, prendere o lasciare. E la grandezza delle Olimpiadi è anche questa.

STEFANO BIZZOTTOSTEFANO BIZZOTTO

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