GLI OSCAR DEI GIUSTI – SONO ARRIVATE LE NOMINATION AGLI ACADEMY AWARDS! FARANNO STORIA LE 16 CANDIDATURE PER “SINNERS” DI RYAN COOGLER, IL NUMERO PIÙ ALTO MAI RAGGIUNTO DA UN FILM, PIÙ DI CAMPIONI COME “TITANIC”, “EVA CONTRO EVA” E “LA LA LAND”, CHE NE AVEVANO 14. VINCERLE SARÀ UN’ALTRA COSA – IL SUO AVVERSARIO DIRETTO, “UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA” DI PAUL THOMAS ANDERSON NE HA “SOLO” 13 - SI DIVIDONO 9 NOMINATIONS “MARTY SUPREME” DI JOSH SAFDIE, “SENTIMENTAL VALUE” DI JOACHIM TRIER E “FRANKENSTEIN” DI GUILLERMO DEL TORO - NON C’È OMBRA DI ITALIANO DA NESSUNA PARTE… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Sono arrivate le nominations agli Oscar! Faranno storia le 16 nominations per “Sinners” di Ryan Coogler, il numero più alto mai raggiunto da un film, inoltre da un film horror e da un film quasi interamente interpretato, scritto e diretto da neri. Più nominations di campioni “Titanic”, “Eva contro Eva” e “La La Land”, che ne avevano 14. Vincerle sarà un’altra cosa.
Ma per “Sinners” queste 16 nominations sono già una vittoria. Viene segnalato come miglior film, miglior regia, sceneggiatura originale, protagonista, Michael B. Jordan in doppio ruolo, non protagonisti, lo strepitoso Delroy Lindo, una specie di Mario Brega nero, la sconosciuta ma favolosa Wunmi Mosaku nel ruolo della strega, musica, fotografia, scenografia, suono. Praticamente tutto.
Il suo avversario diretto, “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson ne ha solo 13, moltissime in realtà. Tra queste miglior film, regia, sceneggiatura non originale, protagonista, Leonardo DiCaprio, non protagonista, Benicio Del Toro, non protagonista, Teyana Taylor, un’altra nera. Nulla da fare per l’esordiente Chase Infiniti. Sarà comunque una serata memorabile per gli attori neri, anche se gran parte delle nominations vengono da un film solo.
timothee chalamet marty supreme 8
Si dividono 9 nominations “Marty Supreme” di Josh Safdie, “Sentimental Value” di Joachim Trier e “Frankenstein” di Guillermo Del Toro. Con “Marty Supreme” si esalta la terza nominations di Thimothée Chalamet, che affronterà campioni come Leonardo DiCaprio, Michael B. Jordan, l’Ethan Hawke di “Blue Moon” di Richard Linklater (film stupendo, lo trovate su Amazon) e il potente Wagner Moura, che ha appena vinto il Golden Globe per “L’agente segreto”, gloria del cinema brasiliano visto che mai nessun attore brasiliano era arrivato in finale agli Oscar.
Con “Sentimental Value” si esalta il cinema nordico, visto che non concorre solo per il miglior film straniero, ma anche per il miglior film in assoluto, e per ben quattro attori, praticamente tutto il cast, dalla protagonista Renate Reisnvee, ai non protagonisti Stellan Skarsgard, già premiato ai Golden Globes, a Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas.
Con “Frankenstein” di Del Toro, film fortemente targato Netflix, le nominations sono tutte tecniche a parte quella per il miglior film. Inutile dire che Del Toro è il regista che più si è distinto nella difesa del genere horror, protagonista assoluto in questa edizione degli Oscar e nell’attacco alla AI.
“Hamnet” di Chloe Zhao ha ben 8 candidature, miglior film, regia, sceneggiatura, protagonista, la potente Jessie Buckley che sta vincendo tutto o quasi, musica, casting, costumi e scenografia. Molti dicono che tra “Sinners” e “Una battaglia dopo l’altra” potrebbe spuntarla. Il brasiliano “L’agente segreto” di Kleber Mendonça Filho con 4 nominations è candidato sia come miglior film straniero, sia come miglior film in assoluto, ma anche per il miglior attore protagonista, Wagner Moura e il casting.
Per il Brasile sarà un’altra serata memorabile, dopo quella di un anno fa di “Io resto qui” di Walter Salles. Ma soprattutto dimostra che il predominio del cinema americano agli Oscar non è più così assoluto. Troppi attori parlano altre lingue tra i film di questa edizione. Tra i cinque miglior film stranieri vediamo che sono stati scelti oltre a “Sentimental Value” e “L’agente segreto”, film politici forti come il tunisino “La voce di Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania, l’iraniano “Un semplice incidente” di Jafar Panahi e lo spagnolo “Sirat” di Oliver Laxe. Tutti provenienti da Cannes.
Se la Warner Bros domina le nominations, grazie alla doppietta “Sinners”&“Una battaglia dopo l’altra”, con ben 30 candidature, e salva una stagione iniziata malamente con una serie di flop (“Mickey 17”, “The Alto Knights”), la casa di distribuzione Neon ì, grazie a “Sentimental Value” e “L’agente segreto” ne porta a casa ben 19. Netflix, che vanta le produzioni di “Frankenstein” e “Train Dreams” di Clint Bentlet ben 18.
Quasi tutti i giornali notano con dispiacere che “Wicked: For Good” di Jon M. Chu, sequel del primo “Wicked”, che ebbe 10 nominations, quest’anno non ne ha nemmeno una. Snobbati anche “No Other Choice” di Park Chan wook, “Jay Kelly” di Noah Baumbach, ma francamente erano piuttosto modesti. Non si capisce perché inserire “F.1” di Joseph Kosinski come miglior film dell’anno assieme a fuoriclasse come “Sinners” “Una battaglia dopo l’altra” “Frankenstein,” “Bugonia,” “Hamnet,” “Marty Supreme,” “Sentimental Value,” “Train Dreams” e “L’agente segreto”.
Non possiamo che essere contenti per il rilancio di attori non più giovani, ma eccellenti, come Stellan Skarsgard, mai lanciato agli Oscar, o Amy Madigan per “Weapons” o il già nominato Delroy Lindo per “Sinners”, o la sopresa di ritrovare Kate Hudson tra i possibili vincitori per un film che abbiamo saltato in molti in sala, “Song Sung Blue”.
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Se la vedrà però con ragazze particolarmente aggressive, la favoritissima Jessie Buckley di “Hamnet”, la Rose Byrne di “If I Had Legs I’d Kick You’s”, la già due volte premiata Emma Stone per “Bugonia” e la danese Renate Reinsve per “Sentimental Value”. Bella battaglia. Il Giappone può vantare almeno due nomination per il miglior truccatore, per il film “Kokuho” e per “The Smashing Machine”. Noi italiani nemmeno quello. Non c’è ombra di italiano da nessuna parte… Appuntamento il 15 marzo, in chiaro su ABC e in streaming su Huliu.
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