fulvio abbate

“IL RIFERIMENTO ALTO PER DEFINIRE ‘LOL - CHI RIDE E’ FUORI’ E’ IL GRIDO DI BATTAGLIA VERNACOLARE DEL “CHE CAZZO TE RIDI?” - FULVIO ABBATE CONTRO IL PROGRAMMA DI AMAZON: “ANCHE LE BATTUTE SONO SCARTI DELL’ORMAI AVARIATO STILE DEMENZIALE, COME QUANDO FRANK MATANO MIMA UN PRETE PRIVO DI BRACCIA INTENTO A FARE IL SEGNO DELLA CROCE, FREDDURE, EPPURE INTANTO I GIUDICI NE RIDONO DALLA LORO, BEATI, BEOTI. D’ALTRONDE, NON È FORSE VERO CHE TRA I CONTENUTI PIÙ CLICCATI DI YOUTUBE TROVIAMO COLORO CHE, MUNITI DI ACCENDINO, CREANO PICCOLI FUOCHI FATUI DALLE PROPRIE SCOREGGE?”  

Fulvio Abbate per https://www.ilriformista.it

 

pintus

Lol – Chi ride è fuori, leggo, è un “game show” che si abbatte su di noi da Amazon Prime Video, a condurlo Fedez e Mara Maionchi, figurine jolly della televisione odierna al confine con i social. Tra i concorrenti, l’apprezzabile Elio, Katia Follesa, Frank Matano e altre faccine varie ed eventuali. Il sottotitolo più opportuno da consegnare al format dovrebbe contemplare una sentenza: anche il demenziale non è più quello di una volta. Come nel “gioco del silenzio” di memoria scolastica elementare, ergo infantile, il primo che ride deve ritenersi escluso.

 

FULVIO ABBATE

I concorrenti entrano in studio alla spicciolata, mostrando tutti, almeno di fronte a se stessi, la garanzia d’essere irresistibilmente comici; certezze presunte. Come preside e vicepreside, il Fedez e la Maionchi osservano e studiano i pulcini da una postazione video segreta, come già Goldfinger, certi che nessuno dei prescelti riuscirà a resistere a lungo al supplizio, e intanto, proprio come l’“infame” del “Cuore”, ridono liberamente, sadicamente, banalmente di tutti loro.

 

In questo senso, sembra quasi che Lol serva a testare innanzitutto le qualità attoriali, dunque comiche, dei suoi protagonisti-concorrenti, percezione errata poiché in verità l’obiettivo ultimo dell’intero gioco è semmai stabilire complicità con lo spettatore, quanto insomma quest’ultimo, se lì presente, resisterebbe alla tortura crudele della propria tenuta comica ed emotiva. Il filosofo che più d’altro ha provato a penetrare il significato del comico si chiama Bergson, questi ha addirittura dedicato al tema un saggio, Il riso.

il cast di lol

 

Tra le cose più significative indicate dal pensatore francese, come essenzialmente comiche, dunque in grado di suscitare esattamente la risata incontrollabile, si annovera il caso del povero disgraziato che dovesse inciampare: ne consegue una fragorosa, nuovamente infame, risata da parte degli astanti, oppure, continua ancora Bergson, «…una faccia triste non fa ridere, due facce tristi, l’una accanto all’altra, sì».

 

Con Lol non siamo in presenza di nessuna vetta degna delle riflessioni ontologiche, semmai scorgiamo un insieme di salariati dello spettacolo commerciale lì convocati per le loro comprovate attitudini da “cazzari”, genere di talento degno dei capannelli che hanno luogo storicamente presso l’officina dell’amico carburatorista, fessi che hanno fatto strada fi – no a raggiungere le piattaforme dell’intrattenimento.

 

michela giraud e lillo

Così nella certezza che ogni mediocre ridente potrà identificarsi pienamente in loro. Torna in mente, pensando a ciò che dovranno escogitare per rendersi convincenti, uno dei diversivi scolastici dei baby boomers, se è vero che costoro, in tempi non ancora segnati dai social, si dilettavano a inseguirsi armati di ombrello con l’obiettivo di arpionare, da dietro, le palle del compagno in fuga; sarà stato il 1975, giorni della scomparsa di Pasolini, e un simile esercizio ci accadde di scorgerlo perfino lungo Trafalgar Square, dove l’inseguitore, intanto che si avvicinava all’inseguito, con idioma rionale, così garantiva: “Ti li pigliu, li gugliuna!” Ecco, più che a un Bergson, il riferimento alto per definire Lol sembra corrispondere al lancinante grido di battaglia vernacolare del “Che cazzo te ridi?”

lol

 

Anche le battute sono scarti dell’ormai avariato stile demenziale, come quando Frank Matano mima un prete privo di braccia intento a fare il segno della croce, freddure, eppure intanto i giudici ne ridono dalla loro, beati, beoti.

 

D’altronde, giusto per citare lo zeitgeist, ossia lo spirito del tempo, non è forse vero che tra i contenuti più cliccati di YouTube troviamo coloro che, muniti di accendino, creano piccoli fuochi fatui dalle proprie scoregge? Chissà se Marcel Duchamp, l’artista che per amor di dadaismo disegnò i baffi alla Gioconda, accompagnando l’immagine con la scritta-acronimo L.H.O.O.Q., allusiva a un possibile “lei ha caldo al culo”, riderebbe di Elio incorniciato proprio dentro una riproduzione della povera, compianta, Monna Lisa.

i protagonisti di lolfrank matano e katia follesail milanese luca ravennacaterina guzzanticiro e fru dei the jackalelio in versione monna lisafedez e mara maionchi ridonolol su amazon

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!