1. DAL RAPPORTO DELLA POLIZIA DI MIAMI, APPENA È STATO FERMATO ALLE 4 DEL MATTINO PER UNA GARA CLANDESTINA IN LAMBORGHINI CONTRO LA FERRARI DEL SUO AMICO RAPPER KHALIL, LO SPROLOQUIO A BASE DI VAFFA DI JUSTIN BIEBER, SVALVOLATO DI XANAX E ERBA E SOSTANZE VARIE: “PERCHÉ CAZZO MI FERMATE? PERCHÉ CAZZO MI FATE QUESTO?” E HA MESSO LE MANI NELLE TASCHE, NONOSTANTE LA POLIZIA CHIEDESSE DI ALZARLE: “PERCHÉ CAZZO DEVO ALZARE LE MANI? NON HO NESSUNA CAZZO DI ARMA!” PRONTO PER LA REHAB? 2. ACCUSATO DI GUIDA IN STATO D’EBBREZZA, PATENTE SCADUTA E RESISTENZA ALL’ARRESTO 3. COME MILEY, BRITNEY, LINDSAY, ANCHE LUI ERA UN 14ENNE TUTTO FAMIGLIA E ‘‘A LETTO PRESTO’’. MA A 15 È DIVENTATO MILIONARIO, E HA PREFERITO BRUCIARSI DI DROGHE 4. CLAUDIO CECCHETTO: “PIÙ CHE RIBELLIONE GIOVANILE È UN’OPERAZIONE DI MARKETING”

1. LA SUA VERSIONE DEI FUCK: BIEBER SPROLOQUIA DAVANTI ALLA POLIZIA UBRIACO E STRAFATTO DI XANAX E ERBA. PRONTO PER LA REHAB?
da www.dailymail.co.uk

VIDEO - http://www.youtube.com/watch?v=ciKAKJFtHh0

VIDEO - http://www.youtube.com/watch?v=UrnZGVz0VA4

Justin Bieber ha pianto tutte le sue lacrime per l'arresto a Miami Beach, accusato di guida in stato d'ebbrezza, patente scaduta e resistenza all'arresto, mentre partecipava a una corsa clandestina in Lamborghini contro la Ferrari del suo amico rapper Khalil.

Nell'udienza il giudice ha fissato una cauzione di 2500 dollari, che è già stata pagata. Il diciannovenne è apparso dunque tranquillo, ha salutato i fan, ha sorriso per le foto, ma fonti a lui vicine danno un'altra versione dei fatti.

Come lui, è inquieto suo padre Jeremy, che ha un ruolo attivo nella situazione di suo figlio. Pare infatti che sia stato lui a incitare la gara clandestina si è tenuta. E lui era con Justin anche nel nightclub SET, dove il ragazzino sembrava già abbastanza stonato. Ha infatti detto alla polizia che aveva fumato marijuana tutto il giorno come antidepressivo. Aveva anche preso Xanax, datogli da sua madre.

Dal rapporto della polizia, appena è stato fermato, alle 4 del mattino, Bieber ha infilato una serie di Fuck ( «Perché cazzo mi fermate? Perché cazzo mi fate questo?» etc) e ha messo le mani nelle tasche, nonostante la polizia chiedesse di alzarle («Perché cazzo devo alzare le mani? Non ho nessuna cazzo di arma!»). Bieber aveva le cuffiette mentre veniva trasportato in carcere, ma la sua faccia non era così rilassata davanti al giudice.

Qualcuno del suo entourage dice che sarebbe il caso di mandarlo in rehab: «Ha bisogno di essere curato, ma finora lui si è sempre opposto».

I guai sono iniziati nel 2013. Da allora ha picchiato (o fatto picchiare dai bodyguard) i fotografi, è stato bandito da alcuni locali, ha avuto vari alterchi coi vicini, è stato beccato nei bordelli, ha fatto atti vandalici, è stato trovato in possesso di droghe.

Nonostante i fatti, la Adidas, che è suo sponsor, dice che i loro rapporti non sono cambiati.
2. GIOVENTÙ BRUCIATA - LA FOLLE CORSA DI JUSTIN BIEBER DA IDOLO POP A STAR MALEDETTA
Giuseppe Videtti per ‘La Repubblica'

Sta per compiere vent'anni (il primo marzo) e già è al capolinea. Nessun senso della misura, più irresponsabile di un ragazzino, viziato come un rampollo di stirpe reale. In altre parole, pop star al midollo. Se il 2013 era stato l'anno terribile di Justin Bieber, il 2014 si annuncia disastroso (o più piccante? dipende dai punti di vista).

Con l'ultima bravata il microdivo canadese - 15 milioni di dischi venduti in quattro anni, al terzo posto tra gli entertainer più potenti del mondo secondo Forbes - è finito in manette. È accaduto l'altra notte a Miami: Bieber, non esattamente sobrio, affitta una Lamborghini e improvvisa una drag racing sulla pubblica via con un balordo par suo, il cantante Khalil, alla guida di una Ferrari.

Risultato: entrambi arrestati con l'accusa di guida in stato di ebbrezza e corsa automobilistica illegale. Colpo di testa? Gioventù bruciata del nuovo millennio? Difficile da giustificare alla luce delle infinite idiozie che nei mesi scorsi hanno inzeppato i tabloid, tutte legate alle gesta mai edificanti di Bieber: il cantante si cimenta nel lancio di uova contro la villa del vicino causando ventimila dollari di danni, la polizia irrompe in casa e trova droga; le autorità di frontiera canadesi scoprono marijuana e vari aggeggi per fumarla a bordo del bus che lo porta in tour; in Australia devasta con lo spray una camera d'albergo;

a Buenos Aires calpesta sul palco la bandiera argentina e successivamente viene allontanato dall'hotel per atti vandalici; un paparazzo lo accusa di percosse; lo filmano in un ristorante di New York (e finisce su youTube) mentre fa la pipì in un secchio per le pulizie e sfregia con un detergente il ritratto di Bill Clinton (salvo poi inviare una lettera di scuse all'ex presidente); a Toronto si diverte a far colare saliva sui fan affollati sotto la finestra della sua stanza, un gesto appena irriverente da parte di un artista che è entrato nell'olimpo per acclamazione popolare; sputa in faccia a un dj dell'Ohio durante una lite e lo stesso fa con un vicino esasperato dagli schiamazzi.

È troppo anche per la pop star più adorata del dopo-Michael Jackson; durante il periodo natalizio Bieber, forse esasperato dalle pressioni del suo entourage che vede sempre più improbabile il rilascio del passaporto americano (lui naturalmente dice «me ne infischio»), se ne esce con un improbabile tweet: «Mi ritiro». Incauta reazione di una scheggia impazzita: troppi contratti firmati con discografici, sponsor e impresari per dileguarsi nel nulla con la dignità della Garbo.

È la fine della favola bella di un idolo pop e (eventualmente) un nuovo inizio come star maledetta. Ora che è maggiorenne neanche Pattie Mallette, la ragazza madre di Stratford, Ontario, che ha allevato il ragazzino a pane e canzonette lottando con tenacia per «farlo diventare il nuovo Stevie Wonder» ha più voce in capitolo. Justin aveva dodici anni quando cominciò a strimpellare la chitarra (in realtà era già capace di suonare piano, batteria e tromba) e a intrattenere gli amici di famiglia.

Cantava classici Motown, ma anche canzoni di artisti più giovani, come Usher e Ne-Yo. «Mi iscrissi a un concorso canoro del mio paese che si chiamava Stratford Idol», ci raccontò quando lo incontrammo la prima volta - aveva sedici anni. «Gli altri avevano preso lezioni di canto e di piano, io ero l'unico autodidatta. Mica facevo sul serio. L'applauso dei parenti e dei vicini mi bastava. Invece mi classificai secondo ».

La mamma riprendeva tutto, filmati amatoriali del suo cucciolo dalla grande voce che, a partire dal 2007, cominciò a postare regolarmente su youTube. Pensava a Stevie Wonder, che già alle elementari era un pluristrumentista e un cantante da hit parade, più che a tanti idoli pop costruiti a tavolino e bruciati dal primo successo.

All'album d'esordio di Bieber, My world (2010), collaborarono i produttori di Rihanna e Beyoncé - un prestigioso team di produttori di Atlanta aveva puntato tutto sul ragazzino; Pattie non avrebbe mai sperato tanto e soprattutto aveva sottovalutato gli effetti che un successo di queste proporzioni può causare in un ragazzino fragile, iperattivo e senza una famiglia solida alle spalle (tipo quella di Justin Timberlake, per intenderci).

Sono ormai tramontati i tempi in cui il devoto Justin, miracolato dal passaparola della rete, recitava l'angelo custode prima di addormentarsi; remota l'epoca, anche se era soltanto ieri, in cui condannava il sesso fuori dal matrimonio (il purity ring deve essergli scivolato dal dito nelle notti folli con Selena Gomez e Miley Cyrus) e condannava pubblicamente divorzio e aborto.

Quand'era ancora imberbe ci disse: «La mia ambizione? Che i fan crescano con me, come quelli dei cantanti longevi. Volevo essere famoso, ora sono famoso. Posso fare di più. Sarò una star, come Michael Jackson». O come Britney Spears?

Oggi le cronache parlano di smargiassate nel privé di uno strip club (75 mila dollari infilati nello slip di quattro lap dancer), resistenza a pubblico ufficiale e ammissioni di colpa: «Ero alla guida ubriaco, fumato e dopo aver assunto diversi farmaci». È finito davanti ai giudici con la tuta arancione indossata dai carcerati. Rilasciato su cauzione (2500 dollari) è salito, in barba alla scorta, sul tetto del Suv che lo riportava a casa per salutare i fan...


3. CECCHETTO: "È SPETTACOLO - PIÙ CHE RIBELLIONE GIOVANILE MI SEMBRA MARKETING"
Nadia Ferrigo per "La Stampa"

Tra chi non si scandalizza troppo delle ultime - non proprio eroiche - gesta di Justin Bieber, c'è Claudio Cecchetto, produttore discografico e talent scout italiano, «papà» di Radio Deejay e Radio Capital, scopritore di Jovanotti, Fiorello e 883.

Guida in stato di ebbrezza e corse clandestine, copione già visto?

«Justin Bieber ha vent'anni, è un bel ragazzo e ha un successo planetario. Che ci si può aspettare da lui? Il mondo è cambiato, trasgredire è la regola. Non è finito in metropolitana a chiedere l'elemosina, ha violato la legge ed è giusto che ne paghi le conseguenze, come tutti. Anche se quando si parla di una star è meglio non essere mai troppo ingenui: bisogna vedere quanto c'è di vero e quanto invece è montato. Puzza più di operazione di marketing che di ribellione giovanile».

Mai nessun problema con i giovani talenti italiani?

«Tutti i ragazzi che ho seguito lottavano per realizzare il loro sogno. Bieber invece ha già tutto quel che poteva desiderare e forse è in cerca di nuove esperienze, buone o cattive che siano. Non ci vedo niente di strano. Quando ormai vent'anni fa gli 883 iniziarono a usare le parolacce nei loro pezzi, ne uscì un mezzo scandalo. Ora nessuno si sognerebbe più di attaccarci per questo. C'è molto falso moralismo: in tutto il mondo si parla di liberalizzazione di droghe leggere, per poi scandalizzarsi se un musicista viene beccato con una canna».

La solita vecchia storia: nel bene o nel male, purché se ne parli...

«A tutti è capitato di sbagliare. Anche in passato in tanti hanno esagerato, e anche molto più di lui, ma per fortuna prima o poi si cresce. Che dire allora di Mick Jagger? Con tutto quel che ha fatto, o che si dice abbia fatto, ora ha settant'anni ed è in splendida forma. Prendiamo il povero Mario Balotelli. Ci si aspetta che lui sia un esempio per tutti, ma non può essere così. Potrei mai pensare che se un ragazzo sbaglia la colpa è del suo idolo che è un cattivo esempio? Come dico sempre ai miei figli, bisogna ricordarsi che è spettacolo. E non va mai preso troppo sul serio».

 

 

 

Verso il centro di detenzione justin bieber arrestatoUdienza di Bieber a Miami Tutti i fuck di Bieber nel rapporto della polizia Torna a casa dove lo aspettano i fan Sulla via della galera Sulla spiaggia di Miami La popstar sulla sua Lamborghini la Lamborghini usata da Bieber in stato d ebbrezza La polizia ha chiesto a Bieber di alzare le mani e lui non lo ha fatto La folla fuori dalla sua casa in affitto a Miami La Ferrari e la Lamborgini sono state sequestrate La cauzione per far uscire Khalil era di mille dollari La cauzione era di duemila e cinquecento dollari Justin con la modella Chantel

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