COMING OUT, SENZA BLACKOUT - SE L’OMOSESSUALITÀ DI LUCIO DALLA FOSSE STATA “IRRILEVANTE”, COME TANTI HANNO CONTESTATO ALL’ALDISSIMO, AI FUNERALI MARCO ALEMANNO SAREBBE STATO PRESENTATO PER CIÒ CHE ERA: IL SUO COMPAGNO E NON UN “COLLABORATORE” - IL ‘GENTILOMO’ BUSI GIÀ NEL 2006 SCRIVEVA: “PER NON ESSERE DEGLI OMOSESSUALI UMILIATI E OFFESI, BISOGNA OPPORSI A OGNI SENSO DI COLPA. PER NON ESSERE PIÙ OMOSESSUALI, BISOGNA ESSERLO FINO IN FONDO E FINO ALLE ESTREME CONSEGUENZE SOCIALI”…

1 - ULTIMI FUOCHI (FATUI) SUL SUDARIO DI DALLA E SUI SUOI STRASCICHI MEDIATICI
Marco Cavalli per altriabusi.it

Ora che le ceneri di Lucio Dalla saranno ormai tiepide, riesumiamo per seppellirlo definitivamente il tormentone sull'opportunità o meno dei commenti di Aldo Busi riguardo ai funerali del cantante. Una delle numerose obiezioni mosse a Busi fa riferimento all'omosessualità di Dalla come un particolare tutto sommato irrilevante ai fini del giudizio su di lui e sulla sua carriera. Ma se la questione fosse irrilevante, Alemanno ai funerali si sarebbe e sarebbe stato presentato per ciò che era, cioè il compagno di Dalla, mentre tutti sappiamo e abbiamo visto a prezzo di quale distorsione della realtà è stato ammesso a parlare alla cerimonia funebre del suo "principale".

Nei suoi interventi Busi non contesta la censura da parte dei preti, bensì l'autocensura preventiva di Alemanno allorchè, per poter dire una parola in pubblico sul compagno defunto, accetta di farsi presentare come un suo "collaboratore". Questo contestava Busi, e l'autocensura delle migliaia di persone convenute al funerale, nessuna delle quali ha trovato il coraggio o il buon senso di alzare un dito e la voce e dire come stavano realmente le cose. Che questa mancanza di riguardo sia poi fatta passare per "discrezione", serve solo a renderla ancora più colpevole.

Busi è stato aspramente criticato anche e soprattutto per aver fatto le sue osservazioni sulla salma del cantante, non prima, quando Dalla (in teoria) avrebbe potuto replicare o dire la sua. Di tutte le obiezioni questa ci sembra francamente la più sciocca. Come si può leggere qui sotto, Busi ha richiamato l'attenzione sulle responsabilità e sugli oneri che comporta l'essere omosessuali in Italia molto prima che Dalla morisse.

Lo ha fatto, tra gli altri, nel Manuale del perfetto Gentilomo (1999) e ha continuato a farlo occasionalmente in libri e articoli editi in seguito. La domanda che sorge spontanea è: perché Busi, com'è opinione condivisa dei fan di Dalla, sarebbe tenuto a conoscere le sue canzoni, mentre Dalla non si è mai sentito in dovere di interessarsi, se non all'opera letteraria di Busi, per lo meno alle sue posizioni tutt'altro che bisbigliate e evasive e trascurabili in materia di sessualità occultata/millantata/velata?

Perché si dà per scontato che Dalla con le sue canzoni si rivolge a tutti, mentre uno Scrittore, malgrado gli oltre quaranta titoli pubblicati, per parlare di omosessualità accortamente velata, cioè per esprimersi su Dalla, dovrebbe indirizzarsi espressamente a lui? Non è che forse aveva ragione a definirlo morto molto prima che gli facessero i funerali? Buona lettura!

2 - ESTRATTO DEL LIBRO "MANUALE DEL PERFETTO GENTILOMO" DI ALDO BUSI

Essere omosessuali e tuttavia privilegiare un'intelligenza della realtà comporta un grado di aggiornamento politico con se stessi al limite della crudeltà verso di sé, però chi è crudo resta vivo, chi è cotto diventa gay e morta lì. Essere omosessuali non è una scelta (e men che meno un optional) che una persona sessuale fa una volta per tutte come accade per gli eterosessuali che non se ne devono mai giustificare pubblicamente e pertanto nemmeno con se stessi.

Essere omosessuali dichiarati e in primis dichiarati al fisco, significa una ri-ri-ri-messa in discussione costante di sé e del mondo faticosissima sul piano psichico, psicologico, esistenziale, sociale, antropologico e ideologico (arcano dilemma: do il voto a chi mi vuole in un campo di concentramento ma mi salva il portafoglio o do il voto a chi mi blandisce con la pari dignità politica ma mi farà morire di fame e di fame di sesso?), tanto che sono convinto che stare nascosti, tutto sommato, sia meno doloroso e stressante che venire alla luce.

Nascondersi affina sempre meno la nostra sensibilità e le nostre capacità di interagire col mondo fino a ottunderle completamente e, consapevoli di ciò che potremmo essere, non siamo più consapevoli di ciò che effettivamente siamo diventati: uomini-non. [...]

Per non essere degli omosessuali umiliati e offesi, bisogna essere degli omosessuali che si oppongono a ogni forma di senso di colpa e che, se già ce l'hanno, adottano immediatamente delle contromisure per disintroiettarlo: per non essere più omosessuali, bisogna essere omosessuali fino in fondo e fino alle estreme conseguenze sociali.

E' questo il primo passo, e solo il primo, per tagliare la cresta al senso di colpa, poiché esso non permette mai di andare fino in fondo a niente, men che meno al tuo fondo individuale, unico e irripetibile, di cui la tua sessualità è solo uno dei tanti tasselli tenuti insieme a infiniti altri. Questo senso di colpa ti concede di stare a galla solo sulla superficie degli altri e solo finché garba a questa superficie, non già nell'apnea del tuo fondo, di cui ignori ancora tutto, comprese le preziose energie che ti darebbe se tu ti fiondassi dentro senza tante titubanze.

 

 

aldo busi LUCIO DALLA LUCIO DALLA E MARCO ALEMANNO Marco Alemanno - Copyright PizziFUNERALI LUCIO DALLA FUNERALI LUCIO DALLA MARCO ALEMANNO PARLA IN CHIESA AI FUNERALI DI LUCIO DALLA FUNERALI LUCIO DALLA FUNERALI LUCIO DALLA

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