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IL CINEMA DEI GIUSTI - ''BATMAN CONTRO SUPERMAN'': SI MENANO UNA CIFRA, NON C'È UNA STORIA, I PERSONAGGI SOLO ABBOZZATI, WONDER WOMAN BONISSIMA - UN POLPETTONE DI DUE ORE E MEZZA, COSTRUITO SOLO PER PREPARARE I SEQUEL - LA CRITICA AMERICANA LO HA MASSACRATO

Marco Giusti per Dagospia

 

Batman v Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder

 

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Botte da orbi fra Batman e Superman. Come si prevedeva. Perché poi a Batman, l’umano, gli roda così tanto di Superman, nessuno ce lo spiega in questo Batman v Superman: Dawn of Justice diretto da Zack Snyder e scritto da Chris Terrio e David S. Goyers, giocattolone da 250 milioni di dollari, più i 150 di promozione, che esce oggi in Europa e il 25 in tutto il mondo. Eppure Alfred gliela aveva detto che non c’era bisogno di tutte queste scene.

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Magari è un conflitto di classe perché uno sta a Metropolis e l’altro a Gotham City, che poi sembrano in pratica la stessa città, tipo uno sta a Flaminio e l’altro a Prati. E per questo si vogliono menare. Comunque questo Batman di Ben Affleck è troppo coatto e troppo irrisolto, almeno il Superman di Henry Cavill ha una certa eleganza, che non perde nemmeno quando entra vestito nella vasca da bagno della Lois Lane di Amy Adams. E non si capisce perché stiano così a sentire il Lex Luthor svitato di Jesse Eisenberg, costruito come un figlio di papà problematico che li manovra in un delirio da nerd giocattolaio.

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Così dopo due ore e mezzo di film, in mezzo a molte scene anche riuscite, come la battaglia centrale tra i due super-eroi, il grande inizio apocalittico alla 11 settembre che i fatti di Bruxelles rendono davvero più realistico, l’entrata di personaggi forti come Diane Lane mamma di Superman o la Wonder Woman della stra-bona Gal Gadot, ti chiedi quale sia la storia di questo film.

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Senza spoilerare nulla, anche perché non c’è granchè da spoilerare, mi dispiace per Zack Snyder, il film sembra davvero costruito per la sequenza delle botte da orbi fra i due e per i continui rimandi ai film successivi con Wonder Woman e i nuovi eroi che fanno capolino qui, cioè The Flash di Ezra Miller, l’Aquaman coattissimo di Jason Mamoa, il Cyborg di Ray Fisher. Con questo, per carità, anche se il film non è così divertente, rimane un polpettone che ti vedi con piacere, grazie alla regia di Zack Snyder e alle musiche fenomenali di Hans Zimmer e Junkie XL, ma capisco perché i critici americani lo abbiano massacrato.

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“Sembra il remake farlocco della Strana coppia con Oscar e Felix che vogliono uccidersi l’uno con l’altro”. “Un pizzico di Cavaliere oscuro qui, un pizzico di Batman begins qua, tutto mischiato con i momenti topici di X-Men, ma niente di tutto questo funziona”. “Se c’ qualche giustizia, all’alba o meno, nei multiplex il pubblico dovrebbe rifiutare questa melassa di super-eroi di Zack Snyder, che mette una pietra tombale da 250 milioni per un genere alla ricerca di una pausa di riflessione”. “Qualcuno fermi Zack Snyder, qualcuno salvi il mondo”. 

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Ma la critica più pertinente è questa: “I film dei Super eroi, oggi, sono come siti web con tanto di pubblicità pop-up che spezzano il tempo con lanci dei nuovi film in arrivo, che non saranno più divertenti di quello che vedi”. In qualche modo il marketing del film che verrà dopo sembra più forte del film che stai vedendo. E questo rende un po’ inutile tutta l’operazione, a meno che l’operazione non stia proprio nella sopravvivenza del genere con il rilancio continuo di altri super-eroi.

 

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Detto questo salvo molte cose. Anche la sequenza con Amy Adams che va dal capo dei terroristi a capo scoperto, “Non sono una donna, sono una giornalista!”, e finisce in un megatrappolone messo in piedi per il poro Superman troppo innamorato della ragazza. E’ chiaro che arebbe arrivato a salvarla. Dopo il massacro, anche se Sueprman è innocente, è lui che viene incolpato dalla senatrice Holly Hunter, bel ritorno, che cerca di far rispettare le leggi in barba al coattismo dilagante dei super eroi, ma anche al poter dei super ricchi. Lo strapotere di Superman, l’alieno, è forse la molla che fa scattare il rosicume del nuovo Batman di Ben Affleck, con tanto di nuovo Alfred, cioè Jeremy Irons.

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Ma forse non basta né per costruire un nuovo Batman memorabile come quelli di Michael Keaton e di Christian Bale né per far scattare questa mega-rissa tra tifosi. Almeno ci fosse una donna di mezzo, invece Batman sembra abbastanza indifferente alle femmine, come dice anche Alfred, anche se nota da subito la bella e pericolosa Gal Gadot.

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Jesse Eisenberg è un buon Lex Luthor costruito sulla generazione dei nerd da social, ma alla fine fa quello che deve fare un cattivo da film di super eroi, senza avere uno status romantico come il Pinguino o la Donna Gatto. Detto questo, apprezziamo l’amore per la mamma dei due super-eroi, ma forse non basta per costruirci sopra un film. O forse sì? In sala da oggi.

 

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